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Riforma sul turismo, i sindacati: ''I dipendenti si trovano a decidere il loro destino lavorativo senza indicazioni. La messa a disposizione va gestita''

Sono una trentina i dipendenti di provenienza provinciale messi a disposizione delle Apt d'ambito. I tre segretari Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl) ritengono necessario approfondire le questioni legate alla recente riforma sul turismo dell'assessore Roberto Failoni

Pubblicato il - 30 marzo 2021 - 21:23

TRENTO. "E' necessario un tavolo di confronto da convocare in tempi stretti. E' infatti urgente condividere le modalità di gestione del personale provinciale ancora in servizio nelle Aziende per il turismo del territorio trentino". Queste le parole di Luigi Diaspro (Fp Cgil), Giuseppe Pallanch (Cisl Fp) e Marcella Tomasi (Uil Fpl) che ritengono doveroso approfondire le questioni legate alla recente riforma sul turismo dell'assessore Roberto Failoni.

 

Sono una trentina i dipendenti di provenienza provinciale messi a disposizione delle Apt d'ambito. Una situazione che affonda le radici agli inizi degli anni duemila. Le Aziende di promozione erano enti a tutti gli effetti pubblici, poi si è passati alla struttura privata. In quel contesto, alcuni lavoratori avevano comunque scelto di restare nei vari enti tramite "la messa a disposizione" della Pat.

 

Ora la riforma voluta dalla Provincia è ancora più stringente, i dipendenti devono rientrare nel solco pubblico. Questa la decisione anche se l'applicazione è stata prorogata dal 1 gennaio scorso al 31 maggio prossimo. "La normativa - aggiungono Diaspro, Pallanch e Tomasi - non è stata condivisa con i sindacati e ci sono diverse questioni aperte da affrontare. Da un lato si chiede ai lavoratori di rientrare negli uffici provinciali senza però tenere conto dei percorsi e dei riconoscimenti conseguiti nelle Apt, dall'altro lato si tolgono alle Aziende per il turismo le competenze e le professionalità maturate".

 

I sindacati chiedono di trovare una soluzione operativa per la ricollocazione dei dipendenti in continuità con il protocollo sottoscritto nel 2003. "I dipendenti - evidenziano Cgil, Cisl e Uil - vengono trattati come merce. Non c'è nessun piano di inserimento in Provincia e intanto si tolgono competenze al turismo, settore strategico per il territorio. Questa norma fa acqua da tutte le parti, non soddisfa nessuna esigenza, toglie ossigeno alle aziende e lascia contemporaneamente i lavoratori nell'incertezza. Una riforma mal concepita e la messa in pratica è ancora peggiore".

 

Le parti sociali ritornano quindi a sollecitare la Pat per convocare un tavolo di lavoro. "Le richieste di questi mesi sono tutte cadute nel vuote. I dipendenti si trovano a decidere il loro destino lavorativo senza indicazioni. Non si conoscono nemmeno i fabbisogni della macchina pubblica. Questo è grave, soprattutto alla luce della crisi innescata dall'epidemia sanitaria Covid-19", concludono Diaspro, Pallanch e Tomasi.

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