Emergenza sfratti e famiglie senza casa. Itea: “Piena comprensione, ma nell’Alto Garda per il 90% degli appartamenti sfitti servono pesanti interventi di riqualificazione”
La risposta di Itea alla lettera-appello delle famiglie sotto sfratto: “Siamo tenuti a far rispettare le norme, stiamo lavorando per rendere più veloce la riqualificazione degli appartamenti sfitti”

RIVA DEL GARDA. Nei giorni scorsi, alcune famiglie sfrattate (o che lo saranno a breve) hanno scritto una lettera-appello per denunciare la loro situazione. In particolare sono almeno 8 le famiglie dell’Alto Garda seguite dagli attivisti dello “Sportello Casa per Tutti”, una realtà indipendente per il diritto all’abitare nata all’interno del Centro sociale Bruno e da alcune assemblee contro il carovita. Alcune di queste rischiano lo sfratto da alcuni alloggi Itea.
“Siamo famiglie sotto sfratto di privati e di Itea – si legge nella lettera-appello sottoscritta dalle famiglie – siamo famiglie che, pur pagando l’affitto tutti i mesi, hanno subito uno sfratto dagli appartamenti di emergenza di Itea e ora siamo costrette a dormire in auto. Siamo lavoratori precari e lavoratrici precarie che paghiamo le tasse da tanti anni ma non abbiamo accesso a nessuna forma di welfare”. Peraltro gli attivisti hanno indetto un incontro per sabato 29 ottobre alle 14.30 in viale delle Palme di fronte al Casinò di Arco.
Ora è arrivata la risposta della presidente di Itea Spa: “Non posso che comprendere e unirmi alle preoccupazioni delle famiglie e dei cittadini che vi prenderanno parte – afferma Francesca Gerosa – come è noto, il momento storico che stiamo attraversando è molto complesso e richiede attenzione da parte di tutti, e questo vale certamente anche per la società che ho l’onore di rappresentare”.
Gerosa sottolinea la “piena comprensione” per lo stato di fragilità in cui versano molte famiglie: “Itea, proprio per poter garantire loro il diritto alla casa, mette in atto tutti gli strumenti che la legge le conferisce, anche avvalendosi dell’ausilio di altri soggetti che operano nel sociale. D’altro canto, la società è tenuta a rispettare e far rispettare le norme e le disposizioni in materia di casa pubblica, che prevedono, tra le altre, la fattispecie del provvedimento di revoca”.
I motivi possono essere diversi: la modifica dei requisiti per il mantenimento dell’alloggio pubblico (come il superamento del coefficiente dell’Icef o all’acquisizione di proprietà); la scorretta condotta del nucleo familiare, come le condanne per alcuni reati o l’esaurimento della carta a punti dell’inquilino; fino al mancato pagamento protratto nel tempo dei canoni di locazione e delle spese condominiali (la cosiddetta morosità). “Tali circostanze, come già detto, obbligano Itea a richiedere all’Ente locale il provvedimento di revoca, non avendo discrezionalità al riguardo, perché altrimenti agirebbe contro legge”.
Questo vale anche per le locazioni cosiddette temporanee dove, di fatto, è la legge stessa che stabilisce le finalità e la durata del contratto stipulato. Quello della locazione temporanea è uno strumento di aiuto cui può disporre l’ente locale, competente per l’assegnazione dell’alloggio pubblico, che serve unicamente per la gestione di emergenze abitative. Il problema è che non sempre le famiglie che ricevono uno di questi alloggi riescono a trovare delle soluzioni adeguate.
“Mettere più alloggi possibili a disposizione dei cittadini – riprende Gerosa – è anche la nostra priorità e stiamo lavorando alacremente per farlo. Oltre ad accelerare la produzione degli alloggi di risulta, che quest’anno sarà sicuramente già più sostenuta rispetto al 2021, ci stiamo adoperando per andare ad agire su un pacchetto di alloggi lasciati indietro negli anni passati in quanto bisognosi di interventi molto importanti, sia in termini di lavori che di risorse economiche”.
Al momento Itea e Provincia stanno cercando le risorse per intervenire. Nell’Alto Garda, ricorda Gerosa, il 90% degli appartamenti sfitti necessitano di interventi pesanti di riqualificazione: “Gli alloggi ad oggi chiusi sono l’eredità di scelte passate che, nella programmazione dei lavori, hanno portato a dare la precedenza agli alloggi con minori necessità”.













