Dietrofront della Provincia sull'ospedale di Cavalese, Campobase: "La Giunta ha diviso i territori e ora la retromarcia: restano molti dubbi"
Bocciata la località Masi per realizzare il nuovo ospedale di Cavalese, l'intervento di Campobase: "Si è discusso per mesi e mesi attorno al nulla. Se si fosse perseguita la strada originaria, già finanziata nella scorsa legislatura (la Giunta Rossi), si sarebbe forse oggi in dirittura d’arrivo"

CAVALESE. "Questo ennesimo capitolo della vicenda dell'ospedale di Cavalese lascia perplessi". Questo il commento di Campobase. "Se si fosse perseguita la strada originaria, già finanziata nella scorsa legislatura (la Giunta Rossi), si sarebbe forse oggi in dirittura d’arrivo. Cambiare strategia, per puntare invece su una nuova localizzazione, è legittimo, naturalmente, per una nuova amministrazione. Serviva e serve però avere le idee chiare e seguire un metodo altrettanto chiaro".
Nelle scorse ore la Provincia ha confermato il dietrofront, la località Masi è stata bocciata e così piazza Dante delibererà che non c'è più interesse pubblico sul progetto presentato dalla Mak Costruzioni. Una vicenda complessa e delicata con i territori che hanno sollevato negli anni più di qualche dubbio nel merito e nel metodo sulla costruzione del nuovo polo ospedaliero in quell'area (Qui articolo). I finanziamenti sono sempre rimasti a bilancio, ma la Giunta leghista aveva portato la Giunta leghista ad accantonare quanto già previsto da quella Rossi a fine legislatura.
Adesso è arrivato un altro stop, tutto sostanzialmente da rifare e si valuta la zona dei Dossi. "Prima ancora di dichiarare il nuovo obiettivo, si è accreditata, per usare un eufemismo, l’iniziativa privata da parte di un gruppo di imprese che hanno elaborato un progetto da realizzare su un’area avente destinazione urbanistica assolutamente incompatibile. Davanti alle proteste di molti Comuni e di vari esponenti istituzionali della valle di Fiemme, per mesi e mesi la Giunta ha di fatto 'coperto politicamente' questa iniziativa privata, assunta in maniera quantomeno inusitata. Si è così creata in valle una divisione lacerante attorno a una ipotesi ora accantonata. Insomma, di fatto, attorno al nulla".
Da destra a sinistra sono stati molti i dubbi sulla delocalizzazione dell'ospedale a Masi "con momenti - prosegue Campobase - di comprensibile imbarazzo tra gli amministratori locali: qualcuno ne era informato ma, pare, con il vincolo della riservatezza; altri ne avevano inteso forse parlare da qualche esponente politico di valle; molti ne erano totalmente ignari. Oggi, a poche settimane dal voto di ottobre e dunque al lume di candela della legislatura, si annuncia una nuova 'risolutiva' procedura. Non si è capito se ciò comporta la revoca totale o solo parziale della precedente deliberazione della Giunta, soggetta a ricorso amministrativo. Non si conoscono gli elementi di base degli studi di fattibilità economico-finanziaria della proposta, se esistono. Difficili da fare, peraltro, se prima l’ente pubblico, con le sue procedure, non individua la localizzazione. Non si hanno notizie del progetto di politica sanitaria che la supporta. Non c'è chiarezza su quale sia la procedura che si intende adottare in rapporto alla normativa sugli appalti pubblici, anche in riferimento agli atti già assunti dalla Giunta. Nulla si sa, infine, circa le ipotesi di futuro utilizzo della struttura attualmente adibita a ospedale".
Per Campobase la vicenda e il percorso che si intende seguire è ancora poco chiaro. "Resta a quanto pare un unico elemento certo: la retromarcia della Giunta sulla ipotesi caldeggiata per mesi e mesi e sulla quale si è voluta, politicamente, una forzatura divisiva tra i municipi e tra la popolazione. Molto difficile in questo modo costruire una 'concertazione' con i territori che sia vera, efficace, trasparente e non di pura facciata", conclude Campobase.













