Il nuovo panorama della privacy online: come le aziende si adattano all'era post-cookie di terze parti
La cybersicurezza resta fondamentale: proprio per questo sono aumentate le restrizioni normative in termini di privacy, così come è cresciuta la consapevolezza degli utenti

TRENTO. In materia di sicurezza, o per meglio dire di cybersicurezza, c’è un perenne aggiornamento. Necessità dettata da un mercato – quello dell’online – in perenne crescita, in aumento rispetto al passato e con prospettive sempre più alte per il futuro. Ma al di là dei più rosei pronostici, la cybersicurezza resta fondamentale: proprio per questo sono aumentate le restrizioni normative in termini di privacy, così come è cresciuta la consapevolezza degli utenti.
Le ultime notizie sono decisive: col tramonto dei cookie di terze parti si è aperto un nuovo scenario. Questi, infatti, venivano generati da domini diversi dal sito web che l’utente stava visitando. E venivano utilizzati per scopi diversi: pubblicità online, per esempio, ed “entravano in gioco” tramite script o tag.
Un cookie di terze parti è accessibile da qualsiasi sito web che carica il codice del server di terze parti. E venivano utilizzati dalle aziende per accrescere il coinvolgimento del pubblico, da allargare verso siti differenti. Quell’era è definitivamente tramontata. La crociata verso quella che è stata definitiva “l’apocalisse dei cookie” è cominciata nel 2019.
L’idea era quella di approdare alla fine definitiva dei cookie di terze parti, da realizzare nel 2022 prima, nel 2023 poi. L’obiettivo finale è quello di raggiungere il pieno anonimato tramite l’archiviazione delle tracce di navigazione. Si stanno adeguando tutte le aziende in tal senso, da Amazon ad Apple, che nell’aprile del 2022 ha lanciato ATT – App Tracking Transparency per iPhone. In effetti dopo l’aggiornamento iOS 14.5 le applicazioni devono essere autorizzate dall’utente per garantire il tracciamento o l’identificazione del dispositivo.
Lo stesso passo è stato compiuto dal gruppo Meta, che ha vietato l’acquisto di annunci – da parte degli inserzionisti – per indirizzare gli utenti sulla base di informazioni sensibili
Come cambia, o cambierà, il web? Come riporta il sito inglese MarkMeets, si sono aperte soluzioni diverse e nuove prospettive dopo il tramonto dei cookie di terze parti. Un percorso che oggi coinvolge tutti, in primis Google, colosso incontrastato del web. Cambia in primis la raccolta di dati degli utenti ai fini di target degli annunci, ma anche la comunicazione e la profilazione degli utenti.
Si va verso i cookie di zero parti: quelli che cioè coinvolgono i dati lasciati volontariamente dall’utente, tramite form online per esempio. Un approccio utilizzato sempre più spesso dai colossi dell’intrattenimento digitale. Per i colossi del marketing, invece, c’è da trovare soluzioni. E le strade sono varie: il consenso esplicito, il sistema del “privacy by default”, che abilita i cookie di prima parte.
Oppure l’utilizzo di banner informativi che lascino libera scelta agli utenti, affinché possano abilitare o disabilitare i cookie. Infine, c’è la soluzione anonimato. Il web è costretto a cambiare pelle, aggiornando regole e adeguando le strategie. I tempi sono ormai maturi.











