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Vino bianco: storia, abbinamenti e usi in cucina

Nella cucina italiana, oltre ad accompagnare e chiudere i pasti, il vino bianco viene utilizzato per marinare i cibi, per sfumare o irrorare durante la cottura. Attenzione però a non cadere nella trappola che basti utilizzare il primo che si ha sottomano. Infatti, la sua qualità incide sulla riuscita o meno del piatto. È da considerarsi come un ingrediente vero e proprio

Pubblicato il - 26 April 2021 - 11:13

TRENTO. Il vino bianco affianca la storia dell’uomo da oltre 2500 anni tanto da essere considerata fra le bevande alcoliche più longeva che conosciamo. Tracce di vino si hanno già in Mesopotamia, nell’attuale Iran, ben 7500 anni fa. Ma è nell’antica Grecia che troviamo più recentemente testimonianze della cosiddetta ‘bevanda di Dionisio’, il cui nome era legato alla vegetazione, alla fertilità e alla vite. Secondo i miti greci fu proprio lui a insegnare agli uomini le tecniche di vinificazione. E, con ogni probabilità, si deve proprio ai Greci la diffusione della cultura del vino in tutto il mondo, poiché era usanza che nei loro viaggi si portassero dietro viti da piantare nelle nuove terre colonizzate.

 

Non dimentichiamo che l’Italia era stata battezzata dai greci Enotria. Sappiamo che il vino greco era prevalentemente bianco, dolce e molto alcolico, ma a parte questo, non si conosce il tipo di vitigno o la provenienza. Per i Romani invece, il vino era considerato un lusso anche se quello prodotto era di qualità inferiore a quello dei greci. La sua qualità iniziò a migliorare con la conquista di altri territori. Ai Romani si deve la diffusione di vari tipi di vite sia in Italia sia in Francia. Alcuni vini bianchi prodotti dai Romani sembra venissero da uve nere, che venivano private della buccia prima della fermentazione. Anche l’utilizzo nelle preparazioni delle pietanze affonda le sue radici nell’età degli Etruschi e dei Romani, dove veniva impiegato per conservare meglio la carne.

 

I pezzi scelti erano lasciati marinare nel vino anche per diversi giorni evitando in questo modo le contaminazioni dell’alimento e donando alla carne maggiore sapore e profumo con la cottura. Di strada da allora il vino in generale e quello bianco in particolare ne ha fatta, tanto che a oggi l’Italia è con ogni probabilità il Paese con il maggior numero di vitigni al mondo, che si sviluppano da Nord a Sud della nostra penisola. Tra i più famosi ricordiamo: Greco, prevalentemente diffuso in Campania; Malvasia, diffuso in tutta Italia; Moscato, in tutta Italia; Prosecco, coltivato in Veneto; Torbato, diffuso in Sardegna; Traminer aromatico, presente nell’Italia Settentrionale; Verdicchio, tipico delle Marche; Nebbiolo bianco, diffuso in Piemonte; Blanc de Morgex, tipico della Val d’Aosta; Ribolla Gialla, diffuso in Friuli; Vermentino, coltivato in Sardegna, in Toscana e in Liguria; Zibibbo, ottimo per i passiti, coltivato nell’isola siciliana di Pantelleria.

Nella cucina italiana, oltre ad accompagnare e chiudere i pasti, il vino bianco viene utilizzato per marinare i cibi, per sfumare o irrorare durante la cottura. Attenzione però a non cadere nella trappola che basti utilizzare il primo che si ha sottomano. Infatti, la sua qualità incide sulla riuscita o meno del piatto. È da considerarsi come un ingrediente vero e proprio.

 

Qual è quindi quello più adatto per cucinare? Solitamente i vini bianchi sono utilizzati per preparare zuppe, piatti a base di pesce e verdure. Nella scelta per le preparazioni è bene considerare sempre la natura piuttosto acida del vino. La sua acidità, infatti, non evapora e va ad aggiungersi ai sapori del cibo. Spesso, salvo eccezioni, è quindi necessario contrastare questa acidità e renderla più gradevole: è possibile aggiungere amidi e grassi, oppure aggiungere ingredienti con un elevato contenuto proteico (come le carni).

 

Un’altra domanda da farsi è se il vino usato in cottura sia bene abbinarlo anche a tavola. L'accostamento con i medesimi vini utilizzati nella ricetta è in genere un'ottima soluzione. Quando non è possibile accompagnare il piatto con la stessa bottiglia, invece, una buona soluzione consiste nello sceglierne uno che abbia caratteristiche il più possibile simili. Nel caso in cui abbiamo utilizzato passiti per cucinare piatti salati, l'abbinamento con lo stesso vino non è sempre gradito. In questi casi, meglio optare per uno che abbia un corpo e una complessità aromatica tale da competere con la ricchezza di aromi di questi vini.

Ora non resta che fare la scelta giusta. Per questo suggeriamo destinationgusto.it, il portale per gli amanti del buon bere e mangiare tutto italiano dove trovare una selezione di oltre 120 tipi di vino bianco online a marchio 100% made in Italy. Denominazioni Doc, Docg, Igt, etichette pluripremiate, l’innovazione che va a braccetto con la tradizione. Un viaggio alla scoperta delle cantine e dei vitigni d’Italia. Da Nord a Sud, da Est a Ovest passando per le isole e per quelle regioni che non si pensa abbiano una vocazione vitivinicola, e dove invece giovani agricoltori, esperti del campo, discendenti di famiglie dedite al ramo da generazioni, hanno fatto la loro scommessa. Vini noti e non in una sequenza straordinaria che solo a scorrerla fa venire voglia di acquistarli.

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