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| 08 ott 2023 | 19:40

Dopo la rapina a due ragazze i giovani della Lega attaccano: ''A Trento si rischia la vita'', la replica di Karin Niderjaufner: ''Prendetevela con Fugatti che alimenta il disagio''

Dopo l'aggressione avvenuta nella centralissima via Mazzini qualche notte fa la candidata di Alleanza Verdi/Sinistra replica ai giovani della Lega: ''Avremmo bisogno di una Provincia che si curi di tutti e tutte, a partire dalle fasce più fragili della popolazione, mettendo in campo una serie di politiche volte a riaprire una stagione di riscatto sociale per chi in questi anni è caduto nel baratro o ha visto il proprio benessere diminuire di anno in anno''

Dopo la rapina a due ragazze i giovani della Lega attaccano: A Trento si rischia la vita''
di Redazione

TRENTO. Il giorno dopo la rapina perpetrata ai danni di due studentesse nella centralissima via Mazzini (Qui articolo), i giovani della Lega sono intervenuti per spiegare come la città di Trento "non sia più l'isola felice che tutti conoscevamo". Addirittura hanno aggiunto che "tantissime famiglie si stanno domandando se forse sia stata la scelta più adeguata mandare i propri figli a studiare a Trento" aggiungendo che ''La cruda verità è che oggi nella nostra città si rischia la vita''.

 

Sul tema interviene Karin Niderjaufner, candidata alle elezioni provinciali del 22 ottobre con l'Alleanza Verdi/Sinistra che replica così ai giovani leghisti: ''Innanzitutto, credo sia importante chiarire come gli atti di violenza nascano da un fenomeno specifico che si chiama “disagio sociale”. Infatti, una persona che nella sua vita ha conosciuto solo odio, divisioni e difficoltà, sarà molto più propenso a delinquere o a commettere reati, come confermano numerose ricerche scientifiche in merito. Quindi, per creare quella sicurezza che tutte e tutti noi cerchiamo, bisogna partire dall’affrontare quel disagio sociale, culturale e psicologico che aumenta la probabilità di commettere reati. Perciò, dal mio punto di vista, è necessario introdurre ed incrementare politiche sociali, di inclusione e coesione, dalla cultura dell’accoglienza e del rispetto del diverso, ad una solida infrastruttura capace di intercettare i bisogni dei più fragili che scivolano sempre più spesso nella “trappola della povertà”, impossibilitato ad emanciparsi per la mancanza di opportunità di studio o di lavoro dignitoso''.

 

''Queste, però, sono competenze della Provincia che i giovani della Lega non hanno mai criticato - spiega ancora Niderjaufner -. La giunta Fugatti alimenta il disagio attraverso lo smantellamento del welfare e dello Stato sociale, la chiusura dei centri di prima accoglienza e la sospensione di percorsi di educazione all’educazione di genere. Per questo, credo, che i giovani della Lega che chiedono più sicurezza, dovrebbero rivolgersi a chi guida il loro stesso partito in questa Provincia, invece di attaccare il sindaco di Trento. Avremmo bisogno di una Provincia che si curi di tutti e tutte, a partire dalle fasce più fragili della popolazione, mettendo in campo una serie di politiche volte a riaprire una stagione di riscatto sociale per chi in questi anni è caduto nel baratro o ha visto il proprio benessere diminuire di anno in anno. Abbiamo la necessità di porre fine ad un modello individualista, che colpevolizza chi non ce la fa, senza guardare alle storture e ai limiti del sistema economico-sociale in cui la nostra società è immersa. È necessario portare al centro le comunità, con i loro bisogni e le loro necessità. Ciò è possibile attraverso l’ascolto e la redistribuzione del potere, che deve tornare nelle mani dei trentini, esautorati da un Presidente che non si confronta su nessun tema e con nessuna parte sociale''.

 

''Infine - conclude - un’ultima domanda. Davvero crediamo che riempire le nostre carceri o dare pene sempre più severe serva a qualcosa? Cesare Beccaria, già nel 1764, con il suo “Dei delitti e delle pene” ci aveva insegnato altro''.

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