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| 20 dic 2022 | 19:57

"Lascerò tutto per creare maglioni e berretti". Da Scienze zootecniche a "magliaia", ecco la "Lana lunatica" della solandra Framba: "Ho imparato dalla nonna"

Dal 2019 la 31enne della Val di Sole è partita con il suo progetto nel laboratorio della nonna "artigiana magliaia". L'intervista: "Le macchine che uso io ora sono degli anni '60. Abbiamo fatto filare la lana smaltita e accumulata dal 2020 delle pecore di Peio. Il laboratorio della nonna? E' nato proprio qui nel 1966"

di Francesca Cristoforetti

VERMIGLIO. Fare a maglia secondo la tradizione della nonna, artigiana magliaia. E' proprio quest'arte che è stata appresa da Viola Framba, che grazie agli insegnamenti della mamma Susy, ma soprattutto della nonna Gianna è tornata a far rivivere il laboratorio a Vermiglio, in Val di Sole, creando maglioni e berretti con gli antichi macchinari sotto il nome di "La lana lunatica".

 

"Il mio progetto è partito 3 anni fa, ma adesso sta diventando una vera e propria attività. Dal 2023 partirà come piccola azienda", spiega Framba, solandra di 31 anni, intervistata da il Dolomiti. "Le macchine che uso io ora sono degli anni '60: Immea finezza 5, 8, 12, la Protti finezza 3 e la Brother finezza 7. Sono ancora utilizzate ma ora sono tutte comandate da un software. Noi continuiamo a usarle a mano". Quattro le "finezze" per creare i capi fatti a maglia. "Mia nonna ancora oggi viene tutti i giorni a insegnarmi. Questo laboratorio è nato proprio qui nel 1966 finché mia nonna non è andata in pensione. Poi è subentrata mia mamma ma solo per hobby".

 

Viola Framba arriva però da un contesto lavorativo diverso. Lei, laureata in "Valorizzazione e tutela dell'ambiente e del territorio montano", sotto la facoltà di Scienze e tecnologie agrarie e forestali dell'Università di Milano, ha proseguito poi la magistrale in "Scienze e tecnologie animali" per seguire l'ambito lattiero caseario, all'Università di Padova. Poi arriva il lavoro in un'azienda trentina proprio in questo settore. "Con il prossimo anno lascerò per dedicarmi totalmente a questa attività. Ho cominciato nel 2019 imparando tutto zero".

 

Una delle peculiarità de La lana lunatica è anche l'attenzione all'utilizzo di materiale 100% lana o misto lino, ma nessuna fibra sintetica. "Abbiamo fatto filare la lana smaltita delle pecore di Peio che abbiamo deciso di lasciare color panna naturale - conclude -. Dal 2020 è stata raccolta e abbiamo filato 3 quintali di lana che riusciremo ad utilizzare nei prossimi anni".

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