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| 24 mag 2023 | 15:54

AmAmbiente, utile netto da 2,6 milioni di euro: “Investiamo anche per rinnovare la rete idrica. Un impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti? È indispensabile”

Nonostante l’aumento incontrollato del prezzo dell’energia elettrica e del gas AmAmbiente chiude un anno positivo e i Comuni posso spartirsi un “tesoretto” da oltre 670mila euro. La presidente Forti: “Dieci anni fa l’idea che un’azienda pubblica facesse utile era mal vista, in realtà in questo modo portiamo investimenti sul territorio”

di Tiziano Grottolo

PERGINE VALSUGANA. Verrebbe da dire buona la prima per AmAmbiente che lo scorso 16 maggio ha approvato all’unanimità il suo primo bilancio raggiungendo un valore della produzione di oltre 21 milioni di euro, con un utile netto da 2,6 milioni di euro. La società infatti è nata il primo gennaio 2022 dalla fusione di Stet Spa e di Amnu Spa e oggi conta 23 soci (diversi Comuni, fra cui Pergine Valsugana e Levico Terme, e pure l’Apsp del Santo Spirito). Mentre con i suoi 130 dipendenti AmAmbiente gestisce il servizio: di ciclo idrico, di igiene ambientale, di illuminazione pubblica, di energie rinnovabili, di servizio funebre e cimiteriale e di gestione dei parcheggi pubblici.

 

L’ottimo risultato però era tutt’altro che scontato, il 2022 infatti è stato caratterizzato dall’aumento incontrollato del prezzo dell’energia elettrica e del gas. Questi fattori da un lato hanno fatto incrementare i ricavi legati alla vendita dell’energia elettrica prodotta dall’impianto di trigenerazione, ma dall’altro il prezzo della materia prima gas ha imposto un aumento dei costi di più di 2,5 milioni di euro. Da segnalare che i costi delle bollette elettriche, necessarie per il funzionamento degli impianti nel comparto idrico, hanno avuto anche loro un incremento di 670.000 euro.

 

“È vero che nel 2022 abbiamo avuto delle punte di 540 euro/Megawatt-ora sul prezzo di vendita dell’energia – spiega la presidente Manuela Seraglio Forti – ma il Gestore dei servizi energetici le ha calmierate a 58 euro/Megawatt-ora. Ciò significa che il nostro fatturato ne ha risentito parecchio con quasi 700mila euro di mancato ricavo”. In altre parole i ricavi della vendita dell’energia elettrica proveniente dalla centrale di Canezza, che corrispondevano a prezzi medi fino a 300 euro/Megawatt-ora, sono stati assorbiti dal Gestore dei servizi energetici.

 

La società ha dovuto fare i conti pure con l’aumento dei costi relativi al pompaggio di acqua potabile, passati da420 mila euro (nel 2021) a 780mila euro del 2022, e a quelli dell’energia elettrica che serve per far funzionare le pompe incrementati di 700mila euro. Infine sono saliti anche i costi per il conferimento dei rifiuti in discarica che da 686mila euro sono aumentati di colpo fino a 920mila euro. “Costi che non sono stati inseriti nelle tariffe degli utenti e che per questo sono stati assorbiti interamente da AmAmbiente”, sottolinea Forti.

 

Tuttavia AmAmbiente ha retto il colpo ed è comunque riuscita a chiudere un bilancio positivo. In questo modo è stato possibile distribuire 672.000 euro di dividendi ai soci, pari a 0,015 euro ad azione. La società si conferma così un asset fondamentale per il territorio, sia in termini di servizio che in termini finanziari.

 

Infatti la redistribuzione fra i soci dell’utile netto si traduce in opere pubbliche per il territorio. In passato per esempio il Comune di Pergine Valsugana aveva realizzato la nuova biblioteca con parte dei fondi provenienti da questi dividenti, mentre a Levico Terme era stata rifatta la pavimentazione di alcune vie. “Dieci anni fa l’idea che un’azienda pubblica facesse utile era mal vista, in realtà avere un utile netto di questo tipo porta investimenti sul territorio”.

 

Nel 2022 AmAmbiente ha rinnovato anche i software di gestione nell’ottica di ottenere processi più snelli ed essere meno vincolata a software house costose e rigide, valutate non necessarie per i propri processi. Nello stesso anno sono state invece poste le basi per riappropriarsi della fatturazione del ciclo idrico, considerando strategicamente importante il rapporto diretto con i propri utenti.

 

Non solo, perché AmAmbiente, tramite le proprie risorse, ha deciso di investire per rinnovare la rete idrica. Scelta non casuale viste le difficoltà legate alla siccità che in parte sta ancora interessando il territorio. “Può sembrare banale ma a tappeto abbiamo iniziato a cercare le perdite nell’acquedotto”, ricorda Forti. Pure in Trentino, a seconda delle zone, fra il 30% e il 40% dell’acqua viene dispersa fra contatori obsoleti o acquedotti con perdite. Tra le altre iniziative messe in cantiere c’è quella di sensibilizzare la cittadinanza, così in diversi Comuni potrebbero essere installati dei pannelli digitali per indicare quando l’acquedotto è in sofferenza per spingere i cittadini a evitare gli sprechi.

 

Un’altra proposta riguarda l’inserimento all’interno dei regolamenti comunali dell’obbligo, per chi realizza nuove costruzione, di predisporre vasche per la raccolta dell’acqua piovana o trincee drenanti per non disperdere acqua e alimentare le sorgenti. In caso di emergenza invece si prevede di pompare acqua dai laghi da potabilizzare, per evitare (come già successo) che alcuni Comuni restino a secco. “Puntiamo a ottimizzare gli acquedotti che devono diventare interconnessi per poter trasferire l’acqua in base alle necessità abbassando al contempo i costi di pompaggio”.

 

Infine la presidente non si sottrae a un dibattito di attualità che riguarda la chiusura del ciclo dei rifiuti. “Come AmAmbiente abbiamo partecipato attivamente al complesso dibattito sull’impianto di chiusura del ciclo dei rifiuti urbani, contribuendo alla corretta informazione tecnica sui media e contribuendo in modo concreto al quinto aggiornamento del Piano provinciale per la gestione dei rifiuti urbani. Detto questo siamo dell’idea che un impianto per la chiusura del ciclo dei rifiuti sia necessario. Tutti i gestori sono in una condizione di emergenza costante in particolare sulla gestione del residuo secco, di conseguenza è imprescindibile che il Trentino prenda posizione sul tipo di impianto e la sua ubicazione”. Una decisione che per Forti andrebbe presa al più presto.

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