Da Roma a Stoccolma (passando per Trento) in bici con il cane: lo straordinario viaggio di Nicola ed Erin, Labrador di 10 anni
"Io e Erin abbiamo condiviso davvero molto in questi nostri 10 anni insieme". Sono le parole di Nicola Inversi, che a Il Dolomiti racconta le avventure vissute con la sua Labrador, con la quale ha raggiunto Stoccolma in bicicletta partendo da Roma: "Un'esperienza che porterò per sempre nel mio cuore"

ROMA. "Non andavo più all'estero da 10 anni e questo, pur di stare con lei". È un'affermazione colma d'amore, quella di Nicola Inversi che a Il Dolomiti racconta una delle tante esperienze vissute con la sua Labrador Erin: "Sarebbe dovuta diventare un cane da soccorso ma non è andata così - anticipa l'uomo -. In questo nostro tempo insieme non sono mancate tantissime (straordinarie) avventure".

Erin è stata adottata 10 anni fa, quando aveva pochi mesi "e da allora abbiamo condiviso davvero molto - esordisce Nicola -. Abbiamo fatto tantissimi trekking e cammini e girato mezza Italia insieme: quello che mancava, era un viaggio in bicicletta - prosegue -. Da quando ho il cane non sono più andato all'estero per scelta: non mi andava né di lasciarla a casa né di farla salire su di un aereo, dove gli animali viaggiano in stiva". Non una rinuncia ma una scelta felice, che negli anni ha condotto i due a scoprire "il nostro Paese e le sue montagne".
"Qualche tempo fa mi è balenata in testa l'idea di raggiungere Capo Nord in bicicletta partendo da Ostia, dove viviamo". E di farlo, ovviamente, insieme a Erin. Così, Nicola ha cominciato ad informarsi "su regole, leggi e documenti", nel tentativo di capire "se fosse fattibile. Poi, mi sono procurato una bicicletta che mi permettesse di portare con me il mio cane e tutta l'attrezzatura necessaria per viaggiare e, all'occorrenza, dormire in tenda".

Il labrador, "visto che ha già oltre 10 anni d'età", ha dovuto fare numerose visite ed esami prima della partenza: "Volevo essere sicuro che potesse fare quel lungo viaggio senza problemi. Dopo il via libera dei veterinari, siamo partiti a inizio marzo, senza sapere cosa ci aspettasse". Lasciata Ostia, i due hanno raggiunto Roma, percorso il Lazio, l'Umbria, la Toscana, l'Emilia Romagna, un pezzettino di Veneto e il Trentino-Alto Adige, "dove siamo tornati molto volentieri: l'avevo portata sulle Dolomiti anche da piccola ed era stata un'esperienza bellissima".
Passate Trento e Bolzano, i viaggiatori a bordo del loro mezzo 'speciale' hanno proseguito verso l'Austria, percorrendo poi la Repubblica Ceca e la Germania. E ancora la Danimarca e infine la Svezia, dove hanno dovuto concludere la loro straordinaria esperienza dopo quasi 4 mesi d'avventure e sventure: "Non sono ovviamente mancate le difficoltà quotidiane, ma è anche questo che rende il viaggio degno d'essere vissuto - fa notare Inversi -. Non è stato facile trovare alberghi o luoghi dove pernottare perché molti, soprattutto all'estero, non accettano i cani ma in qualche modo ci siamo sempre arrangiati: spesso, abbiamo dormito in tenda e in alcuni casi siamo stati ospitati da persone conosciute su di una piattaforma dedicata ai cicloviaggiatori".

Giunti a Stoccolma, alcuni problemi fisici di Nicola lo hanno costretto a decidere di rientrare a casa (ma non per questo meno soddisfatto della loro impresa): "Non siamo arrivati a Capo Nord ma possiamo dire di aver visto 6 capitali europee fra avventure, l'incontro con tantissimi animali selvatici e persone, incuriosite da noi e dal nostro 'passaggio'".
"Fra i due, quella che si è divertita di più è stata Erin: se l'è goduta proprio tanto - conclude -. In alcuni momenti avevo pensato di mollare, come quando a Berlino alle 10 di sera, dopo 100 chilometri in bici, sembrava impossibile trovare un posto dove dormire o ancora quando aveva piovuto per due settimane consecutive: poi, guardando la mia cagnolona, sono sempre riuscito a ri-trovare la forza di andare avanti. È stata un'esperienza che porterò nel mio cuore per sempre".


















