Una sciarpa da record da quasi 30 chilometri (FOTO e VIDEO). L'iniziativa solidale un ''caldo abbraccio'' che ha realizzato migliaia di coperte per i senza tetto
L'idea della Pro loco Lagolo Lasino è nata durante il lockdown imposto per Covid. La sciarpa è stata srotolata da Castel Toblino e Madruzzo. Oltre 650 tessitrici hanno filato la lana tra colori sgargianti e geometrie estrose

MADRUZZO. Hanno concretizzato un sogno, srotolandolo per quasi 30 chilometri, dopo aver tessuto una sciarpa ancora più lunga di quella che hanno minuziosamente adagiato lungo l’itinerario previsto. Taglio d’avvio a Castel Toblino, poi una variopinta sciarpa - rigorosamente di lana e altrettanto "sferruzzata" a mano - è stata sistemata tra viottoli, filari, antichi archetipi rurali, boschi, castelli e ancora un lago, fino ad arrivare sulle pendici del monte Bondone, vicino la chiesetta alpina.

Sciarpa per un caldo abbraccio, kermesse solidale perfettamente eseguita in una torrida giornata. Quasi un simbolico rafforzativo per lo scopo dell’iniziativa promossa dalla Pro Loco Lasino Lagolo: realizzare una chilometrica fascia di lana per poi confezionare alcune migliaia di coperte, destinate ai senzatetto. A quanti tra qualche mese avranno bisogno appunto di un caldo abbraccio termico.

Idea maturata durante il blocco imposto dal Covid, incentivata dall’estro di alcune signore della borgata che circonda Castel Madruzzo. Immediatamente condivisa da una schiera di volontarie, donne - con l’eccezione di qualche intraprendente maschio - che hanno trovato sostegno da oltre 650 altrettante tessitrici, decise a confezionare interpretando il filato, tra colori sgargianti ed estrose geometrie. Contro lo spreco, per coinvolgere la comunità più vasta, tra appelli e forniture di lana giunte a Lasino da ogni zona d’Italia, Veneto e Emilia in primis.
Migliaia di ore impugnando ferri o uncinetto, ma sempre per concretizzare un progetto di "bene comune". Ci sono riuscite e stamane il loro sogno l’hanno srotolato.

Da Toblino, poi lana variopinta "corre" davanti il tribolato cementificio, per poi imboccare i viottoli delle "frate" dove matura l’uva Nosiola, passare davanti la chiesa di San Siro, girare verso il maniero simbolo del comune, e salire la storica stradina che porta a Lagolo. Curiosità e applausi dai bagnanti, qualche momento di sosta per i volontari che hanno sistemato i vari "gomitoloni" previsti dalla tabella di marcia, per proseguire con lo "sciarpone" sul versante del Bondone e fermarsi - ma gli organizzatore hanno ancora a disposizione almeno altri 5 chilometri di tessuto "made in Madruzzo" - verso i pascoli che portano alle Viote del Bondone.
Traguardo simbolico, festeggiato con il coinvolgimento di tante organizzazioni di volontari, dall’Avis agli Alpini, senza dimenticare la Pro Loco e l’amministrazione tutta di Madruzzo. Nessun discorso di circostanza, ma l’impegno a proseguire in altre azioni, anzitutto confezionare con questa mastodontica sciarpa le coperte. Ancora idee e progetti, discussi anche durante la golosa kermesse imbastita a Lagolo, per un pranzo sociale e di schietta sostanza. Hanno davvero fatto squadra. Per coniugare nuove fraternità e altrettante azioni solidali.












