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| 13 mag 2023 | 10:34

La valle dei Mocheni come non la ricorda (quasi) nessuno (FOTO): le feste e il lavoro nei campi e sui monti raccontati dal fotografo Flavio Faganello

Cinquant’anni dopo. In valle dei Mòcheni con Flavio Faganello è il titolo della mostra che si terrà a Palù del Fersina, dal primo luglio al 29 settembre 2023: si tratta di un omaggio a un artista che ha segnato la storia del Trentino della seconda metà del Ventesimo secolo

La valle dei Mocheni come non la ricorda (quasi) nessuno: le feste e il lavoro nei campi e sui monti raccontati dal
di Redazione

PALÙ DEL FERSINA. Un omaggio a un artista che ha segnato la storia del Trentino della seconda metà del Ventesimo secolo: Cinquant’anni dopo. In valle dei Mòcheni con Flavio Faganello è il titolo della mostra che si terrà a Palù del Fersina, dal primo luglio al 29 settembre 2023.

 

Faganello è stato un appassionato cronista della valle dei Mòcheni e di quella che chiamava "la sua gente". Già dai primi anni Sessanta ha documentato con fiuto antropologico tutto ciò che riteneva fondamentale per lasciare delle tracce concrete della storia e del carattere trentino. Sono nate così fotografie di cronaca e foto-inchieste, immagini per il turismo e per la catalogazione dei beni culturali, altre, infine, per le numerose pubblicazioni di cui è stato autore o co-autore. La migliore sintesi della sua vocazione di “narratore per immagini” è stata la mostra del 2005, tenutasi a pochi mesi dalla sua scomparsa al Centro Internazionale di Fotografia degli Scavi Scaligeri di Verona e in seguito al MART di Trento. Quattro anni prima, nel 2001, l'artista aveva ceduto all'Archivio fotografico storico della Provincia autonoma di Trento un formidabile corpus di immagini, circa 400.000 fotografie e negativi realizzati tra il 1960 e il 2005.


La mostra, curata da Roberto Festi e voluta dal sindaco di Palù del Fersina, Franco Moar, vuole rendere omaggio al fotografo e reporter che ha documentato con passione e rigore filologico le profonde trasformazioni di un Trentino rurale del dopoguerra, gli anni del miracolo economico e delle rivoluzioni culturali della modernità. Lo fa ripercorrendo i temi da sempre cari all'artista: i protagonisti della “sua” valle, uomini e donne; il paesaggio; feste e tradizioni; il lavoro nei campi e sui monti; le migrazioni dei klòmeri, che d'inverno lasciavano la valle per vendere le loro mercanzie in terre lontane; le suggestive architetture dei masi. Sarà come riaprire un libro che Flavio Faganello ha scritto e riscritto, e confrontarlo con l'attualità.


La mostra si terrà a Palù, nella valle del Fersina, la "valle incantata" narrata dallo scrittore austriaco Robert Musil. Un luogo custode di ritmi arcaici e di una secolare tradizione linguistica, che Faganello ha amato da subito. Un amore che l’ha portato a realizzare proprio in Val dei Mòcheni, a Sant'Orsola, nel 1978, la sua prima mostra personale: La Donna mòchena. Cinquant'anni dopo, le sue fotografie tornano in quella valle dove tutto è cominciato, a Palù e Fierozzo in particolare, villaggi ai quali il fotografo ha sempre rivolto uno sguardo privilegiato, quasi a volerne fissare uno stato originario per poi coglierne, a poco a poco, gli inevitabili mutamenti e lo scontro con il progresso.


Le cento fotografie selezionate, molte delle quali inedite e collocate secondo approcci diversi, provengono dall'Archivio fotografico storico della Provincia autonoma di Trento e dall'Archivio della famiglia Faganello, e verranno allestite in tre diverse postazioni. Nella sede espositiva dell'Istituto culturale mòcheno al Maso Filzerhof sarà approfondito il tema legato al paesaggio e ai suoi protagonisti. Nell'edificio sottostante la piazza di Palù, nella Casa Lenzi, verrà invece riproposta, nella concezione originale del 1978, la sezione dedicata alla "Donna mòchena": immagini di donne che in questi scatti divengono protagoniste della storia antica di questa comunità. La terza sede sarà en plein air, nelle vie del paese, nelle frazioni e nel bosco, dove alcune grandi riproduzioni su banner porteranno gli scatti di Faganello dentro quella scenografia naturale che tanto amava, mostrando, com'era nelle corde dell'artista, "il prima" – le immagini degli anni sessanta e settanta – e il "dopo", ovvero il nostro presente.


Come ha ricordato nel 2005 lo scrittore Mario Rigoni Stern: “A parte la sua istintiva intuizione e la conquistata bravura, di Flavio Faganello è caro il ricordo come persona: la sua discrezione, la sua serietà operativa, il suo approccio all’uomo e alla natura mi fanno dire che oggi non v’è fotografo, o scrittore, o pittore che sappia raccontare la vita della gente di montagna come ha fatto lui. Ha testimoniato un tempo e un mondo non ripetibili”.


Durante il periodo della mostra, con un calendario in via di definizione, sono programmati incontri di vario genere e tematiche, nonché conferenze e letture sceniche di brani tratti da La Valle dei Giganti di Giuseppe Šebesta (1959). I materiali in mostra saranno pubblicati in un volume, edito da Antiga Edizioni (Crocetta del Montello, Treviso), corredato da specifici saggi firmati da amici del grande fotografo e studiosi di fotografia.


Le didascalie delle foto in ordine di pubblicazione: 

1) Flavio Faganello. Roveda 1984 (Crediti_Archivio fotografico storico Provincia di Trento)

2) Flavio Faganello. Valle dei Mòcheni 1966 (Crediti_Archivio fotografico storico Provincia di Trento)

3) Flavio Faganello ca. 1973 (Crediti_Archivio famiglia Faganello)

4) Flavio Faganello. Fierozzo 1968 (Crediti_Archivio fotografico storico Provincia di Trento)

5) Flavio Faganello. Fierozzo. San Felice 1972 (Crediti_Archivio famiglia Faganello)

6) Flavio Faganello. Palù del Fersina 1960 (Crediti_Archivio fotografico storico Provincia di Trento)

7) Flavio Faganello. Palù del Fersina 1968 (Crediti_Archivio famiglia Faganello)

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