Un trend in crescita per le cremazioni, AmAmbiente: ''In 10 anni si è passati dal 30% al 70%. Tra le ragioni la possibilità di mantenere i familiari vicini al cimitero''
La scelta di cremare un caro è dettata da diversi fattori. Bruno Fedrizzi, coordinatore del settore funebre e cimiteriale di AmAmbiente: "I nostri operatori garantiscono il pronto intervento 24 ore su 24. Il raggio d'azione è quello della Valsugana, ma abbiamo gestito servizi anche nel resto d'Italia, come per esempio a Roma e Parma"

PERGINE. "Negli ultimi 10 anni le famiglie si orientano sempre di più sulla cremazione". A spiegarlo Bruno Fedrizzi, coordinatore del settore funebre e cimiteriale di AmAmbiente, la società scaturita dalla fusione di Amnu e Stet. "I dati dell'Alta Valsugana sono in linea con quelli provinciali per quanto riguarda il ricorso a questa tipologia di sepoltura. Una dinamica incentivata poi dall'apertura nell'autunno scorso del forno crematorio a Trento".
C'è stato un trend in crescita per quanto riguarda la cremazione. "Nell’ultimo decennio siamo passati dal 30% al 70%. Una scelta - dice Fedrizzi - agevolata dalla possibilità di poter seppellire l'urna in terra e dall'apertura del forno crematorio a Trento, dove è stata predisposta anche la sala del commiato e quindi si può seguire tutto il procedimento".
Non solo, questo sviluppo è dettato da altri fattori. "Ci sono molteplici ragioni dietro questa scelta delle famiglie - prosegue il coordinatore del settore funebre e cimiteriale di AmAmbiente - tra cui il desiderio personale del defunto che lascia precise disposizioni ai familiari, ma pesano anche le questioni economiche, la gestione degli spazi e l'apertura a questo procedimento della chiesa cattolica".
La sepoltura in un'urna cineraria costa meno rispetto a quella tradizionale. A questo si aggiunge la possibilità di una gestione migliore degli spazi nei cimiteri. "Costruire una tomba di famiglia è molto costoso - evidenzia Fedrizzi - anche l'acquisto preventivo degli spazi è un'attività molto delicata e necessita di un certo esborso di denaro. A questo si aggiunge che, considerata la necessità di procedere con le sepolture a rotazione, le famiglie vedono i propri cari sepolti in aree diverse del cimitero. La cremazione permette invece di mantenere il nucleo unito e vicino".
Oltre a seguire gli aspetti legati al ciclo idrico, all'igiene ambientale, all'illuminazione pubblica e alle energie rinnovabili, AmAmbiente svolge l'attività di onoranze funebri, compresa la cremazione e le operazioni cimiteriali. "Il servizio - continua Fedrizzi - è a titolo oneroso. I nostri operatori garantiscono il pronto intervento 24 ore su 24. Il raggio d'azione, di norma, è quello della Valsugana, ma abbiamo gestito servizi anche nel resto d'Italia, come per esempio a Roma e Parma".
Sono 19 i Comuni azionisti di questa Spa a capitale interamente pubblico, che orbita principalmente nell'area dell'Alta Valsugana e Bersntol, con diramazioni anche nei territori limitrofi. La maggioranza relativa è appannaggio di Pergine con il 72,67%, poi rientrano nella compagine anche Levico Terme (18,51%), Caldonazzo (4,77%), Tenna (1,54%), Baselga di Piné (0,58%), Altopiano della Vigolana (0,49%), Civezzano (0,36%), Calceranica al lago (0,22%), Fornace (0,15%), Sant'Orsola Terme (0,14%), Bedollo (0,09%), Borgo Valsugana (0,04%), Fierozzo (0,03%), Frassilongo (0,03%), Vignola Falesina (0,02%), Grigno (0,02%), Albiano (0,01%), Novaledo (0,01%), Palù del Fersina (0,01%), e l'Apsp S. Spirito.
La nuova AmAmbiente propone, quindi, i servizi prima in capo a Amnu e Stet, mantenendo la struttura di una società in-house providing: un braccio operativo delle amministrazioni comunali. "Effettuiamo tutte le operazioni relative alla manutenzione dei cimiteri e la società si avvale di personale interno specializzato e di idonei mezzi meccanici. La mentalità dell'azienda è fortemente pubblica, quindi il nostro scopo non è quello di fare business, quanto di fornire un servizio. Un atteggiamento che può fare la differenza nel seguire le famiglie in un momento difficile come quello del lutto", conclude Fedrizzi.













