Ospedale Cavalese, Dallapiccola e Demgari alla Pat: ''Perché non coinvolgere l'impresa che propone il project financing nella riqualificazione del vecchio edificio?''
I consiglieri provinciali Dallapiccola e Demagri: "La Pat potrebbe chiedere all'impresa privata interessata a realizzare l'ospedale di Cavalese ex novo di ristrutturare la vecchia sede: una soluzione interessante per tutte le parti, oltre che rappresentare un risparmio di risorse"

TRENTO. "La Pat potrebbe chiedere all'impresa privata interessata a realizzare l'ospedale di Cavalese ex novo di ristrutturare la vecchia sede". A dirlo i consiglieri provinciali Michele Dallapiccola e Paola Demagri. "Potrebbe essere una soluzione interessante per tutte le parti, oltre che rappresentare un risparmio di risorse".
In queste ore ha tenuto banco in Consiglio provinciale la discussione sul nuovo ospedale di Cavalese. Una querelle che coinvolge anche un piano in project financing. La Pat sembra più che intenzionata a valutare il progetto, nonostante i territori siano piuttosto contrari, così come le opposizioni e parte della maggioranza con Fratelli d'Italia: le parti chiedono che si proceda con la ristrutturazione dell'attuale sede. Contrari anche gli addetti del settore (Qui articolo).
In Trentino ci sono almeno due esperienze di opere in project financing, finite non bene. C'è la vicenda Not di Trento, poi quella delle terme di Levico. Ma la Provincia a trazione leghista sembra comunque voler andare avanti in questo piano a Masi di Cavalese.
"Un piano piuttosto complicato da realizzare", proseguono Dallapiccola e Demagri. "A Levico sono saltati 5 milioni di finanziamento che l'amministrazione provinciale aveva riservato alla località termale e che ora non si sa dove siano finiti. Sul Not credo che non serva aggiungere nulla rispetto a una vicenda che sembra più una telenovela che un appalto pubblico. A fronte di queste innegabili preoccupazioni, c'è comunque la disponibilità di un'azienda privata seria, che si metterebbe a disposizione per realizzare il nuovo ospedale, anche se non si capisce sulla base di quale criterio sia stata scelta quella località".
Il capitolo dell'ospedale è molto delicato e molto sentito sul territorio. "Esprimiamo un rammarico - dicono Dallapiccola e Demagri - perché si andrebbero a devastare delle zone prative di fondovalle. E’ vero che nulla è davanti alla salute ma attualmente c'è una sede ospedaliera: una struttura funzionante che necessiterebbe soltanto di ristrutturazione".
Ecco allora l'interrogazione di Demagri e Dallapiccola per capire se questa possibilità sia stata valutata dall'amministrazione pubblica e dall'impresa che ha proposto il Ppp.
"I progetti, le valutazioni tecniche e i pensieri politici di questa ristrutturazione ci sono tutti. Allora perché non consegnare la ristrutturazione della vecchia sede all'impresa che vorrebbe realizzare il project financing nel fondovalle. Non ci si lascerebbe sfuggire la meravigliosa opportunità di farsi aiutare dall'azienda che ha offerto le proprie preziose disponibilità. Alla Provincia però tutta l'operazione potrebbe costare molto meno. Non si dovrebbero acquisire terreni e realizzare strutture a cifre che sfiorano i 300 milioni di euro. Invece, nella sede attuale una semplice ristrutturazione è già stata progettata e quantificata in una quarantina di milioni", concludono Dallapiccola e Demagri.


















