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Trento
18 ottobre | 20:33

La prima "cucina fantasma" firmata dall'ex vincitore di Masterchef arriva a Trento. I titolari di "Ghost kitchen": "Format nato solo per asporto: noi stravolgiamo il concetto"

Verrà inaugurato verso la fine di ottobre il nuovo locale in franchising di "Ghost kitchen Italia". Sartori e Tarter: "Le prime ghost kitchen in Italia sono nate nei magazzini o in garage, riduce i costi degli imprenditori. Menù? Dalla pinsa al burrito con ingredienti di prima qualità"

di Francesca Cristoforetti

TRENTO. La prima "Ghost kitchen", in italiano una "cucina fantasma" sta per arrivare anche a Trento. 

 

"E' un format che ha già spopolato soprattutto durante la pandemia: 'fantasma' appunto perché non somministra all'interno dei locali, ma fa solo ad asporto attraverso piattaforme online. Le prime ghost kitchen in Italia sono nate nei magazzini o in garage", spiegano i giovani titolari dell'omonimo locale, Stefano Sartori e Federico Tarter che inaugureranno a fine di ottobre il loro locale in via Bomporto 2.

 

I due imprenditori trentini hanno infatti deciso di appoggiarsi al franchising della catena "Ghost kitchen Italia" dello Chef Stefano Callegaro, vincitore della quarta edizione di MasterChef per realizzare il loro sogno.

 

"Noi abbiamo stravolto questo concetto: la maggior parte degli affiliati in Italia non faceva servizio al pubblico ma solo delivery. Noi invece abbiamo creato una ghost kitchen dove però possiamo faremo servizio al tavolo e contemporaneamente faremo d'asporto. Siamo in pochissimi di questa catena a fare questo servizio".

 

Il menù firmato da Callegaro (che si occupa della formazione di chi apre un'attività con il suo brand), varia dalla pinsa alle pietanze messicane, come il burrito e il tacos. "Utilizzeremo solo prodotti del territorio e ingredienti di prima qualità", assicurano i due giovani. Il locale presenterà 32 posti all'interno e 6 fuori.

 

Alla luce dei rincari sui costi dell'energia e delle materie prime, in costante aumento, questo format consentirebbe di tagliare su alcune spese. "E' stato studiato per ridurre i costi degli imprenditori - concludono che necessitano 'soltanto' di una cucina e tanta buona volontà. Certo è che questo è un nuovo modo di intendere la cucina, visto che la catena sarebbe destinata solo per l'asporto".

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