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| 29 ago 2023 | 15:46

Ospedale di Cavalese, Zanella: ''La Giunta Fugatti ha perso 5 anni. Se avesse proseguito col progetto precedente oggi i cantieri sarebbero già in stato avanzato''

Il consigliere di Futura interviene dopo la conferma ufficiale che l'ipotesi di un nuovo ospedale a Masi di Cavalese è naufragata e la decisione di cercare un nuovo luogo per realizzarlo. ''Se davvero la demo-ricostruzione non è praticabile per le eccessive interferenze con le attività sanitarie, si individui celermente la località adatta in accordo con la Comunità delle valli di Fiemme e Fassa, evitando di consumare suolo di pregio e di dover urbanizzare zone di territorio ancora vergine''

Ospedale di Cavalese, Zanella: La Giunta Fugatti ha perso 5 anni

CAVALESE. “Se si fosse seguito il progetto impostato dalla precedente Giunta, oggi l'ospedale di Cavalese sarebbe già in cantiere e probabilmente in stadio avanzato di realizzazione. La Giunta Fugatti è colpevole di aver interrotto quel percorso che oggi ci porta punto e a capo”. Paolo Zanella, consigliere provinciale di Futura, non usa troppi giri di parole per commentare la decisione della Giunta Provinciale di archiviare definitivamente il progetto di spostare l’ospedale di Cavalese in località Masi e di aprire un nuovo iter per l’individuazione di un’altra area dove realizzare la struttura e parla apertamente di “palesi contraddizioni da parte della Giunta”.

 

Con il provvedimento di lunedì la Giunta conferma che la realizzazione di un nuovo ospedale è la scelta più opportuna e coerente nell’ottica di riorganizzazione dell’Azienda Provinciale per i Servizi Sanitari e, dando atto al venir meno delle ragioni di interesse pubblico rispetto alla località Masi di Cavalese (la comunità fiemmese si era sempre espressa in maniera contraria riguardo l’ubicazione) - come invece previsto dalla deliberazione n. 2173 del 2022 - a seguito della volontà espressa dai territori, avvia di fatto il processo di localizzazione di massima in attuazione del Piano Urbanistico Provinciale su un’area territoriale vasta collocata tra i comuni di Cavalese e Predazzo.

 

“Quando come minoranze - prosegue nel proprio intervento Zanella - sostenevamo che era il pubblico, Provincia e Comunità di Valle, a dover stabilire la localizzazione dell'ospedale, come previsto dalle norme urbanistiche, e che solo a valle del procedimento localizzativo si sarebbero potute avanzare proposte progettuali e che quindi la proposta di partenariato pubblico privato della Mak andasse rigettata, ci dissero che così non era. Bene ora, con delibera di Giunta mettono nero su bianco che l'iter corretto era proprio quello che indicavamo noi, al di là che poi l'ospedale venga realizzato con appalto tradizionale o in ppp: la predisposizione di proposte potranno essere formalmente presentate in una seconda fase da tutti gli operatori interessati, allorquando sarà completato il procedimento di localizzazione definitiva". Chi aveva ragione?! Stare a dibattere per anni su ospedale ai Masi sì o ai Masi no, quando si poteva avviare il procedimento localizzativo prima, è un danno enorme per tutta la comunità”.

 

La decisione finale puntuale dell’area che ospiterà il nuovo ospedale resta in capo alla Comunità di Valle mediante il piano stralcio del Piano Territoriale della Comunità (PTC), in funzione dei seguenti elementi: consistenza demografica dei residenti stabilmente insediati, ruolo territoriale dei comuni costituenti la comunità rispetto all’attuale distribuzione dei servizi all’interno del territorio di riferimento, entità del bacino di utenza utilizzabile per ogni attrezzatura o servizio, presenza di adeguate infrastrutture di collegamento viario, entità del movimento turistico. Resterà piena autonomia pianificatoria al Comune di Cavalese, infine, per la destinazione d'uso dell'attuale nosocomio.

 

“Se davvero la demo-ricostruzione non è praticabile - conclude l’esponente di Futura - per le eccessive interferenze con le attività sanitarie, si individui celermente la località adatta in accordo con la Comunità delle valli di Fiemme e Fassa, evitando di consumare suolo di pregio e di dover urbanizzare zone di territorio ancora vergine. E si ragioni soprattutto sulle esigenze alle quali dover rispondere con un presidio ospedaliero di valle pubblico (il partner privato della finanza di progetto non è un'associazione caritatevole...) per un presidio sanitario che sia appropriato e sostenibile e ben integrato con i servizi territoriali, quelli certamente da potenziare”.

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