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| 08 lug 2022 | 19:00

Oltre 100 persone in partenza per Kyiv per la manifestazione non violenta, 4 i trentini. Pilati: "Crediamo nella democrazia dal basso, i comuni diventino strumenti per la pace"

La manifestazione promossa dal Movimento Europea di Azione Nonviolenta si terrà a Kyiv lunedì prossimo, 11 luglio. Lo scopo principale della manifestazione è la promozione di una mobilitazione civile dal basso per chiedere il cessate il fuoco in Ucraina e porre le basi di una pacificazione. Baino: "La non violenza è estremamente efficace anche nella fase acuta dei conflitti"

Oltre 100 persone in partenza per Kyiv per la manifestazione non violenta, 4 i trentini
di Francesca Cristoforetti

TRENTO. "Un disperato amore per la guerra che noi non condividiamo. Tutta la nostra solidarietà a chi resiste a una lotta armata, ma pensiamo vadano portate avanti azioni diverse sia come cittadini che come istituzioni". Massimiliano Pilati, presidente del Forum trentino per la pace e i diritti umani, ha presentato così questa mattina (8 luglio) nella sede centrale, la manifestazione promossa dal Mean (Movimento Europea di Azione Nonviolenta) che si terrà a Kyiv lunedì prossimo, 11 luglio.

 

Saranno in 150 circa i partecipanti aderenti provenienti da tutta Italia, tra cui 4 trentini in partenza per l'Ucraina: Alex Faggioni, Giulio Francomanno, Alberto Tamanini e il consigliere comunale di Trento Federico Zappini.

 

"Dobbiamo attivarci per essere attivi sul tema della pace - prosegue Pilati, ricordando l’impegno del Cantiere di Pace con la richiesta di trattative immediate al fine di evitare un pericoloso allargamento del conflitto - troppi conflitti sono gestiti sempre nello stesso modo, dobbiamo cambiare questo paradigma. Crediamo nella democrazia dal basso, chiediamo un forte coinvolgimento dei comuni trentini per diventare strumenti per arrivare alla pace".

 

A due mesi dall’invasione russa in Ucraina, nell’aprile 2022, nasce il progetto "Mean" con l’obiettivo di creare un piano specifico per il dialogo tra la società civile europea, quella ucraina e quella russa, a partire dall’esigenza di manifestare solidarietà al popolo ucraino aggredito, con gesti concreti. 

 

Il Movimento è stato promosso in Italia dalla rete delle associazioni della società civile "Per un nuovo welfare", con il coinvolgimento di più di 40 organizzazioni. Tra queste: Rete dei piccoli Comuni del Welcome, Azione cattolica italiana, Next - Nuova Economia per tutti, Associazione Reti di Carità, Base Italia, Cnca- Coordinamento nazionale comunità di accoglienza, Vita Non Profit, Masci Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani, Consorzio Sale della terra, Movi - Movimento di Volontariato italiano, Cooperativa Dedalus, Res Inte - Rete di economia sociale internazionale, Consorzio Nova, Gruppi di Volontariato Vincenziano AIC Italia, Comunità Progetto Sud, Milano Positiva, Grosseto al Centro, Consorzio Nuova Cooperazione Organizzata, Associazione Nazionale Bioas, Associazione Borghi Autentici d’Italia, Associazione Antigone, Incastri Creativi- Sicilia, Edipo Re e Pellestra benefit srl, Rete Maranathà di Cittadella, Associazione Ak, Società Cooperativa Sociale Filef, Società Cooperativa Sociale La grande casa, Centro Giorgio La Pira. 

 

A queste si sono aggiunte in sede locale il Cantiere di Pace e, nello specifico, altre associazioni aderenti quali Cortili di Pace, Solidarietà Vigolana e Trampolieri dell’arcobaleno. 

 

Marco Baino, attivista del movimento per la pace trentino, ha anche ricordato le numerose iniziative di Stopthewarnow, la carovana di aiuti umanitari promossa dall'Assocazione Giovanni XXIII, che a fine agosto organizzerà una spedizione di aiuti umanitari che arriverà fino a Odessa: "La non violenza può rivelarsi estremamente efficace anche nella fase acuta dei conflitti - sostiene - noi non crediamo alle armi, ma vogliamo creare organizzazioni strutturate non violente. L'azione di presenza e interposizione già dà fastidio".

 

Lo scopo principale della manifestazione è la promozione di una mobilitazione civile dal basso per chiedere il cessate il fuoco in Ucraina e per porre le basi di una pacificazione competente. I primi passi di questo percorso di dialogo sono stati gli incontri tenutisi in Ucraina tra la delegazione del Mean e diversi rappresentanti della società civile ucraina, incontri che hanno reso possibile la programmazione della manifestazione che vedrà la presenza dell’amministrazione comunale della capitale ucraina e di civili italiani, ucraini ed europei.

 

Il suo scopo immediato è fare "massa critica", facendo arrivare ai leader europei l’appello di tanti uomini e donne per lo stop al conflitto e la richiesta di una leadership europea nella guida dei negoziati. La guerra in Ucraina deve diventare, per il Mean, l’innesco per la creazione degli "Stati Uniti d’Europa", con un proprio esercito di difesa e soprattutto con l’avvio dei Corpi civili di pace, come furono progettati da Alex Langer

 

Il programma della marcia è strutturato su 4 giorni, dal 9 al 12 luglio. L'11 inizierà la manifestazione per la pace che vedrà momenti di festa, di riflessione e di gruppi di lavoro, tra italiani e ucraini.

 

Contemporaneamente alla manifestazione il Mean ha promosso un campeggio che vede coinvolto un gruppo di 50 ragazzi orfani di guerra che soggiorneranno per un mese in alcune località del Sud Italia. 

 

Stefano De Toni e Elena Stefani, aderenti a Stopthewarnow, hanno annunciato la loro partenza per Leopoli dove, nelle prossime settimane, si occuperanno del trasporto in Italia di alcuni giovani in difficoltà sanitaria

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