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Nuovo ospedale di Cavalese, Cia: “Via a una raccolta firme per chiedere maggior coinvolgimento del territorio”

Sulla questione interviene anche il sindaco di Cavelese Sergio Finato: “Continuiamo a sostenere il vecchio progetto per la riqualificazione della struttura”. La soluzione condivisa anche dal segretario del Patt Simone Marchiori e dalla consigliera e capogruppo in Consiglio Paola Demagri: “Sarebbe più coraggioso e funzionale riconsiderare la ristrutturazione e il miglioramento dell'ospedale di Cavalese”

Di F.S. e L.A. - 02 October 2021 - 17:44

CAVALESE. “Indiscrezioni seguite ad altre indiscrezioni stanno delineando un quadro dove appare chiaro che su questo progetto si sta lavorando alacremente da molto tempo, ma che tutto è avvenuto sotto traccia per non dare nell'occhio e suscitare dubbi ed interrogativi”. A parlare è il consigliere di Fratelli d'Italia Claudio Cia e il progetto a cui fa riferimento è quello del nuovo ospedale di Cavalese. Negli scorsi giorni infatti, secondo Cia, sarebbero emersi ulteriori dettagli circa la proposta dell'Associazione temporanea d'imprese per la costruzione di una nuova struttura in zona Masi, segnalando in particolare la richiesta di aumento di superfici ed altre integrazioni. “Ora però il segreto di Pulcinella è stato svelato – scrive il consigliere di FdI – la logica del profitto impone un'accelerazione e di fissare un orizzonte temporale certo: le Olimpiadi del 2026”.

 

Secondo Cia però "è inutile continuare ad agitare lo spauracchio delle Olimpiadi 2026 per tentare di velocizzare il processo di realizzazione di quella che è già stata ribattezzata la 'Città della Salute'. La programmazione sanitaria, e quindi la decisione in merito alla ristrutturazione dell'attuale struttura oppure la costruzione di una nuova non dovrebbe basarsi meramente su quei 10 giorni di gare olimpiche che si terranno nel nostro territorio, quanto piuttosto su un'analisi approfondita dei bisogni dei nostri cittadini e dei professionisti sanitari nei prossimi 30 anni”. Nel ribadire l'estraneità di Fratelli d'Italia a questa operazione (“la quale è avvolta in una fitta coltre di nebbia e pare vedere la politica prostrare il capo di fronte a un'Associazione temporanea d'imprese” dice Cia) il consigliere del partito di Giorgia Meloni annuncia che “il Circolo di FdI di Cavalese - Valli dell'Avisio sta organizzando sul territorio della Val di Fiemme una serie di gazebo per chiedere che si addivenga alla decisione finale tramite un percorso condiviso che coinvolga le Amministrazioni delle Valli di Fiemme, Fassa e Cembra, i cittadini, le Associazioni e i professionisti sanitari”.

 

Sulla questione è poi intervenuto anche il sindaco di Cavalese Sergio Finato, che al Dolomiti ha dichiarato: “Continuiamo a sostenere il vecchio progetto per la riqualificazione dell'ospedale, il discorso riguarda la sostenibilità ambientale, economica e sociale del territorio”. Secondo il primo cittadino per la realizzazione di un nuovo ospedale “si dovrebbe rivedere tutto l'impianto urbanistico. Non solo, si andrebbe poi a consumare altro suolo. Il vecchio ospedale garantisce più velocità d'esecuzione e rappresenta la soluzione migliore: vorremmo puntare sul recupero e sul rilancio dell'esistente. Del piano provinciale non si conosce ancora nulla praticamente, se non quanto filtra ogni tanto sui media”. La posizione del Comune di Cavalese, continua Finato “è condivisa da praticamente tutto il territorio. E incassiamo anche le considerazioni di Fratelli d'Italia in Consiglio provinciale. Inoltre Claudio Cia è presidente della IV commissione che tratta i temi della sanità e del sociale. Auspichiamo che si possa entrare nel merito e nel metodo di questa vicenda. I pochi elementi a nostra conoscenza sul progetto non sono convincenti: si deve puntare sull'immobile già esistente".

 

Anche il Partito autonomista trentino tirolese appoggia l'ipotesi di ristrutturazione e riqualificazione della vecchia struttura. Il segretario Simone Marchiori infatti, scrive il Patt in una nota: "E' convinto che un partito territoriale deve avere un occhio vigile su quanto sta accadendo in Trentino a seguito delle scelte politiche attuali. Sia per salvaguardare il territorio che per mantenere i servizi nelle valli, a Cavalese in particolare, è necessario prevedere degli investimenti. Questi tuttavia devono essere pianificati nel tempo, puntando principalmente sul miglioramento di quanto già è esistente. Nel caso specifico del Presidio Ospedaliero non vi sono valutazioni che indichino la struttura come pericolante, per cui con interventi mirati si potrebbe ottenere un grande salto di qualità". “Credo che sarebbe sicuramente più coraggioso – ribadisce poi la capogruppo in Consiglio Paola Demagri – e anche più funzionale al paradigma attuale riconsiderare la ristrutturazione e il miglioramento dell’ospedale di Cavalese, individuando le funzioni utili per la rete intraospedaliera”. Tra queste, dice Demagri, il possibile ritorno ai cosiddetti letti di ortogeriatria nell'area anziani (“vista anche la peculiarità dell'ospedale di Cavalese che ha dimostrato negli anni di essere attrattivo in questo campo”). Gli investimenti, conclude la consigliera, potrebbero essere indirizzati alla creazione di una vera casa della comunità (“all'interno della quale garantire servizi territoriali attraverso la collaborazione e la professionalità dei medici di medicina generale, degli infermieri di famiglia e dei servizi incardinati all'interno delle cure domiciliari”) e all'aumento di posti letto nelle Rsa locali.

 

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