''Acqua rossa'' a Levico Terme, AmAmbiente: "Pochissime segnalazioni ufficiali e casi fortemente localizzati. La causa? Vecchie tubazioni di privati''
La società AmAmbiente cerca di chiarire la problematica relativa alla fuoriuscita dai rubinetti dell'acqua rossa, causata dalla presenza all'interno della stessa di ossido di ferro disciolto: "La qualità dell'acqua nei serbatoi di accumulo dell'acquedotto pubblico e nelle relative fonti di approvvigionamento è ottima, problema dovuto a vecchie tubazioni di privati"

LEVICO TERME. "Il problema dell'acqua rossa è legato al cattivo stato di conservazione delle tubazioni private". A dirlo Manuela Seraglio Forti, presidente di AmAmbiente. "Una rete in acciaio ormai vetusta che si è inevitabilmente ossidata nel tempo e che rilascia l'ossido di ferro nell'acqua quando si hanno delle stagnazioni che si formano nelle condotte private (degli allacciamenti di utenza e/o degli impianti interni agli edifici) in assenza di consumi o di possibilità di ricircolo dell'acqua; poi una volta che l'acqua ritorna a muoversi nel sistema per approvvigionare la casa può quindi emergere questo tipo di fenomeno. La società, però, su tali tubazioni private non può fare nulla non avendo alcuna competenza sulle stesse, se non supportare l'amministrazione comunale e rendersi disponibile ad eseguire i lavori, con il suo know-how e la sua struttura".
La società AmAmbiente cerca di chiarire la problematica relativa alla fuoriuscita dai rubinetti dell'acqua rossa, causata dalla presenza all'interno della stessa di ossido di ferro disciolto. L'azienda garantisce la massima attenzione ma le possibilità di intervento in questo caso sono limitate in quanto si tratta sostanzialmente di strutture private; condutture vetuste che non rientrano nel sistema dell'acquedotto pubblico, perché ramali privati, realizzati direttamente o attraverso delle lottizzati che ora possono rilasciare ruggine in acqua.

A entrate nel dettaglio dal punto di vista tecnico è Franco Baroni. "La qualità dell'acqua nei serbatoi di accumulo dell'acquedotto pubblico e nelle relative fonti di approvvigionamento (sorgenti e pozzi) è ottima", spiega il responsabile del Settore Fluidi di AmAmbiente. "La società è naturalmente sottoposta alle verifiche del caso come da normative italiane e comunitarie, recepite all'interno dei nostri documenti di gestione ed in particolare nel Piano di Autocontrollo della qualità dell'acqua. Nel corso dell'anno effettuiamo numerose e puntuali analisi dell'acqua, come da calendario dei prelievi codificato sulla rete acquedottistica con l'Azienda provinciale per i servizi sanitari; abbiamo l'obbligo di trasmettere "in tempo reale" i risultati delle analisi effettuate alla stessa Apss, che, se del caso, può richiedere approfondimenti, integrazioni, informazioni ed eventuali ulteriori campionature".

