Contenuto sponsorizzato
| 17 ago 2023 | 22:26

In Trentino i forestali invece dei vigili del fuoco volontari per combattere gli incendi boschivi? Ecco la figura del direttore operativo di spegnimento

Il Trentino ha deciso di dotarsi di figure specializzate per gestire incendi boschivi che richiedono il supporto aereo: il direttore operativo di spegnimento. Nonostante la legge provinciale affidi il compito sugli incendi ai vigili del fuoco, la scelta è stata quella di formare in prevalenza forestali con il rischio di anomalia tra competenze e responsabilità. Un'interrogazione di Cia è senza risposta da tre mesi

In Trentino i forestali invece dei vigili del fuoco volontari per combattere gli incendi boschivi?

TRENTO. Il Trentino si è dotato di Dos-direttore operativo di spegnimento per riuscire a gestire un'eventuale emergenza boschiva ancora con più forza in-house. Una decisione, quella di investire sulla formazione di queste figure specializzate, presa dopo i devastanti incendi che l'anno scorso hanno interessato il territorio, in particolare le complesse e difficili operazioni di contenimento degli eventi di Nago-Torbole, Panarotta e valle del Chiese. Ma in prevalenza sono stati formati forestali con il rischio di incongruenze tra competenze, assegnate per legge ai vigili del fuoco, e responsabilità.

 

Roghi quelli del 2022 che hanno impegnato per giorni decine e decine di vigili del fuoco. A entrare in azione anche elicotteri e Canadair per cercare di circoscrivere il fronte delle fiamme. E proprio questa figura è chiamata a fungere da raccordo e coordinare le attività nel suo complesso. Il direttore delle operazioni di spegnimento, infatti, dirige le operazioni di spegnimento avvalendosi delle forze via terra e dei mezzi aerei.

 

L'anno scorso erano stati chiamati da fuori provincia, coinvolto in particolare il personale specializzato della Direzione interregionale dei vigili del fuoco Veneto e Trentino Alto Adige. Ora la scelta della Provincia, importante anche sul fronte della tempestività delle risposte alle emergenze e urgenze, è stata quella di formare alcuni esperti direttamente in provincia. Attualmente sono una decina le unità tra permanenti di Trento e, soprattutto, forestali, questi ultimi in prevalenza.

 

Se gli interventi sugli incendi sono competenza dei pompieri, professionisti e volontari, sulla base delle norme nazionali e della legge 9 provinciale che disciplina l'operatività in questi contesti, appare singolare il fatto che non ci sarebbero Dos proprio tra i corpi volontari, una rete capillare e punto di forza dell'interventistica trentina.

 

La competenza per legge dello spegnimento di un incendio boschivo è dei vigili del fuoco e di conseguenza anche la responsabilità operativa. E la decisione di formare in prevalenza forestali potrebbe creare anche un'incongruenza e una discrepanza sul fronte competenze e responsabilità tra queste due figure.

 

Anche perché l'unica centrale titolata in Trentino per l'eventuale attivazione delle flotte aeree dello Stato è quella dei vigili del fuoco di Trento che poi a questo punto deve si interfacciare con la forestale, con il rischio di allungare la catena di comando.

 

Una scelta, seppur legittima, in sede provinciale che appare ancor di più un'anomalia perché i forestali hanno tante altre competenze e incombenze, tra cui i grandi carnivori, con il rischio di sovraccaricare la struttura, ma anche perché non strettamente formati sull'evento incendio, come possono esserlo i vigili del fuoco. Quest'anno, complice la piovosità e il maltempo, non ci sono stati eventi così importanti come nel 2022, da richiedere l'intervento dei Dos ma non sembrano inoltre esserci direttive per definire l'attivazione, l'impiego e i compiti dei direttori operativi di spegnimento.

 

Una situazione che già nel maggio scorso è stata attenzionata anche da Claudio Cia. Il consigliere provinciale di Fratelli d'Italia ha, infatti, richiesto diversi chiarimenti sul fronte operativo e sulla struttura della direzione degli interventi a livello di Protezione civile trentina. Un'interrogazione rimasta dopo tre mesi ancora senza risposte.

 

"Un'incongruenza che andrebbe risolta per valorizzare le competenze proprie a ogni professionalità", commenta Cia. "I volontari sono presenti e attrezzati in praticamente tutto il territorio e garantiscono velocità di intervento con un accorciamento dei tempi nelle varie attivazioni, un aspetto non secondario in caso di emergenza e urgenza". 

Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
In evidenza
Cronaca
| 08 agosto | 15:45
L'incidente si è verificato poco prima delle 15 di oggi - sabato 8 agosto - in via Bolzano, nei pressi delle Sorelle Ramonda, a breve distanza [...]
Cronaca
| 08 agosto | 15:01
Intervento di soccorso nel canyon del torrente Albola, nel territorio comunale di Riva del Garda
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato
Contenuto sponsorizzato