L’addio a Vittore Osele, il “papà” di Forte Belvedere: “Senza di lui il museo non esisterebbe”
Il ricordo della Fondazione Belvedere-Gschwent: “Vittore Osele era un’enciclopedia vivente sul forte e sulla Grande Guerra, i suoi aneddoti e la sua esperienza ci mancheranno”

LAVARONE. Si è spento, a 84 anni, Vittore Osele, l’uomo che per tutti è stato il “papà” di Forte Belvedere. Silenzioso e gran lavoratore nel 1966 aveva acquistato con la famiglia il forte Belvedere-Gschwent. È grazie al suo impegno se questa meravigliosa struttura nel tempo è potuta diventate un’apprezzatissima meta per turisti e appassionati.
Nel 1996 il forte venne acquistato dal Comune di Lavarone che grazie ai contributi della Provincia riuscì a ristrutturare completamente la struttura. Se però il forte è arrivato integro fino alla seconda metà degli anni ‘90 è soprattutto grazie alla dedizione della famiglia Osele.

“Senza di lui e del suo amore per questa memoria di pietra – spiega la Fondazione Belvedere-Gschwent – oggi il nostro museo non esisterebbe. Assieme al padre, Eugenio, dal 1966 ha recuperato una fortezza in stato di abbandono e, grazie ad una dedizione ed un impegno durati decenni che ne hanno portato al recupero, ancora dopo tanto tempo, Lavarone si può identificare con Forte Belvedere, una delle maggiori testimonianze storiche di tutto il Trentino. Enciclopedia vivente sul forte e sulla Grande Guerra, i suoi aneddoti e la sua esperienza ci mancheranno. Un grosso grazie da parte di tutto il personale della Fondazione Belvedere-Gschwent e un abbraccio ai familiari”.

Osele lascia i nipoti Eugenio, Erika con l’affezionatissima Noemi, Mirko, Sonia e la cognata Loredana. Il funerale si terrà oggi, 14 febbraio alle 14, nella chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta a Lavarone.


















