IL PODCAST. Trento prima città per qualità di vita ma le malattie mentali sono in aumento: ''Bisogna abbattere questo tabù e lo stigma che le caratterizza''
Trento è la città dove si vive meglio, ma non è tutto oro ciò che brilla. Le malattie mentali sono in aumento anche in provincia. La quarta puntata del podcast TrenTopic fa il punto della situazione con la Responsabile del Centro di Salute Mentale di Trento, Wilma Di Napoli
TRENTO. La quarta puntata del podcast TrenTopic è dedicata alla classifica sulla qualità di vita in Italia e alla contraddittoria situazione della salute mentale in Trentino. Un’occasione per affrontare un tabù che troppo spesso genera stigma sociale. Ne parliamo con Wilma Di Napoli, responsabile del Csm di Trento.
Ogni medaglia, si dice, ha il suo rovescio, e così è per quella di Trento, vinta in quanto città che offre la migliore qualità di vita in Italia (QUI L’ARTICOLO). Se è vero che economia, ambiente e servizi fanno bene, non si può dire lo stesso per quanto riguarda la salute, quella mentale, dei suoi abitanti.
L’incidenza delle malattie mentali si fa sentire con sempre più forza, commenta Di Napoli: "Un disagio che si percepisce molto nettamente anche nella nostra provincia”. Un altro fenomeno, legato sì ma solo in parte, a tematiche di salute mentale, è quello dei suicidi.
L’alta incidenza di fenomeni suicidari in Trentino è un dato che fa fortemente riflettere (QUI ARTICOLO) e mostra tutti i limiti di certe classifiche che appiattiscono per forza di cose le complicate sfaccettature presenti nella realtà. Come ricorda la dottoressa Di Napoli, “non per forza la scelta di interrompere la propria vita è legata a una patologia mentale in senso stretto. La dimensione suicidaria ha una genesi multifattoriale. E’ un fenomeno caratterizzato da dimensioni culturali, sociali, economiche e psicologiche". A maggior ragione dunque, è un dato che dovrebbe rientrare nella valutazione complessiva sulla qualità di vita di un luogo.
A complicare il quadro, dopo due anni di pandemia alle spalle, è ora il momento della stretta tra crisi energetica e guerra in Ucraina. Tuttavia, a farne le spese è anche la salute mentale dei cittadini. A tal proposito, Di Napoli sottolinea come sia importante parlare di malattie mentali e imparare a usare il lessico adeguato.
“È importante abbattere questo tabù e lo stigma che le caratterizza”. “Altrettanto fondamentale”, continua Di Napoli, "è parlarne bene, evitando toni sensazionalistici. Purtroppo, se ne parla solo in occasione di eventi tragici e in maniera semplicistica”.
Tra gli strumenti a disposizione, sicuramente la prevenzione, la quale deve passare attraverso la costruzione di un discorso comune e l’acquisizione di un lessico emotivo adeguato: “Serve implementare spazi di condivisione e cooperazione. La prevenzione non è nell'interesse dei soli servizi sanitari ma di tutta la collettività. Per questo, creiamo tavoli interdisciplinari dove anche il singolo cittadino può fare la differenza”.
A caricare di ulteriore rilevanza il tema, è poi la forte crescita di disagi psichici nella fascia più giovane della popolazione. Tra tutti, emerge in rapido aumento il fenomeno dell’hikikomori (QUI L’ARTICOLO) che contribuisce a rendere ancor più complicato il compito di chi prova a dare supporto ai giovani in difficoltà.
Ancora una volta, sostiene Di Napoli, la risposta viene dallo scambio con l’altro: “Serve essere consapevoli che non siamo isolati, ma siamo vitali proprio in quanto ci troviamo all’interno di una comunità. La solidarietà può essere la vera chiave di benessere collettivo”.












