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| 14 feb 2022 | 19:22

Rifiuti, ciclo idrico ed energie rinnovabili: nasce AmAmbiente. In Valsugana 19 i Comuni coinvolti: “Puntiamo ad essere interlocutori a livello provinciale”

La nuova azienda, che raccoglie l'eredità di Anmu e Stet, è stata presentata ufficialmente oggi (14 febbraio) con un incontro che ha visto la presenza dei vertici di AmAmbiente, dei sindaci dei Comuni della Valsugana coinvolti e del dirigente generale Roberto Andreatta

Rifiuti, ciclo idrico ed energie rinnovabili: nasce AmAmbiente

TRENTO. “AmAmbiente desidera candidarsi come interlocutore a livello provinciale e come portatore tecnico di conoscenza nei nostri ambiti di competenza”. Ambiti che, ricorda la presidente Manuela Seraglio Forti nel giorno della presentazione ufficiale della realtà (alla quale hanno partecipato anche una delegazione dei sindaci dei territori interessati e il dirigente generale del Dipartimento territorio e trasporti, ambiente, energia, cooperazione Roberto Andreatta) che raccoglie l'eredità di Amnu spa e Stet spa nella fornitura di servizi di qualità ad oltre 20mila famiglie, vanno dal ciclo idrico all'igiene ambientale, dall'illuminazione pubblica alle energie rinnovabili fino ai servizi funebri e cimiteriali. Le parole chiave? Efficienza e innovazione, lungimiranza e trasparenza”. Un processo d'integrazione, quello che ha portato alla nascita di AmAmbiente (Qui Articolo), che ha visto coinvolti ben 19 Comuni della Valsugana e che rappresenta quindi un esempio virtuoso in termini di collaborazione fra i territori, come sottolinea il sindaco di Pergine Valsugana Roberto Oss Emer: “Qui non ci sono Comuni grandi e Comuni piccoli – ha detto il primo cittadino – ogni voto conta in maniera uguale a prescindere dalle quote all'interno della società, questo ci ha permesso di fare questa scelta all'unanimità, grazie al rispetto e alla fiducia che legano le varie Amministrazioni. Si tratta a mio parere di una questione di grande importanza proprio perché sono convinto che certe tipologie di servizi debbano rimanere in mano al pubblico”.

 

L'ipotesi di fusione tra le aziende Amnu e Stet è nata addirittura nel 2013 e nel settembre del 2021 il progetto ha ottenuto il via libera da parte delle Amministrazioni coinvolte, per poi arrivare alla nascita ufficiale nel 2022: “Credo che l'ok unanime arrivato dai sindaci non sia un fatto scontato – ha detto Forti – a mio avviso è stata data prova di grande visione e lungimiranza da parte delle Amministrazioni”. Come detto sono 19 i Comuni azionisti di questa Spa a capitale interamente pubblico che orbita principalmente nell'area dell'Alta Valsugana e Bersntol con diramazioni anche nei territori limitrofi. La maggioranza è appannaggio di Pergine con il 72,67%, poi rientrano nella compagine anche Levico Terme (18,51%), Caldonazzo (4,77%), Tenna (1,54%), Baselga di Pinè (0,58%), Altopiano della Vigolana (0,49%), Civezzano (0,36%), Calceranica (0,22%), Fornace (0,15%), Sant'Orsola Terme (0,14%), Bedollo (0,09%), Borgo Valsugana (0,04%), Fierozzo (0,03%), Frassilongo (0,03%), Vignola Falesina (0,02%), Grigno (0,02%), Albiano (0,01%), Novaledo (0,01%), Palù del Fersina (0,01%), e l'Apsp S. Spirito.

