Le Barche di San Pietro spiegano le loro vele: storia di una tradizione antichissima (rilanciata sui social anche da Zaia)
Sui social il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha addirittura lanciato un contest invitando gli utenti a mandargli le foto delle loro ''barchette''. Ecco a cosa è legata questa antichissima tradizione e come funziona

TRENTO. Sui social il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha addirittura lanciato un contest invitando gli utenti a mandargli le foto delle loro ''barchette''. Ed ha anche spiegato che ''stasera, per la notte dei Santi Pietro e Paolo, è tradizione in Veneto fare la barca di San Pietro. Si riempie un recipiente trasparente di acqua, si versa lentamente un albume che si deposita sul fondo, e la si lascia all'aperto a prendere la rugiada della notte. Domani mattina l'albume dovrebbe assumere la forma di una barca, dalle cui vele si traggono auspici per l'anno agricolo''.
E questa mattina moltissime barche di San Pietro hanno spiegato le vele, come si può vedere dalle tante pubblicazioni sui social. Un’antichissima tradizione (non solo veneta) che affonda le radici nella storia. Secondo la versione più accreditata la tradizione sarebbe stata introdotta in Italia dai dai monaci Benedettini intorno XVIII secolo.
Nella notte fra il 28 e il 29 giugno, festività dei santi Pietro e Paolo, si usa riempire un contenitore di vetro con dell’acqua, all’interno si versa l’albume di un uovo (la parte chiara), dopodiché si porta il contenitore all’esterno dell’abitazione e si aspetta. Per i più fedeli (evidentemente anche Zaia) alla tradizione il contenitore andrebbe lasciato all’aperto per poter assorbire la rugiada del mattino.
Il rito è fortemente legato al mondo rurale e contadino, secondo la vulgata interpretando la posizione delle “vele” si poteva fare una previsione sull’andamento del raccolto. Vele ammainate avrebbero portato un raccolto scarso, vele ampie e ben dispiegate avrebbero preannunciato un’annata abbondate e fortunata. La tradizione vuole che sia lo stesso apostolo Pietro a soffiare nel contenitore per far apparire l’imbarcazione. Non a caso Pietro, prima di diventare un discepolo di Gesù l’apostolo, faceva il pescatore.
Ai tempi dell’emigrazione italiana il rito era utilizzato prima di una partenza come buon auspicio per coloro che si preparavano a partire per le Americhe in cerca di fortuna. Una superstizione quindi, nata come forma devozione verso un santo cristiano ma, come spesso accade, sedimentatasi nella tradizione popolare e reinterpretata in chiave propiziatoria per diverse attività.


















