Le leggende ladine verso il riconoscimento di Patrimonio Unesco
Ha preso il via l'iter del progetto sostenuto dall'assessore alla formazione e alla cultura ladina della Provincia di Bolzano Daniel Alfreider, dal consigliere provinciale Manfred Vallazza e dal professor Pier Luigi Petrillo, titolare della cattedra Unesco presso l'Università Unitelma-Sapienza di Roma

BOLZANO. I Monti Pallidi da millenni ispirano la fantasia degli abitanti delle valli che li circondano. Principesse, re e creature mitologiche sono i protagonisti delle leggende nate ai piedi delle Dolomiti. Come non pensare all'Usignolo del Sassolungo, la principessa stregata il cui canto malinconico risuona talvolta tra le vette; oppure alla principessa guerriera Dolasilla o alla misteriosa Gana del Puez. Ebbene, le leggende ladine, che si tramandano da millenni, si apprestano a diventare patrimonio dell'UNESCO.
Ha preso, infatti, il via l'iter del progetto sostenuto dall'assessore alla formazione e alla cultura ladina della Provincia di Bolzano Daniel Alfreider, dal consigliere provinciale Manfred Vallazza e dal professor Pier Luigi Petrillo, titolare della cattedra Unesco presso l'Università Unitelma-Sapienza di Roma. "Un'iniziativa di grande importanza per tutte le comunità ladine non solo del Trentino-Alto Adige, ma anche del Veneto, del Cantone svizzero dei Grigioni e del Friuli Venezia Giulia" hanno detto i proponenti.
L'Università Unitelma-Sapienza di Roma è stata incaricata di coordinare il percorso di candidatura e di portarlo avanti fino alla fine del 2024. Il primo compito sarà quello di creare un archivio digitale del patrimonio culturale immateriale, ossia trasmesso oralmente, per conservare testimonianza della vitalità e del fermento culturale delle terre ladine nella letteratura, nelle arti visive, nella musica, nell'immaginario collettivo e in ogni altro ambito.