Fino a oggi, però, l'Apss non è intervenuta sulla questione "acqua rossa" sollevata a Levico Terme e non ha richiesto interventi straordinari in merito. Non solo, c'è anche un controllo terzo. "Noi per le analisi dell'acqua ci affidiamo ad Ecoopera, società che ha vinto la gara di appalto per questo tipo di servizio", dice Baroni." Ma l'Azienda sanitaria si muove anche in forma autonoma, seguendo un proprio Piano di Autocontrollo; questa attività non ha a tutt'oggi rilevato problematiche sul fronte della qualità dell'acqua, con particolare riferimento all'acqua rossa, sulla rete pubblica di acquedotto gestita dalla società. Anche le manutenzioni dei siti e degli impianti sono strettamente codificate e anche nell'ambito dello svolgimento di tali attività non sono state rilevate criticità sulla rete acquedottistica pubblica".
Ma allora perché l'acqua esce rossa dai rubinetti, in particolare a Levico Terme, in particolare nell'area ricompresa tra via Lungo Parco, via de Gaspari e del Masieron? "E' l'eredità di una situazione riconducibile a tubazioni private posate diversi decenni fa", aggiunge Baroni, "quando a seguito di alcune edificazioni private e di lottizzazioni sono sorti diversi edifici nelle aree private ricomprese tra le suddette vie; le tubazioni a servizio di tali edifici in molti casi seguono percorsi controintuitivi per cui gli allacci non sempre arrivano alle abitazioni attraverso le strade private di accesso alle case ma, diversamente, attraverso fondi o andati di terzi. Le criticità sono dovute alle tubazioni allora utilizzate in 'ferro', ormai vetuste, che alimentano le abitazioni private, collegandosi alla rete pubblica presente sulle vie comunali. Noi in quei casi possiamo metterci a disposizione dei cittadini per dare il supporto del caso, sfruttando il nostro know-how tecnico, ma non possiamo sostituirci ai cittadini ed intervenire direttamente per la sostituzione delle condotte ammalorate".
Regolarmente, soprattutto, sui social network circolano le foto dell'acqua rossa nel centro abitato termale. "E' una situazione fortemente localizzata", evidenzia il responsabile del Settore fluidi di AmAmbiente, "che emerge soprattutto in occasione dell'aumento dei flussi turistici, con conseguente aumento della richiesta idrica, e successivamente a qualche giorno o periodo in cui la casa non è stata abitata con l'acqua che ristagnando nelle tubazioni obsolete genera 'ruggine' che prima sedimenta nella rete e poi, con la ripresa dei consumi, si discioglie in acqua rendendola di colorazione rossa. A ogni modo ai nostri canali istituzionali nonché attraverso il servizio di pronto intervento (Numero verde) nel corso dell'ultimo anno sono pervenute solamente alcune segnalazioni ufficiali per problemi di 'acqua rossa' che hanno comportato solamente due interventi di verifica (con prelievi contestuali al rubinetto di casa, al contatore e in rete) con le conseguenti comunicazioni formali sui relativi esiti agli utenti interessati. Come detto, il problema risulta sostanzialmente sempre riconducibile all'obsolescenza delle tubazioni di allacciamento e/o dell'impianto interno). A fronte di segnalazioni formali i nostri tecnici arrivano in pronto intervento e d'urgenza in loco per intercettare il problema in corso, legato praticamente in tutti i casi proprio alla necessità di cambiare le tubazioni ammalorate di allaccio oppure dell'impianto interno".
E' stata recentemente organizzata anche una serata informativa dagli amministratori comunali, con il supporto dei tecnici di AmAmbiente, per affrontare questa criticità che allarma alcuni cittadini. "Un obiettivo, raggiunto dopo diversi anni di intenso lavoro dei tecnici, è stato quello di riuscire a uniformare il Regolamento comunale di acquedotto sostanzialmente per tutti i Comuni soci che hanno affidato alla società AmAmbiente la gestione integrale dell'acquedotto. Oggi le soluzioni sono contenute in questo nuovo Regolamento comunale (con particolare riferimento agli Articoli 18 e 21), licenziato dal Comune di Levico Terme nel 2020, per implementare un servizio di equità nella gestione dell'acqua sui diversi territori", dice Seraglio Forti mentre Baroni prosegue: "La nostra società in forza del nuovo Regolamento interviene sul suolo pubblico per poi lasciare la competenza, come in questi casi, ai privati sulle loro proprietà e in particolare dal contatore, riposizionato al limite tra proprietà pubblica e proprietà privata, fino all'interno dell'abitazione. Il provvedimento dispone la sostituzione delle tubazioni vecchie e danneggiate ricadenti sul suolo comunale a cura e spese dell'ente pubblico per poi dare, comecdetto, mandato ai privati di provvedere parimenti a propria cura e spese sui fondi di loro proprietà; sarà poi eventualmente compito dell'amministrazione comunale trovare un punto di mediazione con i cittadini per agevolare e per accelerare tali interventi di rinnovamento delle tubazioni".
Nel caso specifico relativo all'area ricompresa tra via Lungo Parco, via de Gaspari e del Masieron a breve quindi dovrebbero partire delle lettere ai proprietari delle varie abitazioni per invitarli alla sostituzione delle tubazioni ricadenti su strade e fondi privati nei termini sopra esposti in forza del nuovo Regolamento comunale di acquedotto. Sul fronte pubblico, inoltre, la volontà di AmAmbiente è quella di investire, come ormai da diversi anni sta facendo, per il progressivo rifacimento delle reti. "La manutenzione resta fondamentale ma i materiali negli anni sono cambiati e migliorati. L'intenzione è quella di intervenire regolarmente per sviluppare un circolo virtuoso in grado di mantenere la rete acquedottistica efficiente e moderna", conclude Seraglio Forti.













