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"Il silenzio e la negazione della guerra uccidono". La lettera della scrittrice Marsiz dopo la manifestazione per l'Ucraina a Trento. "Sosteniamo i nostri soldati"

La scrittrice ucraina, emigrata in Trentino mentre il marito è rimasto al fronte a combattere, ha preso parola durante la manifestazione in supporto all'Ucraina, che si è svolta in centro storico il 19 giugno. La sua lettera: "Decine di migliaia di morti, tra cui centinaia di bambini, migliaia di case distrutte dalle granate nemiche e migliaia di vite spezzate. Questo è il volto di questa guerra"

Di Francesca Cristoforetti - 26 June 2022 - 20:18

TRENTO. "Il silenzio uccide": è questo il titolo della lettera di Anastasia Marsiz, scrittrice ucraina costretta a emigrare in Trentino con la figlia adolescente, mentre il marito è rimasto a combattere al fronte nel conflitto che ha sconvolto non solo l'Europa, ma gli equilibri mondiali da circa quattro mesi a questa parte.

 

Queste parole sono state scritte in seguito alla manifestazione in supporto all'Ucraina che si è tenuta nel pomeriggio di domenica 19 giugno, raccogliendo un corteo che partito da piazza Dante ha attraversato le vie del centro storico.

 

"E' ancora importante sostenere i soldati dell'esercito ucraino - sostiene Marsiz - ed è importante capire e non dimenticare che, perdendo migliaia di soldati, l'Ucraina sta combattendo e trattenendo il nemico che non è venuto per 'liberare' ma per distruggere il nostro popolo. Un nemico per il quale nulla è sacro, che non si ferma davanti a nulla per conquistare e occupare il territorio".

 

Di seguito riportiamo il testo della lettera che ha saputo cogliere l'essenza della manifestazione, in cui vengono inserite alcune riflessioni sulla guerra ancora in corso.

 

 

 

Il silenzio uccide

 

Il silenzio e la negazione della guerra uccidono. Oggi il mondo intero guarda la tragedia che si sta consumando nel cuore dell'Europa. Decine di migliaia di morti, tra cui centinaia di bambini, migliaia di case distrutte dalle granate nemiche e migliaia di vite spezzate. Migliaia di persone torturate, mutilate, sfigurate e violentate. Milioni di persone sono state costrette ad abbandonare le loro case a causa dei combattimenti nel loro Paese.

 

Questo è il volto della guerra in Ucraina. Una guerra condotta da un vicino e "fratello" del popolo ucraino.

 

Il 19 giugno, nel 116esimo giorno dello scontro del popolo ucraino con l'occupante russo, quando secondo i dati ufficiali 323 bambini sono stati uccisi e più di 583 feriti, quando ogni giorno più di duecento soldati ucraini vengono uccisi al fronte, l'associazione culturale degli ucraini in Trentino "Razom" e l'associazione "Aiutiamoli a vivere" hanno organizzato un incontro a sostegno dell'Ucraina.

 

Nonostante i 35 gradi e il sole cocente, si sono riunite in piazza Dante per questo evento circa 500 persone non indifferenti ai tragici eventi in Ucraina. Tutti coloro che questa domenica avevano rinunciato a recarsi al lago o a trascorrere la giornata al fresco della natura con un bicchiere di vino rinfrescante, sono venuti con i loro figli in piazza per esprimere sostegno al popolo ucraino, per dare una mano e per dire parole di conforto. Perché le persone che sono rimaste in piedi per più di un'ora sotto il sole cocente credono nel coraggio e nella volontà infrangibile del popolo ucraino, credono che la giustizia prevarrà, credono che l'Ucraina sia in grado di sconfiggere un nemico potente, feroce e crudele, superiore nella potenza.

 

Oltre agli ucraini che si sono riuniti in piazza, erano presenti anche cittadini italiani, come il consigliere comunale Marcello Carli e Caterina Apostoliti. In rappresentanza di "Sport senza frontiere Trentino", Elena Corradini. Hanno pronunciato discorsi forti ed emozionanti a sostegno dell'Ucraina, che hanno commosso tutti i presenti fino alle lacrime. Marcello Carli ha sottolineato che l'Ucraina è Europa e la guerra in Ucraina non è solo una guerra per l'indipendenza e la libertà di un Paese, ma è una guerra per la libertà e la democrazia di tutta l'Europa e l'Ucraina combatte e difende i principi della democrazia di tutta l'Europa e persino del mondo.

 

La regista teatrale Marina Morozova, attiva nell'aiutare i rifugiati ucraini fin dai primi giorni della guerra, ha ideato e organizzato la produzione di un performance con l'idea di attirare l'attenzione sulla lotta del popolo ucraino contro gli occupanti. Donne e ragazze ucraine in camicia bianca, con le scritte delle città ucraine: Kiev, Mariupol, Bucha, Kherson, Severodonetsk, Lviv, Odesa, Kharkov, insanguinate dalle mani dei brutali occupanti russi, che si battono per la loro libertà e pregano Dio per la salvezza, hanno suscitato brividi tra i presenti. Non c'è stata persona che non sia stata toccata dalla produzione di Morozova.

 

Al termine dell'incontro, tutti i partecipanti, con le bandiere ucraine in mano e cantando canzoni ucraine, si sono incamminati lungo le vie principali di Trento, dove i trentini incantati li hanno visti sfilare con occhi compassionevoli. E per le strade di Trento, sotto i colori blu e gialli, è risuonata la voce sonora e volitiva del coraggioso popolo ucraino che ha marciato con la convinzione della vittoria, ha marciato verso la pace e la libertà, e noi abbiamo assistito in silenzio e con riverenza a questa marcia di persone incrollabili nella loro lotta per la libertà.

 

Il silenzio uccide, ma in questo giorno, il 19 giugno, non siamo stati in silenzio, abbiamo gridato ancora e ancora per l'aiuto del glorioso popolo ucraino.

 

Gloria all'Ucraina. Gloria agli eroi.

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