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Nuovo ospedale di Cavalese, la Pat illustra il progetto che però (quasi) nessuno vuole: ''Restiamo contrari e serve un piano sanitario ancora prima di un altro edificio''

Il presidente della Provincia, Maurizio Fugatti: "La Pat farà le proprie valutazioni ma vogliamo partecipazione e trasparenza". Contraria anche la Regola di Cavalese: "La ristrutturazione dell'attuale edificio permetterebbe anche di superare alcune criticità idrogeologiche nell'andare a costruire un edificio nell'alveo di rispetto dell'Avisio, senza dimenticare la presenza del rio Lagorai che può esondare"

Di Luca Andreazza - 08 novembre 2022 - 19:35

TESERO. "Confermiamo quanto sosteniamo in modo chiaro e trasparente ormai da 2 anni: la strada maestra è la riqualificazione del vecchio ospedale". A dirlo Sergio Finato, sindaco di Cavalese, dopo che la Provincia ha illustrato la proposta progettuale per il nuovo polo ospedaliero con la formula del partenariato pubblico privato. 

 

Durante la serata di lunedì 7 novembre la Pat ha ripercorso l’iter seguito fino a ora e si è parlato dei prossimi passaggi relativi alla proposta di partenariato pubblico privato. E’ stato anche illustrato il progetto che in linea tecnica è stato valutato positivamente dal Navip, il Nucleo di analisi e valutazione degli investimenti pubblici della Provincia. Ora la Giunta provinciale è chiamata a esprimersi sulla sussistenza dell’interesse pubblico per l’opera.

 

Presenti all'incontro organizzato alla Cassa Rurale Val di Fiemme, in piazza Cesare Battisti a Tesero, l’assessora Stefania Segnana, il direttore generale della Provincia Paolo Nicoletti, i dirigenti provinciali Luciano Martorano e Antonio Tita, il direttore generale di Apss Antonio Ferro e il dottor Pier Paolo Benetollo, direttore del Servizio ospedaliero provinciale. In sala c’erano i sindaci delle tre valli, i rappresentanti delle Comunità delle valli di Fiemme e di Cembra e del Comun general de Fascia, oltre che i consiglieri provinciali della zona e la senatrice Elena Testor.

 

"Ci sembrava giusto - le parole del presidente della Provincia, Maurizio Fugatti - comunicare la nostra posizione prima di assumere gli atti conseguenti. La Giunta è intenzionata a esprimere la sussistenza dell’interesse pubblico per quest’opera, ma questa decisione non vincolerà il territorio che potrà esprimersi sul progetto. Su una tematica così delicata vogliamo che ogni passaggio sia fatto in totale trasparenza e che prosegua la fase di concertazione con il territorio, che potrà esprimere le sue valutazioni".

 

Insomma, la Provincia sembra intenzionata a procedere con il project financing per realizzare un nuovo ospedale ex novo in località Masi. "Il nostro parere - dice Franco Corso, regolano di Cavalese - è negativo e ribadiamo la necessità di riqualificare la vecchia sede. C'è da considerare un aspetto di salvaguardia dei terreni di pregio e la ristrutturazione dell'attuale edificio permetterebbe anche di superare alcune criticità idrogeologiche nell'andare a costruire un edificio nell'alveo di rispetto dell'Avisio, senza dimenticare la presenza del rio Lagorai che può esondare, come avvenuto durante la tempesta Vaia".

 

Il presidente ha poi ricordato che il finanziamento a suo tempo stanziato per l’attuale ospedale di Cavalese è ancora disponibile e resterà tale fino alla decisione finale. "Questo è un aspetto importante e privilegiamo quanto già deciso nel 2018 per ragioni di sostenibilità economica, sociale e ambientale. L'attuale infrastruttura è un simbolo di identità e un patrimonio della comunità", aggiunge Finato, mentre Corso prosegue: "C'è un valore affettivo per molti residenti, inoltre vale il principio che la sanità deve restare pubblica per mettersi al riparo da eventuali speculazioni sul vecchio edificio".

 

Alti i dubbi sul ricorso al project financing. "Progetti simili da altre parti sono rivelati problematici. E c'è poi il nodo legato agli utili che restano privati mentre eventuali perdite sono coperte dal pubblico. Le incertezze - continua Corso - sono legate anche ai tempi tra progetto esecutivo, ricorsi, cantiere e lavori. Dopo quasi 20 anni di protocolli d'intesa e di promesse avevo una forte aspettativa sulla ristrutturazione dell'ospedale ma tutto si è fermato, ancora una volta".

 

Il progetto del nuovo ospedale in project financing con la delocalizzazione in località Masi vede, però, la sostanziale contrarietà del territorio, della Regola di Cavalese e dell'Ordine dei medici. "Il nuovo ospedale andrebbe a stravolgere l'urbanistica di Cavalese e del fondovalle - evidenzia Finato - mentre la vecchia sede dispone già di una logistica adeguata, dei servizi e di tutta una rete di attività presenti in loco. A ogni modo è necessario un progetto sanitario per salvaguardare e valorizzare il personale, prima ancora dell'aspetto edilizio". 

 

Durante la serata l’ingegner Martorano ha illustrato la proposta progettuale valutata dal Navip, fornendo anche elementi di comparazione dal punto di vista economico e organizzativo tra l’ipotesi di ristrutturazione dell’ospedale esistente a Cavalese e il progetto di nuovo ospedale da realizzarsi con la formula del partenariato pubblico privato. Il dottor Nicoletti si è soffermato sugli aspetti finanziari del progetto valutato dal Navip mentre il dottor Ferro ha parlato degli aspetti di natura sanitaria legati alle due ipotesi di intervento. Il dibattito è proseguito sul tema complessivo dei servizi sanitari sul territorio.

 

"In questo incontro - dice Fugatti - abbiamo parlato del parere tecnico economico positivo da parte del Navip su questo progetto, abbiamo voluto informare il territorio di quali sono state queste valutazioni, fornendo elementi sulla parte progettuale, urbanistica e economico finanziaria. Va detto che il parere tecnico economico del Navip - per la parte economico finanziaria - è stato dato anche con l'ausilio delle valutazioni di Cassa Depositi e Prestiti e della Società Kpmg. Ora l'eventuale proseguimento del progetto è nelle mani dei territori. La Giunta provinciale farà le proprie valutazioni ma come abbiamo detto dall'inizio vogliamo partecipazione e trasparenza".

 

I terreni sono di proprietà della Magnifica comunità, eventualmente chiamata a esprimersi sulla cessione dell'area. Sono 11 le Regole chiamate in causa, oltre a qualche privato. "Noi siamo contrari mentre altri enti sono più attendisti. Piuttosto mi lascia perplesso qualche cambio di direzione delle amministrazioni comunali. A oggi non c'è una richiesta di compravendita, la speranza è quella di non arrivare a dover votare perché la partita si è risolta prima. Anche perché in caso di delibera avversa alla volontà della Provincia di continuare su questa strada, ci sarebbe un messaggio significativo di voler tutelare l'area ma piazza Dante potrebbe procedere a esproprio", conclude Corso. 

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