"Situazione sempre più critica nelle Rsa: si rischia il collasso", Cisl e Uil: "Necessario un tavolo permanente per affrontare con coraggio gli effetti della crisi demografica"
Il report, sulla base dei dati Istat e del Ministero della salute, evidenzia che il futuro della popolazione sarà caratterizzato da meno residenti, più anziani e famiglie più piccole. I sindacati Cisl e Uil: "Il rischio è di farsi trovare impreparati nell'affrontare le ripercussioni della prossima ondata di pensionamenti nelle Apsp e nei comparti pubblici"

TRENTO. "E' urgente affrontare gli effetti della crisi demografica". Queste le parole di Giuseppe Pallanch (segretario generale della Cisl Fp) con Cindy Gallizzi (responsabile per le Apsp di Cisl Fp) e Andrea Bassetti (segretario provinciale della Uil Fpl Enti locali) con Elena Aichner (responsabile Apsp Uil Fpl Enti locali). "Il rischio è di farsi trovare impreparati nell'affrontare le ripercussioni della prossima ondata di pensionamenti nelle Apsp e nei comparti pubblici. Una carenza, strutturale, del personale, specialmente dei professionisti delle cura, infermieri e Oss, che potrebbe aggravarsi per l'assenza di politiche per rendere attrattivo il lavoro in Rsa e per incentivare l'arrivo di nuovo personale".
Il report, sulla base dei dati Istat e del Ministero della salute, evidenzia che il futuro della popolazione sarà caratterizzato da meno residenti, più anziani e famiglie più piccole. Attualmente la fetta di popolazione che si avvicina nei prossimi anni alla pensione (prendendo in considerazione la fascia tra i 50 e i 64 anni) è il 23,5% del totale, mentre la coorte che dovrebbe avvicinarsi al mondo del lavoro, e quindi sostituire chi invece quel mondo lo lascerà (dai 15 ai 29 anni), si ferma al 14,9%.
"Il sistema italiano, e naturalmente quello trentino, già ora in difficoltà per la cronica assenza di lavoratori, è destinato a collassare per la crisi demografica che ha investito il Paese con una forte differenza sostanziale tra il numero di cittadini che nel breve periodo andranno in pensione e quello di giovani in grado di prendere il loro posto".
Per i sindacati è sempre più urgente affrontare la crisi demografica. Il mondo del lavoro è chiamato a tener conto dell'invecchiamento della popolazione. "Una dinamica che cambia il mondo del lavoro e bisogna farsi trovare pronti ai pensionamenti ormai prossimi ma anche contestualmente a prevedere un accompagnamento dei nuovi ingressi per non perdere esperienza e know-how con ricadute, per grande senso di responsabilità e impegno delle lavoratrici e dei lavoratori, sui servizi di qualità che caratterizzano il territorio”.
Attualmente l'1,4% dei trentini è composto da ultra 90enni, l'11,18% da over 75 e il 22,44% da over 65. "L'aspettativa di vita è più lunga, questo significa bisogni sempre più complessi e un impegno sempre più gravoso per il personale del sistema sanitario e dell'assistenza: sostanzialmente un ripensamento del settore del welfare e dei servizi".
Le parti sociali chiedono alla politica di istituire un tavolo permanente sulle Rsa per riflettere sulla situazione del Trentino a 360 gradi. Una dinamica nazionale "ma il Trentino, con la sua Autonomia e capacità di gestione, non può semplice osservare. E' il tempo di trovare una nuova strada, investire sul futuro e avere il coraggio di sviluppare soluzioni all'avanguardia per restare un punto di riferimento in Italia", concludono Pallanch e Bassetti, Gallizzi e Aichner


















