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Aggressione a Trento, gli esercenti: "La città non è più sicura, livello di deriva preoccupante". Il sindaco Ianeselli: "Episodi intollerabili: 'Strade sicure' un'opportunità"

Confesercenti: "Siamo arrivati a un livello di deriva tale che non si sta più parlando di sicurezza percepita, ma di fatti oggettivi, di episodi gravi di criminalità che mettono in serio pericolo la vita dei cittadini". Il sindaco di Trento: "Ringrazio le forze dell'ordine per il lavoro svolto ma ho anche rappresentato la necessità di interventi decisi"

Di Luca Andreazza - 01 marzo 2024 - 21:20

TRENTO. I reati sono in calo e non c'è un'emergenza anche se gli ultimi episodi di aggressioni in città non devono essere sottovalutati e non possono essere accettati. Il pensiero del sindaco di Trento. Più duro il giudizio di Confesercenti che parla di deriva e di preoccupazione. 

 

"Questi episodi sono intollerabili". Queste le parole a il Dolomiti di Franco Ianeselli. Il sindaco di Trento commenta così l'aggressione subita nelle scorse ore da Federico Rigotti, titolare del ristorante Ca' dei Gobj e vice presidente della Fiepet Confesercenti. "Ho sentito l'esercente per esprimere vicinanza e solidarietà". 

 

Il fatto è avvenuto nella tarda serata di venerdì 29 febbraio nella zona di via San Pio X. "Mi trovavo all'interno della mia auto e, mentre guardavo il cellulare ho visto due persone bussarmi alla portiera dal lato passeggero, chiedendomi indicazioni per raggiungere la stazione dei treni". Il racconto di Federico Rigotti, titolare del ristorante Ca' dei Gobj che è stato aggredito con dello spray al peperoncino (Qui articolo). A metà febbraio invece la rapina alla tabaccheria di San Donà: incasso rubato e il titolare ferito a colpi di pistola da softair (Qui articolo).

 

Invece tra la fine del 2023 e l'inizio di quest'anno, tra gli eventi più significativi, c'è stata una maxi rissa tra le vie del centro storico e un altro violento litigio (con aggressione con un ombrello ma con l'aggressore a sua volta circondato e picchiato) legato quella volta a un posto letto all'interno dei dormitori pubblici.

 

Una serie di episodi che hanno alzato la tensione nel capoluogo e che hanno riportato la questione sicurezza al centro del dibattito pubblico, con particolare riferimento alla zona tra piazza della Portela e piazza Dante. "Trento non è più una città sicura", l'intervento di Mauro Paissan, presidente Confesercenti del Trentino. "Siamo arrivati a un livello di deriva tale che non si sta più parlando di sicurezza percepita, ma di fatti oggettivi, di episodi gravi di criminalità che mettono in serio pericolo la vita dei cittadini". 

 

"Esprimiamo la nostra piena solidarietà nei confronti del nostro dirigente ma evidenziamo come fatti del genere stiano accadendo sempre più spesso, solo poche settimane fa è stato aggredito un altro imprenditore nella sua edicola", dice Paissan. "Eventi che possono capitare a chiunque e nessuno è più al sicuro. E' ancora più preoccupante il fatto che ci stiamo abituando a considerare ormai normale questa situazione e questi episodi”.

 

Nessuna deriva ma c'è comunque attenzione da parte del primo cittadino. "Le statistiche sulla criminalità a Trento dicono che i reati sono in calo", evidenzia Ianeselli. "Ma episodi come quello avvenuto in via San Pio X sono intollerabili e non devono essere sottovalutati".

 

I dati relativi al 2023 dell'attività riferita al Nucleo di sicurezza urbana di Trento parlano di nove arresti in flagranza di reato, 401 denunce (di cui 86 per detenzione e spaccio di stupefacenti), 225 i sequestri di droga per un totale di 8 chilogrammi, 83 i casi di allontanamento che rientrano nel cosiddetto Daspo urbano, una misura prevista dal decreto Minniti.

 

Il prefetto Filippo Santarelli nelle scorse settimane invece ha spiegato che nel 2023 si sono registrati 13.091 reati complessivi, in calo del 10,4% rispetto all’anno precedente. Di questi 4.358 reati sono avvenuti nella città di Trento (-9,8%). 

 

Nel corso del 2023 ci sono state 4.895 denunce per furto (-3,5%) a livello provinciale, di cui 1.766 a Trento (+1%). Sono complessivamente 88 le rapine (-34,8%), di cui 52 nella città del Concilio (-39,5%). Sono stati registrati invece 183 reati legati al traffico di stupefacenti a livello provinciale (-19,4%), 90 dei quali nel capoluogo (-45,1%). Numeri in calo ma la richiesta del primo cittadino è quella di non sottovalutare nulla e di mantenere alta l'attenzione. 

 

In questo contesto il sindaco ha chiesto l'attivazione del progetto "Strade sicure", inoltrata dalla prefettura al ministero dell'interno. Una valutazione a seguito delle "numerose e ricorrenti segnalazioni da parte di singoli cittadini, esercenti e comitati che lamentano situazioni di insicurezza e degrado con particolare riferimento a piazza della Portela e alle vie adiacenti" (Qui articolo). 

 

E Ianeselli ribadisce la bontà della proposta. "Sono stato descritto da qualcuno come un esagerato. Non credo di esserlo: serve coniugare presidio del territorio, prevenzione e repressione assieme agli interventi mirati sulle cause sociali che favoriscono i reati, a maggior ragione quando i responsabili sono dei minorenni. Ho parlato, come ogni giorno, con commissariato, questore e carabinieri. Li ho ringraziati per il lavoro svolto ma ho anche rappresentato la necessità di interventi decisi".

 

Ritorna sul tavolo anche la querelle sull'utilizzo dell'intelligenza artificiale per analizzare grandi quantità di dati e migliorare la sicurezza delle città: questo l'obiettivo mai nascosto di tre grandi progetti europei (Marvel, Protector e Precrisis), che tra i loro partner hanno anche la Fondazione Bruno Kessler e il Comune di Trento, con il servizio Innovazione e transizione digitale e la polizia locale.

 

Progettualità, spiegava l'amministrazione, che fanno della città "un grande laboratorio a cielo aperto per testare nuove strategie che consentano di prevedere le situazioni di pericolo e di intervenire in modo efficace e tempestivo". Un modo per segnalare la presenza di potenziali pericoli: atti criminalivandalismorissespaccio anche affollamenti eccessivi e ingorghi del traffico. Non ci sarebbe stato riconoscimento facciale, tanto meno l'ascolto delle conversazioni. I dati raccolti sarebbero stati "anonimizzati". Ma, come noto, è arrivato il semaforo rosso (con multa) dal garante della privacy in assenza di una normativa precisa e si attendono ulteriori sviluppi. 

 

"La videosorveglianza è un aiuto fondamentale per intervenire sui reati. Con il progetto Marvel si puntava a ricevere segnalazioni/alert quando i fatti avvengono, quindi il più possibile in tempo reale. Non dopo. Si sa che il garante privacy ha deciso di sanzionare questo nostro tentativo di cercare un percorso innovativo per migliorare la sicurezza", conclude Ianeselli.

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