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Uno spazio per rinsaldare le relazioni di comunità con ritiro della posta, dog sitting e aiuto compiti: nasce a Trento “la Portineria de la Paix”

Giulia Cutello, referente del progetto: “In Italia e nel resto del mondo le portinerie di quartiere riescono a creare delle dinamiche di prossimità molto positive, che migliorano esponenzialmente la vita delle persone”

Di Marianna Malpaga - 30 maggio 2021 - 17:21

TRENTO. Anche se sono nate in Francia, le portinerie di quartiere si sono diffuse ben presto in tutta Europa. Da poco quest’esperienza è arrivata anche a Trento: l'associazione culturale Dulcamara, che da tre anni gestisce il Café de la Paix, ha aperto da poco la Portineria de la Paix. Lo spazio sarà aperto dalle 9 alle 22 a partire dal 1° giugno e l’obiettivo è fornire un servizio di ritiro della posta, dog sitting e aiuto compiti ma, soprattutto, rinsaldare le relazioni di buon vicinato e riqualificare una parte di Trento centrale ma purtroppo spesso oggetto di degrado.

 

Si chiamano “portinerie” perché richiamano i locali che – soprattutto in Francia - stanno all’ingresso dei grandi condomini, e che hanno la funzione di rispondere a necessità molto semplici degli inquilini, come appunto la consegna di una lettera o il dog sitting.

 

Perché una portineria a Trento, e perché proprio in Passaggio Teatro Osele? “Perché da tempo ci siamo resi conto che questo spazio, per la sua stessa conformazione fisica, raccoglie una serie di fragilità, pur trovandosi in una zona centrale della città - spiega Giulia Cutello, referente del progetto e componente di Dulcamara -. Ci siamo accorti che al nostro quartiere mancava qualcosa soprattutto prima della chiusura di ottobre, quando abbiamo organizzato uno spazio di co-working all’interno del Café de la Paix. Stando qua tutto il giorno, infatti, abbiamo realizzato che la percezione di insicurezza dei vicini, e in generale dei passanti, era giustificata”.

La Portineria de la Paix nasce quindi con l’obiettivo di migliorare la vivibilità del quartiere e le relazioni sociali che nascono in quello spazio. “Sicurezza può voler dire anche prendersi cura in maniera gentile di un luogo, avere attenzione per le cose e per le persone”, afferma Cutello.

 

Quella di Passaggio Teatro Osele è la prima portineria di tutto il Triveneto, finanziata dalla Provincia di Trento e dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali. Aprirà a inizio giugno, con la ripresa delle attività del Café de la Paix, dalle 9 alle 22, ma al momento è attiva con un servizio di ritiro dei pacchi e della posta. “Una delle attività del progetto – precisa Cutello – sarà anche la chiusura dei portoni a fine orario, per assicurarsi che lo spazio rimanga curato e non sia oggetto di degrado”.

 

I lavori di preparazione, però, sono iniziati a gennaio di quest’anno, con le prime rilevazioni dei bisogni dei cittadini del quartiere e una mappatura delle competenze delle realtà che collaborano al progetto. I partner della Portineria de la Paix sono La Chichera, associazione che si occupa di sostenibilità legata alla filiera del cibo, la Libreria Due Punti di Trento e Alchemica, che sta curando proprio in questi giorni alcuni interventi di arte partecipata per riqualificare anche esteticamente Passaggio Teatro Osele.

 

“I servizi che paiono più interessanti per le persone con cui abbiamo parlato sono il ritiro di pacchi e posta, dare acqua alle piante, il dog sitting e l’aiuto compiti – spiega Cutello -. Assieme a Pronto Pia e al Centro Storico di Piedicastello, poi, stiamo lavorando sulla riattivazione della rete di anziani del quartiere, che negli ultimi anni si è sfaldata. Sono tantissimi, infatti, gli anziani che abitano nei dintorni, e circa 90 di questi sono soli”.  Ogni mercoledì mattina, con l’associazione Franca Martini Trento, la Portineria de la Paix organizza un momento di lettura dei giornali per gli anziani, che commentano le notizie del giorno con il professor Pipinato.

 

“Stiamo pensando di attivare il luogo anche tramite alcuni eventi culturali – aggiunge Cutello -. Partirà presto una rassegna di quindici eventi, con letture di poesie, reading, mercatini sostenibili e laboratori di lavorazione della carta”.

 

L’avventura della Portineria de la Paix, sostenuta anche dal Comune di Trento e da Arci del Trentino, è finanziata per un anno, per il momento. “Ci stiamo muovendo per capire come continuare – conclude Giulia Cutello – perché abbiamo visto che in Italia e nel resto del mondo le portinerie di quartiere riescono a creare delle dinamiche di prossimità molto positive, che migliorano esponenzialmente la vita delle persone. Sogniamo che questo non sia un progetto spot, ma che possa diventare un modello di riferimento sostenibile nel tempo”.

 

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