Nuovo polo ospedaliero universitario, Campobase: “Prima di decidere coinvolgere il territorio”. Fugatti però tira dritto: “Sarà costruito in via al Desert”
Campobase chiede un supplemento di riflessione per la pianificazione del Nuovo polo ospedaliero universitario: “Non vogliamo un referendum pro o contro un’area, ma chiediamo che la decisione sia presa tenendo conto delle nuove opportunità che in questi anni si sono aperte”

TRENTO. Il Nuovo ospedale di Trento cambia nome (Nuovo polo ospedaliero universitario) ma non area, questa almeno la decisione presa dalla Giunta leghista che ha fatto sapere che la pianificazione della struttura riguarderà sempre l’area di via al Desert. “È necessario dare una risposta al mondo sanitario che ci chiede velocità e immediatezza” ha dichiarato il presidente della Provincia Maurizio Fugatti.
Da Campobase però puntano il dito contro la Giunta “colpevole” di aver disertato l’incontro pubblico dedicato al nuovo ospedale universitario. “Non vogliamo un referendum pro o contro un’area, ma chiediamo che la decisione sia presa tenendo conto delle nuove opportunità che in questi anni si sono aperte. Dai nuovi spazi di proprietà pubblica oggi disponibili a sud della città, al dibattito più maturo sulla tipologia di in ospedale moderno e integrato con la formazione e la ricerca in campo sanitario”.
D’altra parte, come osservano da Campobase, la scelta dell’area dove costruire il nuovo ospedale condizionerà l’assetto urbanistico e infrastrutturale della città e la politica ospedaliera e sanitaria dei prossimi anni. Anche il sindaco di Trento, Franco Ianeselli, nelle settimane scorse aveva chiesto un approfondimento rispetto a questo dibattito a cui non è seguita alcuna risposta.
“L’incontro poteva essere l’occasione di sentire anche la voce della Giunta provinciale che però ha giustificato la propria assenza per impegni assunti in precedenza. Così per i presenti è stato impossibile conoscere la visione sanitaria e ospedaliera di competenza provinciale. La decisione finale – proseguono da Campobase – non può essere presa senza il coinvolgimento del territorio e dei soggetti deputati a svolgere le attività che, come sappiamo, in questi anni si sono modificate e sono evolute. Un momento di riflessione che va fatto con razionalità e senza condizionamenti di nessun genere dovuti alla storia lunga e travagliata che ci ha portato alla situazione odierna”.














