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Dalla maxi rissa ai vetri delle auto in frantumi, Trento è sicura? La sicurezza tra presidi, accoglienza e ruolo della polizia locale. Parola ai candidati sindaci

A un mese dal voto per le elezioni comunali, la sicurezza è tra i temi più caldi. Trento è sicura? Cosa si può fare per migliorare? Le risposte dei candidati sindaci: Franco Ianeselli, Giulia Bortolotti, Andrea Demarchi, Simonetta Gabrielli, Claudio Geat e Ilaria Goio

TRENTO. La maxi rissa in via Maffei è solo l'ultimo (grave) episodio di una serie di eventi che avvengono con una certa frequenza. A pochi passi da piazza Duomo, in pieno centro storico, sono volati i pugni, gli spintoni e i calci. Un ferito è rimasto a terra e, soccorso, è stato portato all'ospedale. Sono state scene da far west. E poi c'è il tentativo di rapina e la violenza nel quartiere di San Martino, ma anche i vetri delle auto in frantumi a ripetizioni per svariate notti.

 

Ancora prima la tensione e il nervosismo erano saliti nel quartiere la Bolghera, danni alle vetture ma anche la situazione legata alla chiesa, ormai diventato un punto di pernottamento e di bivacco per alcuni senza fissa dimora. Si è dovuti arrivare a costruire un "muro" per salvaguardare il luogo di culto. 

 

A questo si aggiungono le zone "più calde" e ormai note, come piazza Dante e piazza della Portela. Certo, il capoluogo resta ai primissimi posti negli indici per qualità di vita, ma anche in termini di sicurezza. Spesso la discussione viene trasferita sulla percezione, concetto che può essere difficile da affrontare per una persona che deve contare i danni (e i disagi) di un parabrezza in pezzi di vetro oppure se si deve velocemente mettersi al riparo per non finire in mezzo a una violenta rissa.

 

A campagna elettorale ormai avviata, la sicurezza è tra i temi più caldi. Trento è sicura? Cosa si può fare per migliorare?

 

Parola ai sei candidati sindaci: il primo cittadino uscente Franco Ianeselli (Partito Democratico, Alleanza Verdi e Sinistra, Insieme per Trento, Intesa per Franco Ianeselli sindaco, Sì Trento e Campobase), Giulia Bortolotti (Onda, Movimento 5 Stelle e Rifondazione Comunista), Andrea Demarchi (Prima Trento, espressione di Patt, La Civica e Noi Trento, quest'ultimo alias della lista Fugatti per il capoluogo), Simonetta Gabrielli (Democrazia Sovrana Popolare), Claudio Geat (Generazione Trento) e Ilaria Goio (Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia).

 

FRANCO IANESELLI - SINDACO USCENTE E CANDIDATO SINDACO DEL PARTITO DEMOCRATICO, CAMPOBASE, INSIEME PER TRENTO, SI' TRENTO, ALLEANZA VERDI E SINISTRA, INTESA PER IANELLI SINDACO)

Nonostante i dati e gli indicatori dicano che Trento è una città sicura, nessuno di noi ha mai negato che vi siano delle difficoltà. Certo, siamo in campagna elettorale, e chi vuole fare lo sciacallo si limita a dire, "semplicemente", che è colpa del sindaco. Le forze dell'ordine fanno un gran lavoro e non smetterò mai di ringraziarle, chi afferma che non è stato fatto nulla mente, visti gli investimenti fatti per potenziare il corpo di Polizia Locale, che sta già operando per controllare il territorio. Ci vorrebbe maggior rispetto a riguardo, nei confronti di donne e uomini che operano per la sicurezza dei trentini e, spesso, si ritrovano con le dita morsicate dagli spacciatori quando provano a togliergli la droga dalla bocca.

