"Sono stata rincorsa in bici da un uomo che non mi ha lasciata in pace per chilometri". L'indagine di Non una di Meno: "Le ragazze hanno paura a girare da sole di notte"
Il sondaggio è stato condotta su Instagram dalle attiviste femministe. Non una di meno Trento ha mappato le zone: "I luoghi considerati più pericolosi? Oltre a Trento Nord, Corso 3 Novembre, zona stazione e Piazza Dante anche le aree centrali della città. Inaccettabile, dovremmo occupare qualsiasi luogo in qualunque momento della giornata senza avere paura"

TRENTO. Trento viene percepita come una "città sicura" ma le ragazze non si sentono a proprio agio a girare da sole, in particolare quando è buio. E' questo quanto emerge dal sondaggio condotto su Instagram dal gruppo femminista Non una di Meno Trento su un campione di circa 100 persone.
Ritieni che Trento sia una città sicura? Ti capita mai di tornare a casa da sola la sera? Cosa ti fa sentire più sicura nel tornare a casa quando torni tardi? Sono diverse le domande che sono state poste riguardo al sentirsi sicure in città. "Sono stata rincorsa in bici da un uomo che non mi ha lasciata in pace per chilometri", riporta una testimonianza. "Catcalling costante, sono stata seguita tornando a casa la sera".
"Avete risposto in moltissime al nostro sondaggio, vi ringraziamo per aver condiviso la vostra esperienza - scrivono le attiviste -. Dalle risposte, Trento viene generalmente percepita come una città sicura. Però la maggior parte ha risposto che non si sente a proprio agio a spostarsi di notte, soprattutto se sole. Alcune hanno riportato di aver subito diverse molestie di strada, prevalentemente catcalling, commenti indesiderati e inseguimenti".
I luoghi considerati come i più pericolosi? "Oltre a Trento Nord, Corso 3 Novembre, zona stazione e Piazza Dante, sono per la maggior parte delle risposte le zone più centrali della città", riportano le attiviste che attraverso le moltissime segnalazioni hanno creato una sorta di mappa. Molte le soluzioni adottate per sentirsi più sicure, dall'essere accompagnate, stare al telefono con qualcuno, tornare lungo strade attraversate da macchine o essersi installati l'app "Where are u".
"Molte sono le strategie che ci aiutano ad attraversare questi spazi la sera - concludono le femministe -, ma è inaccettabile che dobbiamo essere noi a metterle in atto. Crediamo che le città sicure le facciano i corpi che le attraversano, che dovremmo poter occupare qualsiasi luogo in qualunque momento della giornata senza avere paura. Rivendichiamo questi spazi come nostri".













