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| 20 mag 2021 | 16:02

Un tocco di miele nella polenta di mais, nella Giornata mondiale delle Api in ricordo di Andrea Paternoster

Oggi è la Giornata dedicata a queste preziose quanto affascinanti individue danzanti. Giornata che cade la prima volta senza avere tra i comunicatori più attivi Andrea Paternoster, il ‘mielicoltore errante’di Vigo di Ton tragicamente stroncato da un recente violento incidente autostradale. Lui però ci ha insegnato ad onorare e rilanciare il fascino dell’insieme

''Già, perché le api sono ‘insieme’ e non individui''. Una frase da un racconto di Mario Rigoni Stern, lo scrittore che forse meglio di tanti è riuscito a sintetizzare il fascino di un bosco animato da api. Oggi è la Giornata dedicata a queste preziose quanto affascinanti individue danzanti. Giornata che cade la prima volta senza avere tra i comunicatori più attivi Andrea Paternoster, il ‘mielicoltore errante’di Vigo di Ton tragicamente stroncato da un recente violento incidente autostradale. Lui però ci ha insegnato ad onorare e rilanciare il fascino dell’insieme.

 

Api che in questa bizzarra primavera certo non godono di buona salute. Anzi, il loro dinamismo è messo a dura prova dalla persistenza del freddo, da piogge e fioriture devastate da un clima a dir poco pazzerello. Che ha sconvolto le fioriture e ridotto alla fame in patrimonio apiario, specialmente nelle zone montane, Dolomiti su tutte.

 

Api affamate che hanno costretto gli apicoltori a sfamarle, depositando tra le arnie zolle di zucchero con sciroppi dolciastri per farle sopravvivere. Un modo per salvare questi indispensabili insetti, utili all’agricoltura e altrettanto speciali per sostenere la variabilità biologica, i ritmi della natura. Andrea Paternoster era – e continua ad esserlo grazie alle sue due figlie e allo staff di Mieli Thun – un vero guru del miele. Mai nessuno prima di lui era riuscito a rendere fascinoso non solo un prodotto ingiustamente sfruttato solo per banali momenti di benessere, ma ha veramente ‘cantato’ il mondo delle sue regine. Perché riteneva regine tutte le api, a prescindere dalla naturale gerarchia dell’alveare.

 

In giornate come questa tornano alla mente tante considerazioni. ''Dalla terra veniamo, alla terra torniamo, e in mezzo c’è un giardino. Animato dalle api''. Aforisma più volte ribadito da Andrea e da tanti cultori del miele, per diffondere i saperi legati all’alveare, per capire il gusto del miele, sfumature ed essenze decisamente affascinanti. Per scoprirlo bastava assistere ad una ‘lezione di miele’ che Andrea dispensava in sincera amicizia, per condividere quell’insieme d’api. Degustare una dozzina di mieli come fossero altrettante tipologie di vino, mescolarli, plasmarli in ampi bicchieri, per carpirne la sinuosità degli aromi. Quelle caratteristiche date dall’operosità delle api. Instancabili. Solo una considerazione: In una giornata di sole ogni ape si posa mediamente su oltre 6 mila fiori. Attivismo meticoloso e altrettanto impegnativo, basti pensare che per ottenere un chilo di miele servono almeno 4 milioni di ‘visite floreali’.

 

Api fondamentali per la conservazione del patrimonio vegetale, non solo per avere mieli da gustare a nostro piacimento. Api che in questa Giornata a loro dedicata rischiano l’annientamento dalle stramberie del clima, ma pure da scriteriate operazioni colturali, con l’uso massiccio di fitofarmaci chimici e dalla scarsa cultura ambientale di qualche ignorante ( fortunatamente pochi…) contadino. Gli agricoltori più avveduti però si stanno mobilitando in difesa di questi insetti davvero indomiti. Sistemando qualche dose di miele tra le arnie disseminate nei frutteti e in campi dove devono maturare ad esempio ciliegie, poi i fiori del bosco, pure verso i prati del rododendro d’alta montagna.

 

Tutto questo per continuare a poter contare sul valore del miele. Su i suoi colori cangianti in tonalità, ricchi di sfumature e riflessi, per questo difficili da definire e codificare in una scala. Difficili anche perché adesso siamo orfani delle lezioni che Andrea Paternoster dispensava con orgoglio e giusta istrioneria, per raccontare curiosità, tra note organolettiche, spunti e utilizzi in cucina. Ecco allora l’uso del miele che non t’aspetti: mettere un cucchiaino di miele nell’acqua del paiolo che bolle, per dare il via alla cottura della tradizionale polenta di mais. Accorgimento lezioso, nota golosa. Che tipologia? A piacere, ma è sicuramente una leccornia se per la polenta casalinga si usa miele di sulla o – ancora più stimolante (a livello sensoriale) – miele di rododendro. Per festeggiare la Giornata delle Api, per ricordare Andrea.

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