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Rovereto, con il Covid cresce l'emergenza senzatetto ma i fondi per le politiche sociali rimangono gli stessi. Previdi: ''Mapperemo le situazioni di difficoltà''

Un finanziamento che andrà a coprire una lunga serie di necessità legate ad anziani, famiglie in difficoltà, minori ed in generale a tutte le categorie più fragili, tra cui quella dei senzatetto. L'assessore Previdi: "Necesarria un'analisi precisa delle situazioni di difficoltà a Rovereto. Con dati alla mano si potranno trovare delle soluzioni ad hoc”

Di Filippo Schwachtje - 03 febbraio 2021 - 19:35

ROVERETO. Con l'approvazione del bilancio di previsione sono stati confermati i fondi destinati al Servizio politiche sociali per il 2021: il budget complessivo sarà di 12 milioni di euro, in linea con quanto stanziato negli anni precedenti nonostante le problematiche legate all'emergenza sanitaria.

 

Un finanziamento che andrà a coprire una lunga serie di necessità legate ad anziani, famiglie in difficoltà, minori ed in generale a tutte le categorie più fragili che, dopo l'annus horribilis del Covid, si troveranno a dover fronteggiare sfide sempre più grandi.

 

A beneficiare dei fondi saranno anche i servizi legati all'accoglienza, uno dei temi più discussi in città in questo momento dopo la tragica scomparsa di Maati (qui articolo), il senzatetto morto d'ipotermia all'ex Macello di Mori poche settimane fa.

 

E proprio parlando dell'organizzazione territoriale legata al tema che Lorenzo Zencher, responsabile della casa d'accoglienza “il Portico” (che ha ospitato, per lunghi periodi, anche Maati) ha spiegato come si affronta la problematica nella Città della quercia. “Le strutture d'accoglienza, come la nostra, sono pronte ad aiutare chi ne ha bisogno – ha sottolineato Zencher – ma ci sono dei regolamenti che vanno rispettati”. I senzatetto che vogliono usufruire del sostegno delle strutture sul territorio devono infatti fare domanda allo sportello provinciale (a Trento).

 

Necessità che, di per sé, porta a non pochi problemi viste le difficoltà legate anche solo agli spostamenti. “I servizi sociali possono comunque intervenire – aggiunge il responsabile del “Portico” – per segnalare situazioni particolarmente difficili. All'interno delle strutture è però necessario mantenere un comportamento adeguato. Il signor Maati, che ha dormito da noi per un totale di 178 notti solo nel 2019, è stato sospeso dal nostro servizio perché, anche causa delle sue fragilità, rendeva impossibile la convivenza con gli altri ospiti”.

 

Una situazione esacerbata dalle problematicità croniche dell'uomo, protagonista d'una tragedia che ha scosso l'intera città. “La sua scomparsa ci ha toccato profondamente, abbiamo cercato di aiutarlo indirizzandolo al nostro centro diurno, per mantenere aperto il dialogo e cercare una soluzione”. Centro diurno che, dice Zencher, è aperto (in via Vannetti) per chiunque ne necessiti dal lunedì al giovedì dalle 9 e 15 alle 17 e 15 ed il venerdì dalle 9 e 15 alle 13, e che offre oltre alla mensa anche il servizio doccia. “Anche gli orari di apertura della casa d'accoglienza sono stati prolungati, i nostri ospiti ora possono rimanere fino alle 14, non solamente fino alle 9”.

 

Orario in cui è poi possibile usufruire appunto del centro diurno, dove l'obiettivo è dare la possibilità ai più bisognosi di ripararsi dal freddo e riuscire a socializzare. “L'aspetto fondamentale però – conclude Zencher – è ribadire che il ruolo d'una casa d'accoglienza dev'essere sì quello di sostenere, ma anche di puntare al miglioramento delle persone. In definitiva sono i nostri ospiti a scegliere la loro strada, noi possiamo aiutarli ed indirizzarli fino ad un certo punto”.

 

Per questo, in poche parole, l'obiettivo principale dovrebbe essere la prevenzione. Su binari paralleli si muove poi l'amministrazione, con l'assessore al Benessere ed alla promozione sociale Mauro Previdi che ha ribadito come “pochi giorni fa si sia delineato un piano per realizzare un'analisi precisa delle situazioni di difficoltà presenti a Rovereto. Quello dell'accoglienza è un tema molto complicato, che tocca circostanze delicate da affrontare in profondità. Con dati certi alla mano si potrà poi dare il via al monitoraggio del territorio e successivamente trovare delle soluzioni ad hoc”.  

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