 

Secondo Forti una delle questioni cruciali da affrontare è la visione per il futuro: “AmAmbiente desidera candidarsi come interlocutore a livello provinciale su vari temi che interessano sia il nostro territorio che l'intero sistema provinciale. Le nostre sfide future partono dal tema della convergenza dei territori, nell'ambito di una gestione che cerca di standardizzare e abbassare i costi, dalla qualità dei servizi e dall'espansione in Valsugana. Un punto fondamentale è la chiusura del ciclo dei rifiuti: bisognerà trovare delle soluzioni con le migliori tecnologie, nel rispetto dell'ambiente, con impianti di selezione e una rete informativa coordinata anche a livello provinciale. Contesto nel quale, ancora una volta, ci sentiamo di candidarci come interlocutori a livello provinciale”. Altro tema centrale quello del ciclo idrico: “Bisogna ottimizzarlo – ha detto Forti – dove c'è molta acqua non sprechiamola, portiamola dove c'è bisogno. Sul nostro territorio abbiamo delle idee: ci sono dei tratti di Valsugana che ne hanno in abbondanza, altri nei quali dobbiamo pompare l'acqua con dei costi notevoli per i cittadini. Ecco un altro input per la Provincia: si potrebbe pensare per esempio ad una tariffa d'ambito. Come possiamo portare avanti questi ragionamenti ad ampio spettro e a lungo termine?”

 

Per quanto riguarda invece le energie rinnovabili, la presidente di AmAmbiente ha sottolineato “l'immenso valore del Trentino” per quanto riguarda sorgenti e centrali idroelettriche, ribadendo l'importanza del rinnovo delle concessioni: “La nostra piccola centrale di Canezza è operativa ed al servizio del territorio dal 1893 ed ha un'importanza strategica anche dal punto di vista del fatturato”. Sul tema è intervenuto anche il dirigente della Pat Roberto Andreatta, che ha sostituito l'assessore Tonina, sottolineando come nel regolamento abbozzato relativo ai rinnovi delle concessioni idroelettriche si valutino anche “profili di autoconsumo”, immaginando di includere anche i consumi che si esauriscono all'interno di una comunità territoriale, e le eventuali ricadute di utili sul territorio come un fattore importante. Un soggetto 'in house' come AmAmbiente, ha aggiunto Andreatta, che fonde anime diverse su diversi settori di attività è certamente “un valore aggiunto”, proprio perché si tratta di sfide epocali.

 

Parlando di numeri, il patrimonio netto dell'azienda è intorno ai 63 milioni di euro, con un fatturato superiore ai 17 milioni e un utile, nel 2020, di 1,6 milioni. Utile che, sottolinea la presidente, deriva tendenzialmente “dalle nostre azioni all'interno di Dolomiti Energia e Primiero Energia, e che ridistribuiamo ai Comuni soci e riutilizziamo sul territorio per nuovi investimenti nel campo dell'acquedottistica, illuminazione, cimiteri e gestione dei rifiuti”. Ricordando i principali settori nei quali agisce AmAmbiente, ha specificato fornendo una serie di dati il direttore generale (e già presidente di Anmu) Roberto Bortolotti: “Per quanto riguarda la raccolta differenziata, sul nostro territorio abbiamo raggiunto una copertura che supera l'85% mentre sono quasi 3mila i milioni di litri d'acqua potabile distribuiti, di cui due terzi circa destinati alle famiglie ed il restante alle aziende. Sul fronte dell'energia rinnovabile sono invece 10.732 i megawattora prodotti, per la stragrande maggioranza dalle centrali idroelettriche”.

 

Il motore dell'azienda, ha specificato comunque il direttore generale: “Sono i nostri lavoratori. Abbiamo assunto nuove persone (il team di AmAmbiente conta 120 persone ndr) proprio per dare un nuovo spunto e un nuovo stimolo all'azienda. La maggior parte dei nostri dipendenti è impegnata nel contesto dell'igiene ambientale, che è particolarmente labor intensive e richiede quindi molta manodopera, mentre la distribuzione dei servizi a rete per esempio ne richiede molta meno. La presenza femminile al momento si aggira intorno al 25%”. E parlando di lavoratori la presidente di AmAmbiente ha poi fatto riferimento alla proposta di contratto unico avanzata in occasione della fusione (e bocciata dai dipendenti), parlando di “un'occasione persa”. “In ogni caso – ha aggiunto Forti – il vero patrimonio di un'azienda sono i suoi lavoratori e per noi è fondamentale il valore che diamo alla loro formazione e al loro know how”. “Noi siamo un'azienda pubblica – ha aggiunto la presidente – e possiamo quindi concentrarci anche sulla possibilità di essere educativi nei confronti dei cittadini, cercando paradossalmente di ridurre il consumo del bene che forniamo e organizzando visite guidate sugli impianti del nostro territorio per sensibilizzare la popolazione”.

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