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Bolzano
12 novembre | 12:02

A Sabiona torna la vita monastica, a due anni dall'addio delle suore ora arrivano tre monaci

La fondazione del monastero di Santa Croce in val d’Isarco risale al 1685. Le suore lo hanno lasciato nel 2021, dopo 335 anni di presenza. Ora sono arrivati dall'abbazia cistercense di Heilihenkeurz a Vienna alcuni monaci. Resteranno a Sabiona in attesa di conoscere la decisione finale di un insediamento dell'ordine sulla rocca. Il vescovo Muser: "Speriamo possa diventare un centro spirituale e pastorale"

foto Diocesi di Bolzano-Bressanone
foto Diocesi di Bolzano-Bressanone
di S.M.

CHIUSA. Sulla rocca di Sabiona, che sovrasta Chiusa, torna la vita monastica.

 

A due anni dall'addio alle ultime due suore benedettine rimaste, in questi giorni sono arrivati i primi tre monaci dell'abbazia cistercense di Heiligenkreuz, presso Vienna. Rimarranno per qualche settimana nel monastero, per conoscere il luogo e la popolazione locale, in attesa di conoscere la decisione di un eventuale insediamento dei cistercensi a Sabiona.

 

La fondazione del monastero di Santa Croce in val d’Isarco risale al 1685, con le prime cinque monache benedettine del convento di Salisburgo che si trasferirono sulla rocca. Nel 1699 il monastero fu elevato al rango di abbazia con la prima badessa, Maria Agnes von Zeiller di Campo Tures. Dopo 335 anni di presenza, il 21 novembre 2021, le ultime due suore lasciarono la rocca di Sabbiona. “Luogo simbolo della nostra diocesi e della nostra terra – aveva detto il vescovo di Bolzano-Bressanone Ivo Muser nella celebrazione di commiato – rimane segnato dall'ora et labora delle suore benedettine. La benedizione emanata da questo luogo attraverso la loro presenza e il loro lavoro non andrà perduta. Spero e prego che ci sia continuità nella discontinuità”. Per questo il vescovo ha ribadito il massimo impegno “affinché la culla della nostra diocesi rimanga un luogo spirituale animato da persone che vivono, lavorano, pregano e in tal modo infondono speranza”.

 

E ora a Sabiona ritorna la vita monastica. Dopo i primi tre monaci arrivati nei giorni scorsi, fino all'8 dicembre altri religiosi raggiungeranno il monastero per periodi diversi di permanenza. Tra loro anche l'abate di Heiligenkreuz, Maximilian Heim, che si augura che Sabiona “possa diventare un centro spirituale e pastorale. La nostra permanenza serve a definire un orientamento e non può già essere considerata come un impegno vincolante o una rinuncia. Dopo le esperienze che faremo sotto vari aspetti e la necessaria riflessione, sarà il Capitolo dell’abbazia a decidere - spiega ancora l'abate, sottolineando che i cistercensi e la diocesi di Bolzano-Bressanone hanno intrapreso un cammino comune. - Ora ci sono dei monaci a Sabiona ed è un passo di questo cammino comune. In tal modo potranno conoscere concretamente il luogo, gli spazi, gli edifici, ma soprattutto la popolazione del posto".

 

 Durante il loro soggiorno a Sabiona, infatti, i padri di Heiligenkreuz celebreranno regolarmente la messa e la liturgia delle ore, che saranno aperte a tutti i fedeli.

 

"Anche per un'abbazia ben avviata come Heiligenkreuz, con circa cento confratelli tra cui diversi giovani, l'insediamento in un monastero come quello di Sabiona è una sfida – sono le parole del vescovo Muser. - Questa permanenza serve proprio a comprendere e valutare quali siano le condizioni necessarie per portare nuova vita nel monastero. Sono convinto che i monaci di Heiligenkreuz sarebbero una garanzia per far tornare Sabiona ad essere luogo spirituale con carisma pastorale. Spero che il cammino comune intrapreso porti in una buona direzione. Chiedo a tutti di accompagnare questo percorso con apertura e con la preghiera" conclude Muser.

 

 

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