I giovani della Lega dopo la rapina notturna a Trento: "La cruda verità è che oggi nella nostra città si rischia la vita"
L'episodio si è verificato nella notte tra lunedì e martedì, in pieno centro nel capoluogo. "Dal sindaco silenzio imbarazzante e c'è chi si sta domandando se quella di mandare i propri figli a studiare a Trento sia stata la scelta più adeguata" si legge nella nota dei giovani salviniani

TRENTO. Il giorno dopo la rapina perpetrata ai danni di due studentesse nella centralissima via Mazzini (Qui articolo), i giovani della Lega sostengono che la città "non è più l'isola felice che tutti conoscevamo". Chiedono risposte immediate all'amministrazione comunale e alle autorità perché "tantissime famiglie si stanno domandando se forse sia stata la scelta più adeguata mandare i propri figli a studiare a Trento".
"Dopo l’ultimo sconvolgente fatto di cronaca - si legge nella nota ufficiale - che ha visto come vittima di una rapina a mano armata una giovane studentessa universitaria in via Mazzini, Trento sembra ormai non essere più l'isola felice che tutti conoscevamo. Sui social moltissimi studenti stanno chiedendo spiegazioni e una risposta immediata all’amministrazione comunale e alle autorità competenti. Tra lo sgomento generale tantissime famiglie si stanno domandando se forse sia stata la scelta più adeguata mandare i propri figli a studiare a Trento.
La cruda verità è che oggi nella nostra città si rischia la vita. Il fatto di oggi è l’ennesima dimostrazione che la sicurezza non è garantita e non è assolutamente una priorità per la giunta di centrosinistra che dimostra ancora una volta di essere incompetente nel tutelare i suoi cittadini e nel rendere vivibile la città. Imbarazza poi il silenzio del Sindaco e delle Associazioni universitarie che, a fronte dei quotidiani femminicidi e violenze nel nostro Paese, non muovano nemmeno un dito per tutelare il diritto di una donna di girare liberamente da sola nel centro città, perché ad oggi tale diritto non è garantito. Gli studenti, i giovani, i cittadini e le famiglie chiedono risposte vere e concrete, perché la sicurezza dovrebbe essere una priorità a prescindere dalla fazione politica di appartenenza".


















