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Altri 8 muri “liberi” per writer e street artist: “Un museo a cielo aperto che si rinnova nel tempo”

I cosiddetti “muri legali liberi” sono spazi pubblici messi a disposizione degli artisti che così possono esprimersi liberamente facendosi conoscere dal pubblico: ecco dove sono i nuovi muri messi a disposizione dal Comune

Foto d'archivio
Di Alice Baldo - 19 March 2022 - 16:30

TRENTO. Dal 2017 a Trento è attivo il Tavolo street art che, sotto la direzione dell’ufficio Politiche giovanili, si propone come uno spazio di confronto aperto, partecipato da soggetti del territorio che insieme si occupano di espressione artistica, di inclusione sociale giovanile e di educazione alla legalità, sviluppando l’arte contemporanea dei graffiti e più in generale le arti urbane.

 

Sono circa una decina le realtà che collaborano per costruire e organizzare il programma annuale, che propone happening artistici e di riqualificazione urbana e opportunità formative.

 

Una delle iniziative più originali portate avanti è quella dei cosiddetti “muri legali liberi”, cioè spazi pubblici contrassegnati da apposite targhe, a disposizione degli artisti che così possono esprimersi legalmente e liberamente, facendosi conoscere dal pubblico.

 

Attualmente i muri legali disponibili si possono trovare allo Skate Park in via Hubert Jedin, a Ravina in via Filari Longhi, al Parco Duca D’Aosta, a Povo in via dei Valoni, nel sottopasso pedonale di piazza Venezia, al parcheggio dell’area ex Zuffo, nel sottopasso di via Dos Trento e nel parco di Melta.

 

Questi spazi sono utilizzati con frequenza e apprezzati dagli appassionati, anche da writers provenienti da fuori città, e dai cittadini. Di fatto nel tempo è nata una sorta di museo a cielo aperto, che viene rinnovato nel momento in cui le opere si deteriorano.

 

È proprio per ampliare la disponibilità dei muri legali liberi che il Comune ha individuato altri otto spazi che, in collaborazione con l’ufficio Manutenzione aree demaniali e con il parere favorevole delle Circoscrizioni, andranno a integrare la proposta iniziale.

 

Si tratta dei muri: lungo l’argine pedonale del Rio Malvasia ai Solteri, lungo la discesa del sottopasso ciclopedonale a Canova/Roncafort, nel sottopasso ciclopedonale di via Padre Eusebio Iori in Clarina, nel sottopasso ciclopedonale in via Gino Bartali a Trento sud, nel passaggio pedonale tra via Chini e il parcheggio in via S. Bartolomeo, viale d’accesso al campo sportivo S. Bartolomeo, in via Caneppele e via dell’Asilo a Roncafort, nel sottopasso ciclopedonale in via IV Novembre a Trento nord.

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