 

Quanto accaduto in via Maffei pochi giorni fa è senza dubbio gravissimo: i delinquenti devono essere individuati e rimpatriati, nessuno ha mai sostenuto il contrario e sappiamo che quel luogo è un ricettacolo di criminalità. Anche in questo caso sono in tanti a dire che il sindaco dovrebbe chiudere quel posto. Ma deve essere il Questore a farlo, non è nei poteri del primo cittadino. Posso chiederlo, posso "spingere", ma l'atto pratico è di competenza di altri e, questo, forse non è chiaro. O lo è, ma in questo momento vale "tutto", visto che siamo a poche settimane dalle elezioni. Lo ripeto e chi dice essere una "scusa" mente sapendo di farlo: la distruzione del sistema d'accoglienza diffuso ha concentrato tutti i richiedenti asilo in città e questo ha originato i problemi che vediamo quotidianamente.

 

ILARIA GOIO - CANDIDATA SINDACA PER FRATELLI D'ITALIA, LEGA E FORZA ITALIA

La situazione è drammatica e chi nega che si siano raggiunti livelli preoccupanti e mai visti prima non conosce la realtà, non parla con le persone e non legge nemmeno i giornali. I cittadini di Trento dicono di essere disperati, di aver paura ad uscire di casa la sera, in centro, a due passi da piazza Duomo. E, aspetto altrettanto triste, è che si sentono abbandonati. Chiedete alle commesse e ai commessi se hanno paura o meno a fare chiusura la sera, alle 19 e sentite cosa vi risponderanno. Bisogna correggere la rotta immediatamente, il presidio deve essere capillare, gli agenti di Polizia Locale vanno impiegati per controllare il territorio e non per le multe che, per carità portano risorse al comune, ma esistono le priorità. E la sicurezza è LA priorità. Di tutti, donne, uomini, anziani, giovani, bambini.

 

Il sindaco è il responsabile della sicurezza, è lui che si confronta con le forze dell'ordine e con la Provincia, a cui vengono addossate tutte le colpe. Ebbene, è venuto il momento di farlo in maniera seria, diversa da adesso. I numeri dicono che Trento è sicura e si vive bene? La realtà non sono i dati: la realtà è quanto accade ogni giorno. Risse, scippi, spaccio e la certezza, per chi delinque, che tanto a Trento si può vivere e operare nell'illegalità. Dobbiamo riprenderci la nostra città, chi vuole delinquere deve sapere che qui non c'è più spazio per lui. Bisogna cambiare marcia. Subito. O dobbiamo assuefarci a questi delinquenti che hanno preso possesso del centro storico, che fanno quello che vogliono, che ci impediscono di circolare serenamente per le vie del centro?

 

GIULIA BORTOLOTTI - CANDIDATA SINDACA PER ONDA, MOVIMENTO 5 STELLE E RIFONDAZIONE COMUNISTA

Metto in relazione le ultime violenze in centro storico con l'intervento di sgombero delle persone alloggiate sotto un ponte perché c'è una visione strabica della sicurezza. Siamo in un contesto nel quale per una parte della politica non c'è un problema mentre per la controparte c'è un costante allarmismo. Le criticità esistono, sono reali e devono essere affrontate. 

 

Come? Un maggiore controllo del territorio. La Lega provinciale, per esempio, ha bocciato la proposta di Filippo Degasperi per un presidio in piazza Dante e ha concentrato tutta l'accoglienza dei migranti in città senza però gestire la questione. In questo modo si forma la microcriminalità e la criminalità, un problema che centrodestra e centrosinistra poi si rimpallano nelle responsabilità.

 

Il Trentino è ricco, ai primi posti a livello nazionale per la qualità della vita e un territorio autonomo ma ci sono 11 mila appartamenti sfitti e non ci sono percorsi integrazione e di inserimento. Così si crea a regola d'arte un problema che poi viene strumentalizzato.

 

Un altro nodo è il questore che cambia troppo spesso. La Questura e la Provincia hanno la competenza della sicurezza e devono esercitare i propri poteri. Anche il sindaco però può fare di più. I vigili di quartieri finiscono il turno alle 17 ma la richiesta dei cittadini è di un presidio nella fascia serale e notturna: la polizia locale può essere coinvolta in modo diverso per la sicurezza e non solo per le operazione di sgombero delle persone senza fissa dimora.

