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Trento
25 ottobre | 11:53

Carenza di sanitari, accorpate due unità di chirurgia. Sindacati e infermieri in subbuglio: “I nodi stanno venendo al pettine: danneggiati lavoratori e pazienti”

La questione riguarda la riorganizzazione delle unità operative di chirurgia presso l'ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto a causa di quella che sembra essere una "grave carenza di personale infermieristico e Oss"

Carenza di sanitari, accorpate due unità di chirurgia
di Redazione

ROVERETO. I sindacati alzano la voce e invocano un incontro urgente: nel mirino la Apss e chi si occupa della gestione del personale negli ospedali trentini, in particolare a Rovereto.

 

La questione, l’ultima in ordine temporale, riguarda la riorganizzazione delle unità operative di chirurgia presso l'ospedale Santa Maria del Carmine di Rovereto, a causa di quella che sembra essere una grave carenza di personale infermieristico e Oss.

 

La decisione dell’Azienda sanitaria trentina sarebbe quella di ridurre i posti letto in Medicina (sez. malattie infettive) e di accorpare le unità di Chirurgia Generale (A) e Chirurgia Vascolare e Urologica (B), prevedendo la riallocazione del personale in altre aree dell'ospedale.

 

Nursing Up (il sindacato degli infermieri trentino) e Uil Fpl Sanità hanno espresso preoccupazione per l’impatto che questa riorganizzazione avrà sui lavoratori e anche sui pazienti, con il rischio di allungamento dei tempi di attesa, aumento della pressione sugli interventi d'urgenza e “demotivazione del personale”.

 

“La carenza di personale infermieristico all’interno dell’Azienda sanitaria – commenta Cesare Hoffer di Nursing Up Trento - sta assumendo sempre più toni drammatici ed i nodi iniziano a venire al pettine, è sempre più urgente un forte investimento provinciale per la valorizzazione economico-giuridica dei professionisti sanitari del comparto pubblico”.

 

“Già in passato l’Ospedale di Rovereto è stato oggetto di riduzioni di attività (es. geriatria), continuando di questo passo si spianerà sempre più la strada alla sanità privata, tra l’altro sempre più incentivata economicamente. Abbiamo fin da subito posto alla dirigenza infermieristica la problematica della riallocazione dei Professionisti Infermieri in esubero, che a nostro avviso dovrà tenere conto delle richieste manifestate dagli stessi e delle professionalità/competenze possedute. Nel contempo abbiamo chiesto nuove ed urgenti assunzioni di infermieri e personale di supporto”.

 

“Non bastasse tutto ciò – prosegue il comunicato - e vista l’attuale disorganizzazione aziendale, ultimamente accade che nei reparti dell’Azienda sanitaria il personale infermieristico è richiamato in servizio a sostituzione del personale di supporto Oss, con relativo demansionamento per il professionista e maggior costo per l’Azienda! È così che intendiamo valorizzare i nostri colleghi? Sono sempre più demotivati, maltrattati ed in fuga dall’Azienda sanitaria, l’elevata professionalità, responsabilità e formazione deve essere a loro riconosciuta e meritano rispetto!”.

 

La Uil Fpl Sanità del Trentino ha inoltre evidenziato che i ricoveri d’urgenza provenienti dal Pronto Soccorso subiranno ripercussioni, con un impatto negativo sulla qualità del servizio per i cittadini. “Così i tempi di attesa cresceranno, anche per gli interventi programmati", ha commentato il segretario generale Giuseppe Varagone. "Il personale è stato informato che dal 4 novembre le due unità di chirurgia saranno unite, con una conseguente riduzione dei posti letto e il ricollocamento del personale in altre unità dell’ospedale, senza alcun confronto preventivo. Non si sta tenendo conto né dei lavoratori, già in condizioni difficili, né dei pazienti: la chiusura di un’unità operativa comporterà inevitabilmente un aumento dei tempi di attesa per gli interventi programmati e crea incertezze per la gestione delle emergenze, soprattutto con la perdita di una ventina di posti letto”.

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