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| 27 ago 2022 | 13:33

Mancano infermieri nelle Rsa e l'Apss pensa di trasferire gli anziani? La Cisl: ''Situazione punta dell'iceberg di una Pat senza visione e incapace di trovare soluzioni''

La carenza di personale nelle Rsa trentine è strutturale e l'Apss pensa di spostare gli ospiti in un'altra sede. "Ci auguriamo che rimanga solo un'ipotesi ma questa situazione testimonia la difficoltà nel reperire gli operatori; una soluzione che segue la decisione dell'assessorato di tagliare il numero degli infermieri nelle Rsa: si passa da 1 ogni 10 pazienti a 1 ogni 15 pazienti"

Mancano infermieri nelle Rsa e l'Apss pensa di trasferire gli anziani?
di Redazione

TRENTO. "Siamo preoccupati e comprendiamo l'apprensione dei familiari per il depotenziamento della casa di riposo in val di Sole". A dirlo Giuseppe Pallanch, segretario della Cisl Fp, con Elisabetta Pecoraro che segue il comparto delle Apsp per il sindacato di via Degasperi. "Ma questa è la punta dell'iceberg di un sistema in affanno per la carenza di personale e l'assenza di visione di Pat e Apss: già il il 27 luglio avevamo già segnalato la situazione di Pellizzano".

 

La carenza di personale nelle Rsa trentine è strutturale e l'Apss pensa di spostare gli ospiti in un'altra sede. "Ci auguriamo che rimanga solo un'ipotesi ma questa situazione testimonia la difficoltà nel reperire gli operatori; una soluzione che segue la decisione dell'assessorato di tagliare il numero degli infermieri nelle Rsa: si passa da 1 ogni 10 pazienti a 1 ogni 15 pazienti".

 

Una decisione che mette a rischio qualità e servizi nelle Rsa e nelle Apsp trentine. "Il settore - aggiunge la funzione pubblica della Cisl – si trova in una situazione di fortissima carenza di infermieri e oss, figure sempre più sotto pressione. È da 4 anni che chiediamo gli Stati generali della sanità per affrontare i problemi in modo serio, responsabile, costruttivo e strutturale e con una serrata programmazione E' da mesi che chiediamo alla Provincia l'istituzione di un tavolo per affrontare i problemi nelle Rsa del territorio: tavolo annunciato ma mai convocato, quesente richieste che cadono puntualmente nel vuoto. Intanto la fuga degli operatori sanitari, già ampiamente prevista, si concretizza purtroppo velocemente".

 

Pur nella consapevolezza della carenza di infermieri, oss e tutte le figure necessarie sanitarie e non in altri servizi del Sistema sanitario provinciale, "le decisioni - spiegano Pallanch e Pecoraro - non possono perdere di vista il criterio di garantire un’assistenza sicura e di qualità alle persone fragili, affetti da patologie sempre più invalidanti e con bisogni assistenziali sempre più cogenti e di conseguenza sanitari sempre più complessi. È necessario un cambio di agenda: continuare a rafforzare i salari, valorizzare le competenze e premiare le competenze".

 

Già da anni la Cisl evidenzia questo pericolo che si è concretizzato nelle decisioni di piazza Dante e che prevede nuove ipotesi anche dell'Apss. "Abbiamo sempre evidenziato questa dinamica contraddittoria di una spending review strisciante mai annunciata e mai smentita dalla Pat. Alle ipotesi di rafforzamento, seguono spesso azioni di depotenziamento della sanità e assistenza. Ci sono anche i piani del Pnrr ma dove vanno le risorse? Serve metodo e trasparenza, requisiti che anche in questo caso mancano. E' tempo di dare risposte ai professionisti del settore e quindi continuare a garantire agli ospiti e a familiari delle Rsa per un servizio strategico e di qualità della nostra comunità ",  Noi siamo pronti a dare il nostro contributo concludono Pallanch e Pecoraro.

 

Qui la replica della Provincia con l'assessora Stefania Segnana.

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