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Sindelar, il "Mozart del calcio" che disse no ai nazisti e fu trovato morto nel suo appartamento

Matthias Sindelar è stato il più importante giocatore della storia calcistica austriaca. Stella del "Wunderteam", la "squadra meravigliosa", irrise gli avversari tedeschi nell'ultima partita prima della fusione con la nazionale tedesca, seguita all'Anschluss. Contrario alle leggi antisemite, sulla sua morte sono fiorite diverse leggende

Di Davide Leveghi - 14 febbraio 2021 - 13:02

TRENTO. C'era un tempo in cui l'Austria non era la periferia calcistica d'Europa. Tra le prime nazionali a giocare una partita ufficiale, contro l'allora sorella ungherese (1902), la selezione austriaca fu a cavallo delle due guerre una vera e propria potenza. Non a caso venne coniato il termine “Wunderteam”, la “squadra meravigliosa”, per descrivere la spettacolarità del calcio giocato negli anni '30 – ai Mondiali e alle Olimpiadi, l'unica squadra in grado di tener testa fu l'Italia di Vittorio Pozzo.

 

Stella di quella selezione era Matthias Sindelar. Cresciuto nelle giovanili dell'Hertha Vienna, si convertì nella bandiera dell'Austria Vienna, vera e propria perla di quella “scuola danubiana” da cui provenivano alcuni dei più grandi calciatori del tempo. “La sua non era una finta scomposta, plateale, marcata – lo descriveva lo stesso Pozzo – era un accenno, una sfumatura, il tocco di un artista. Fingeva di andare a destra e poi convergeva a sinistra colla facilità, la leggerezza, l'eleganza di un passo di danza alla Strauss, mentre l'avversario, ingannato e nemmeno sfiorato, finiva a terra nel suo vano tentativo di carica”.

 

Quando la Storia arrivò a bussare alla porta, Matthias Sindelar, nato sulla frontiera tra Boemia e Moravia – quando la Cecoslovacchia era ancora parte integrante dell'Impero - ma trasferitosi in giovane età a Vienna, si distinse per un atteggiamento fiero e controcorrente. Il 12 marzo del 1938, infatti, la piccola Repubblica austriaca, schiacciata dall'onda nazionalsocialista, convergeva nel Terzo Reich tedesco.

 

La resistenza dell'austro-fascismo di Engelbert Dollfuss – morto a seguito delle ferite riportato in un attentato compiuto dai nazisti austriaci - e del suo successore Kurt Alois von Schuschnigg, ultimo cancelliere dell'Austria indipendente, venne meno di fronte all'impeto di una Germania affamata di terra. La protezione fino a quel momento garantita dall'Italia fascista, timorosa di veder arrivare al Brennero la croce uncinata del Reich, fu cancellata dal beneplacito di Benito Mussolini all'annessione, passata alla storia come Anschlussle circostanze internazionali si erano infatti evolute, avvicinando sempre più un'Italia isolata internazionalmente dopo “l'impresa coloniale” in Etiopia alla Germania nazista.

 

Per la nazionale di calcio, di conseguenza, il destino fu di convergere nella ben meno competitiva selezione tedesca. Il 3 aprile 1938, a poco meno di un mese dall'Anschluss, le due nazionali si fronteggiarono in quella che doveva essere la “partita della riunificazione”, l'ultima in cui l'Austria potesse contare su una maglia differente, prima di dissolversi nell'11 del Reich. I gerarchi prepararono a tavolino quella sfida, in quella che doveva essere una farsa sapientemente orchestrata per celebrare la grandezza del Reich. Questi, però, non fecero i conti con Matthias Sindelar, il “Mozart del calcio”.

 

Soprannominato a causa del suo fisico magro e slanciato “Der Papierene”, “cartavelina”, Sindelar avrebbe sfacciatamente dimostrato la sua superiorità tecnica in quella partita, irridendo gli avversari e soprattutto i “papaveri” in tribuna, e, di conseguenza, attirandosi il loro profondo odio. Alla guida del Wunderteam, Sindelar giocò una partita straordinaria, seminando il panico nella difesa tedesca. Per sbattere in faccia ai tedeschi tutta la sua inarrivabile bravura, arrivato di fronte alla porta dopo aver dribblato l'intera squadra avversaria, appoggiava volontariamente la palla fuori dalla porta.

 

Alla conclusione dei 90 minuti, Sindelar e il suo amico Karl Sesta avevano segnato gli unici due gol di quella che sarebbe potuta essere una vera goleada, una bruciante umiliazione calcistica. Dopo il triplice fischio, il copione predisposto dalle autorità naziste voleva che i giocatori di entrambe le nazionali, ora fuse in un'unica grande squadra, salutassero la tribuna con il braccio teso. Ma Sindelar, così come Sesta, si rifiutano – in Italia un gesto simile venne fatto da Bruno Neri, il “calciatore partigiano”, che si rifiutò di omaggiare con il saluto romano le autorità fasciste nell'inaugurazione di quello che ora è lo stadio Artemio Franchi di Firenze e che morì con in braccio il fucile in uno scontro a fuoco coi nazisti sull'Appennino tosco-romagnolo.

 

Il sentimento di vendetta covato dai nazisti venne alimentato dal rifiuto delle convocazione nella nazionale tedesca. Sindelar, che a inizio carriera aveva subito un pesante infortunio al ginocchio, disse che non poteva giocare. Fieramente contrario alle leggi antisemite – era fidanzato con una maestra milanese di religione ebraica, Camilla Castagnolala sua vita si sarebbe tragicamente troncata in un episodio dalle dinamiche mai chiarite, su cui presto fiorirono mille leggende.

 

Ufficialmente deceduti per una fuga di gas, Sindelar e la compagna vennero archiviati dalle autorità come “morti accidentalmente”. Ma i dubbi sul coinvolgimento della Gestapo non vennero mai fugati, e c'è chi ancora sostiene che siano stati uccisi con il monossido di carbonio o che si siano suicidati. Sindelar, si sostiene, non accettò mai che il suo Paese fosse stato annesso al Reich tedesco e nazionalsocialista.

 

Scrive il noto giornalista sportivo Federico Buffa: “Il rifiuto di indossare quell'odiosa maglia non aggiunge nulla alle infinite qualità tecniche, perché un giocatore come lui non si era mai visto, ma contribuisce a elevarne la stature morale: sia stata una stufa difettosa, un intervento divino o un intervento omicida a oscurare il suo passaggio terreno, in verità cambia relativamente. Matthias Sindelar è stato un fuoriclasse in campo e nella vita”.

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