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Trento
02 gennaio | 13:52

''Le esigenze non sono cambiate: l'area di via Al Desert è idonea", dalla viabilità all'urbanistica, gli ingegneri si esprimono sul nuovo polo ospedaliero di Trento

L'Ordine degli ingegneri entra nel dibattito sull'area che dovrà ospitare il nuovo polo ospedaliero. La presidente Silvia Di Rosa: "Le ragioni del 2016 sono ancora valide, la scelta è idonea e garantisce la realizzabilità dell'ospedale, dell'Università e dei centri di ricerca come il Cibio"

di Redazione

TRENTO. "La discussione deve basarsi su elementi oggettivi e aspetti di urbanistica, di traffico, di ambiente, di energia e di tecnica ospedaliera". A dirlo Silvia Di Rosa, presidente dell'Ordine degli ingegneri della Provincia di Trento. "Rispetto alle previsioni iniziali, le esigenze della città non sono cambiate e si deve riportare l'attenzione sulle ragioni che nel 2016 avevano portato a confermare la scelta di via Al Desert per la realizzazione del nuovo polo ospedaliero del capoluogo".

 

L'Ordine degli ingegneri entra nel dibattito sul nuovo polo ospedaliero e sulla possibilità di rivalutare la collocazione dell'ospedale. "La scelta dell’area di via al Desert è frutto di studi approfonditi ma da allora non sono mutate le varie condizioni che avevano portato a quella decisione. Precisazioni che esprimiamo mantenendo un ruolo di terzietà e senza dunque sostenere una specifica tesi, se non supportata da elementi oggettivi e frutto di approfonditi studi tecnici".

 

L’area di via al Desert configura un lotto di dimensione idonea a garantire la realizzabilità dell’ospedale, dell’Università e di centri di ricerca come il Cibio, con possibilità di espansione futura rispetto alle previsioni del Piano regolatore generale. Caratteristiche già note e evidenziate dalla Provincia di Trento e dal Comune di Trento nel disciplinare di gara del 2016 per il Polo sanitario del Trentino.

 

"Le richieste di quel disciplinare – chiarisce Di Rosa – erano supportate da uno specifico documento redatto da dirigenti comunali e provinciali: l’analisi comparativa delle aree di via al Desert e di San Vincenzo del 2016 confermava la scelta di via al Desert come quella ottimale alla luce delle finalità e criticità insite nella realizzazione dell’opera. Da allora non sono cambiate la città, la ferrovia, i fiumi, l'autostrada, le necessità sanitarie generali e particolari".

 

Dal punto di vista viario, spiega l'Ordine degli ingegneri, la connessione dell’area di via al Desert con il tessuto urbano è semplice e già esistente. La rete stradale formata da via Degasperi, via Jedin, via Ghiaie, tangenziale di Trento, via Sanseverino e strada provinciale 90 consente molteplici accessi da tutte le direzioni, dai quartieri cittadini e dalle vallate. L’eliminazione del sovrapasso di Ravina consentirà la separazione gerarchica dei flussi veicolari e possibilità di accesso adeguata per capacità e direzioni di flusso alla futura area ospedaliera, per fruitori dell’ospedale che per lavoratori e per veicoli in emergenza.

 

"Un secondo accesso settentrionale attraverso via Ghiaie e via Degasperi si affiancherà all’ingresso sud, che garantirà invece una gestione virtuosa e sicura delle emergenze, oltre che l’ingresso dei cittadini e dei lavoratori. Anche la mobilità lenta” - evidenzia l'Ordine degli ingegneri - trova nell’area di via al Desert immediata e semplice connessione alle piste ciclopedonali della zona: la possibilità che l’area sia raggiungibile a piedi dalla città o almeno dal centro sud dell’abitato è un aspetto da incentivare".

 

Poi i trasporti pubblici: la connessione dell’area di via al Desert con i percorsi di bus e taxi è già in essere e può essere ulteriormente potenziata. Anche la prossimità con la rete ferroviaria rappresenta un vantaggio e consentirà di realizzare una stazione ferroviaria ad hoc per il nuovo ospedale.

 

C’è poi la questione fondamentale delle sinergie, in primis con il Centro di Protonterapia, già operativo sull’area di via al Desert. “E' un centro che costituisce una grande opportunità per il territorio, per il nuovo ospedale, per l’Università e la ricerca, per i collegamenti internazionali e le sue attività vanno assolutamente valorizzate. Il Centro si trova in via al Desert perché è stato immaginato come parte integrante del nuovo presidio ospedaliero e deve essere strettamente e virtuosamente connesso, secondo la programmazione generale originale, affinché da questa connessione possano generarsi reciproci vantaggi".

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