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Sicurezza stradale, i ciclisti: ''Siamo troppo in mezzo alla strada? Il ciglio è pericoloso perché spesso troppo sporco tra vetri, ghiaino e rifiuti''

Poco più di una settimana fa un ciclista nell'Alto Garda è stato scaraventato in un fosso dopo essere stato urtato da un veicolo. L'associazione W la Fuga: "E' sbagliatissimo e va condannato, quando le biciclette si trovano affiancate e non si dispongono in fila indiana. E' fondamentale seguire le regole di comportamento per poi pretendere la dovuta considerazione da parte degli automobilisti"

Di Luca Andreazza - 20 aprile 2021 - 09:55

TRENTO. "E' un'iniziativa molto importante ma servono più azioni per sensibilizzare la popolazione sul corretto comportamento da adottare tra automobilisti e bici". Così Alessandro "Cialdo" Facchini, presidente dell'associazione W la fuga, sulla nuova cartellonistica che viene posizionata sulle salite trentine. "L'ex professionista Maurizio Fondriest porta avanti un gran lavoro per il Trentino".

 

Il gruppo "W la fuga" coinvolge fin dal 2006 tanti simpatizzanti. Inizialmente formato tra amici nelle corsie dell'ospedale Santa Chiara, questa realtà si è definitivamente aggregata in occasione del passaggio della corsa rosa a Trento nella tappa con arrivo sul Monte Bondone e oggi coinvolge tantissimi appassionati di questo sport particolarmente tradizionale sul nostro territorio.

 

Poco più di una settimana fa un ciclista nell'Alto Garda è stato scaraventato in un fosso dopo essere stato urtato da un veicolo; il conducente si è allontanato ma è stato tempestivamente rintracciato dai carabinieri. Da tempo, e sempre più spesso, i ciclisti chiedono maggiori tutele.

 

"Naturalmente - dice Facchini - l’attenzione e il rispetto reciproco in strada è indispensabile per la sicurezza di tutti. E' sbagliatissimo e va assolutamente condannato, per esempio, quando le biciclette si trovano affiancate e non si dispongono in fila indiana. Noi per esempio quando usciamo e siamo in diversi, formiamo gruppi più piccoli e restiamo uno dietro l'altro. E' fondamentale seguire le regole di comportamento per poi pretendere la dovuta considerazione da parte degli automobilisti. In Italia c'è la cultura della bici ma sugli atteggiamenti non siamo ai livelli di Olanda, Germania e Austria".

 

L'arrivo della primavera coincide naturalmente con un aumento delle bici in strada. Sport che appare sempre in costante ascesa per un segmento uscito ulteriormente rafforzato dalle limitazioni imposte per fronteggiare l'emergenza Covid. Una critica che viene mossa ai ciclisti è quella che spesso non utilizzano le piste ciclabili che in Trentino sicuramente non mancano. Questa rete è piuttosto capillare e attraversa le zone più importanti della provincia per oltre 400 chilometri di percorsi.

 

"Non sempre è possibile utilizzare le ciclabili, che sono anche pedonali. E' difficile - aggiunge il presidente di "W la fuga" - ricorrere a queste infrastrutture per svolgere allenamenti un po' più specifici: spesso è complicato e pericoloso pedalare tra pedoni, passeggini e famiglie che magari occupano l'intera carreggiata. La preparazione in vista di una granfondo richiede inoltre di percorrere chilometri su tracciati più impegnativi e più articolati".

 

E quindi non restano che le strade, in particolare i passi. Non a caso, in ottica naturalmente turistica, Trentino Marketing e le Aziende per il turismo d'ambito hanno individuato nel recentissimo passato 23 salite "mitiche". Un'operazione promozione per permettere di "pedalare - si legge nella presentazione - tra indimenticabili paesaggi di montagna, cime dolomitiche, verdi altopiani e scintillanti laghi alpini. Una variegata offerta di percorsi che abbracciano tutto il territorio, dove ogni salita è abbinata a un campione oppure a un momento epico del grande ciclismo". 

 

In questi casi i ciclisti spesso finiscono nel mirino perché pedalano un po' troppo verso il centro della carreggiata. "La motivazione è semplice ma spesso sottovalutata - evidenzia Facchini - il ciglio della strada è sporco tra vetri, ghiaino e rifiuti. Questo è molto pericoloso. Nella migliore delle ipotesi si fora, ma il rischio è quello di perdere aderenza e cadere. Le arterie non vengono pulite in modo regolare e per questo si accumulano i rifiuti proprio dove dovrebbero transitare le bici".

 

Un'altra operazione della Provincia è l'installazione di 66 cartelloni, posizionati sulle principali salite del Trentino, con un messaggio preciso: "Rispetta il ciclista" (Qui articolo). "E' un primo passo per salvaguardare la vita. Sono tanti gli automobilisti che effettuano sorpassi azzardati e sfiorano le bici: basta un contatto per rischiare una tragedia. Una soluzione potrebbe essere quella di intervenire anche per allargare le sedi stradali in alcuni punti. Ci sarebbero margini di questo tipo: i tracciati più utilizzati dai ciclisti sono molto conosciuti a tutti i livelli, Trentino Marketing li promuove e li veicola. Sarebbe ora di predisporre un piano di investimento per riuscire a garantire la massima sicurezza a tutti, compreso chi guida una vettura", conclude Facchini.

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