 

ANDREA DEMARCHI - CANDIDATO SINDACO PER PRIMA TRENTO (Patt, La Civica, Lista Fugatti)

La situazione è purtroppo in peggioramento, rischiamo che la città vada totalmente fuori controllo. L’amministrazione uscente ormai pare non calcolare più il problema,  il sindaco è totalmente distratto dalla sua faraonica campagna elettorale da 220 mila euro, ma quel che è peggio è che pare ormai essersi arreso al fatalismo.

 

Trovo assurdo che non ci sia una persona dedicata totalmente al problema, un sindaco ha mille cose da fare, e non può assolutamente occuparsi della sicurezza da solo.

 

Per prima cosa proponiamo la creazione un assessorato ad hoc, che batta i punti sul tavolo alle riunioni sulla sicurezza. Proponiamo di proseguire con il controllo di vicinato, già attivo in varie città  e che sta dando buoni frutti. Occorre sensibilizzare il nuovo Questore, come ad esempio si sta facendo in Südtirol con il questore Sartori che sta apportando un metodo di collaborazione istituzionale assai efficace. Sicuramente poi si dovrà tutelare maggiormente le forze dell’ordine.

 

Un Comune sulla sicurezza non può tutto. Ma tutto quel che possiamo fare va assolutamente fatto. E' un nostro preciso impegno se sarò eletto; bisogna rendersi conto che il problema c’è ed essendo in aumento si deve intervenire.

 

SIMONETTA GABRIELLI - CANDIDATA SINDACA PER DEMOCRAZIA SOVRANA POPOLARE

La rissa in via Maffei, la violenza e la rapina in via san Martino evidenziano la profonda incapacità di gestire l'immigrazione e l'accoglienza, ma soprattutto di non capire e gestire le differenze tra chi viene nel nostro Paese per scappare da guerre, persecuzioni e povertà con l'intenzione di trovare una nuova vita e chi, invece, viene per delinquere, spacciare e vivere di espedienti, senza nessuna intenzione di integrarsi nella parte buona della società.

 
Così come noi non possiamo fare di tutta l'erba un fascio, per cui gli stranieri sono tutti "brutti e cattivi", così non deve agire chi governa la città. Vanno distinti piani, quindi i delinquenti vanno perseguiti fin dalla partenza dai loro Paesi.

 

Se la politica, nazionale e locale, non è in grado di fare questa distinzione e operare di conseguenza non sta facendo il suo lavoro e va cambiata alla radice.

Accentrare tutto su Trento aumenta le sacche di emarginazione e contribuisce a dividere il tessuto sociale della comunità diminuendo la capacità di accogliere realmente chi ne ha diritto. C'è una situazione di squilibrio e si deve ragionare sulle responsabilità in termini di sicurezza perché c'è un grosso problema.

 

CLAUDIO GEAT - CANDIDATO SINDACO PER GENERAZIONE TRENTO

Parliamo di sicurezza? Perché c'è la sicurezza? Quale? E' una battuta che faccio con grande amarezza, ma è lo specchio della realtà. Tutti ne sono consapevoli che Trento non sia più la città sicura che eravamo abituati a vivere, l'unico che sembra non accorgersene, o fa finta di non "sentire" e di non capire, è l'attuale sindaco. Vedo che, su questo tema, anche altri candidati al ruolo di sindaca o sindaco sono concordi con me. Magari le "ricette" per aumentare la sicurezza sono diverse, ma il sentore è comune. E' incredibile: cinque persone sostengono una posizione ma, secondo il nostro primo cittadino, tutti dicono fregnacce e lui continua a ripetere che "va tutto bene", che "è colpa della Provincia" e che "la sicurezza dipende solo dallo Stato".

 

Non serve essere una scienza "infusa" per vedere quanto accade quasi quotidianamente. Ci vuole maggior sinergia tra le forze dell'ordine e bisogna far sì che la Polizia Locale possa incidere maggiormente sulle questioni di controllo del territorio e presidio delle zone a rischio della città. Il progetto legato alle telecamere va riorganizzato e non "buttato lì" senza alcun costrutto. E poi si parla tanto del Questore? Ma chi colloquia con lui, chi si confronta? Il sindaco, evidentemente non è stato fatto come, invece, una situazione come quella attuale, richiede.

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