Ospedale di Cavalese, ''No'' alla commissione di inchiesta per chiarire la vicenda e spunta pure la terza via: Cavada propone la costruzione a Milon/Porina
Lunga discussione in Consiglio provinciale sul nuovo ospedale di Cavalese, la seduta straordinaria è stata chiesta dalle minoranze

TRENTO. L'ospedale in località Masi di Cavalese solo se il territorio è d'accordo, ''No" all'istituzione di una commissione d'inchiesta sulla vicenda e Gianluca Cavada (Lega) che propone la terza via: la costruzione di un nuovo polo da un'altra parte. Questo quanto emerge nella lunga discussione in Consiglio provinciale nella seduta straordinaria chiesta dalle minoranze.
Tra le risoluzioni via libera a quella di Cavada con la quale si impegna la Giunta provinciale a valutare tutte le possibili soluzioni per l’ospedale di Fiemme tra le quali anche quella della costruzione ex novo in località Milon/Porina se ci fosse la richiesta dai territori nel corso del processo partecipativo. Per l’esponente leghista la ristrutturazione dell’ospedale sarebbe difficoltosa, mentre la soluzione del nuovo permetterebbe di rispondere alla richiesta di maggiori spazi.
Bocciato invece il documento di Zanella che avrebbe impegnato il Consiglio all’istituzione di una Commissione d’indagine che, nell’arco di due mesi, potesse verificare i passaggi relativi alla proposta di partenariato pubblico-privato per la realizzazione di un nuovo ospedale ai Masi di Cavalese, chiarendo anche quanto avvenuto prima del deposito della proposta, emerso da diverse testimonianze, per restituire ai cittadini un quadro completo e trasparente sulla vicenda.
La discussione si è aperta con la comunicazione del presidente della Provincia, Fugatti ha spiegato che la formula del Partenariato pubblico privato è una forma giuridica ormai consolidata e che è incentivata anche dal Codice dei contratti.
Il finanziamento per Cavalese è attuato con la formula del leasing a cui si aggiunge un contratto per la gestione dei servizi che comunque sono già oggi esternalizzati. "La valutazione dei costi è stata positiva e in linea sono quelli della gestione e anche dal punto di vista ambientale c’è stato l’ok da pare del Navip".
La Giunta ha dichiarato il pubblico interesse e ha approvato la proposta fatto salvo il rispetto di tutti gli strumenti urbanistici e di tutela ambientale. "La dichiarazione di interesse pubblico - aggiunge il presidente - va intesa come una valutazione in progress". Il governatore ha ribadito che sarà decisivo il parere dei territori su dove collocare il nuovo ospedale. E ha ricordato che tra Pat e Comuni si è tenuto un incontro a Cavalese che ha portato a condividere il percorso. Sulla parte finanziaria, ricorda Fugatti, in bilancio ci sono 38 milioni in conto capitale e 6 milioni annui valgono per il nuovo ospedale e per la ristrutturazione dell’esistente.
L'ex presidente Ugo Rossi si è complimentato con Fugatti per la sua relazione che ha definito di trasparenza assoluta. "Le carte - commenta - corrispondono esattamente alla data marzo 2021 quando è stato presentato il progetto di finanza per il nuovo ospedale". Ma, ha aggiunto, il presidente non ha detto ciò che è accaduto prima: dirigenti della Pat che si sarebbero recati a Cavalese a acquisire informazioni, delle mail, delle richieste di vendita di terreni, di amministratori locali tenuti all’oscuro di tutto.
Anche per Paolo Zanella (Futura) la relazione di Fugatti non ha risposto a molte domande precise che sono già state presentate in Quarta commissione. "Nel conto poi va messo il consumo di suolo; di un terreno agricolo di pregio vicino a vivaio importante", preoccupazioni queste condivise anche da Lucia Coppola (Europa Verde).
L'ex presidente si è soffermato sull'iter: "Non sono interessato a ciò che ci potrebbe essere dietro" ma ha chiesto a Fugatti perché davanti alla Giunta precedente, che aveva presentato un progetto e messo i soldi per l’ospedale, non è andato dai sindaci a dire "che forse ci può essere un’altra possibilità"; Rossi ha spiegato di non aver mai fatto politica con i sospetti, "ma resta il perché non è stato detto subito che c’era la possibilità di fare un Ppp per un’opera importante come un ospedale. Nelle linee guida per il partenariato c’è scritto che la Pat deve definire dove si pensa e si ritiene utile fare un progetto di finanza. Per questo ora è tardi per dire: decidano i territori".
Iter nel mirino anche del Partito democratico: Luca Zeni ha detto che è caratterizzato da opacità da chiarire: in una risposta a un interrogazione del settembre 2020 la Giunta rispondeva che non c’erano ipotesi di modifica del progetto per costruire il nuovo ospedale in adiacenza a quello esistente e si diceva che non c’erano proposte di partenariato. Ma già nel gennaio 2020 Fugatti si stava invece interessando del Ppp. Poi nel marzo 2020 girava la bozza di progetto anche se la Pat negava l’ipotesi. Nell’estate del 2020 lo Scario ha contattato i proprietari di terreni.
Rimane aperta la questione urbanistica, prosegue Zeni, perché la legge prevede che la pianificazione è in capo al pubblico e non può essere assegnata ai privati. La delibera di interesse pubblico è una valutazione in progress. "Ma non è così perché nella delibera si dice che si deve accantonare il vecchio ospedale e si deve andare avanti con il progetto di Masi". Infine il dem ha sottolineato la questione dell’approccio: un ospedale è un tassello di un sistema e spetta alla Giunta decidere e non si può quindi scaricare la responsabilità sugli enti locali. Il risultato è stato quello di aver creato tensioni, imbarazzo e di aver fatto perdere tempo. L’invito è quello di fermarsi e di tornare sul vecchio progetto.
"E' stata negata l'informazione e la Giunta provinciale deve tornare indietro", ha spiegato Paola Demagri (Casa Autonomia.eu), mentre Pietro De Godenz (Upt) ha chiesto e si è chiesto perché non ci sia la volontà di spiegare e di ascoltare il territorio. "C'è stata una mancanza totale di informazioni e risposte; non sono stati concessi gli accesi agli atti e la stessa relazione del presidente non è stata distribuita. Eppure Fugatti ora parla di partecipazione dei cittadini. Il ruolo della Pat è stato fin qui quello di sensale", le parole di Filippo Degasperi (Onda).
Il coinvolgimento della popolazione e degli amministratori è una prerogativa anche per Lorenzo Ossanna (Patt), stesso discorso per Ivano Job (Coraggio Italia) con apertura sulla proposta di Cavada. A evidenziare alcune criticità ("La località Masi è una zona in ombra e geologicamente pericolosa") Bruna Dalpalù (Fratelli d'Italia).
La capogruppo della Lega, Mara Dalzocchio, ha difeso la Provincia leghista ("L'opposizione vuole instillare il dubbio"), mentre la "Val di Fassa vuole una struttura nuova in fondovalle" per Luca Gugliemi (Fassa). La vicenda sarà ulteriormente approfondita in Quarta commissione, approvata la risoluzione di Katia Rossato (Fratelli d'Italia).













