Mancano medici di base e per Capodanno devono coprire maxi zone: "Se c'è un'emergenza non si trova nessuno? Diffidiamo l'Apss dal cambiare le regole"
A lanciare un grido d'allarme per la notte di Capodanno è Nicola Paoli: "A rischio il servizio e la sicurezza. Due giorni fa, senza alcun preavviso, i medici di continuità assistenziale notturna della sede di Trento e di Borgo Valsugana sono stati avvisati che avrebbero dovuto coprire il turno anche sul territorio di Pergine Valsugana per sopperire all'assenza dei colleghi"

TRENTO. Numeri risicati dei medici di continuità assistenziale nella notte più lunga dell'anno e così ai professionisti è stata richiesta una disponibilità molto ampia con il rischio di mettere in crisi l'intero sistema e di avere zone potenzialmente scoperte. A lanciare l'allarme è Nicola Paoli. Il segretario del sindacato Smi diffida inoltre l'Azienda provinciale per i servizi sanitari a cambiare le regole operative a San Silvestro per far fronte alle carenze di personale.
"Due giorni fa, senza alcun preavviso, i medici di continuità assistenziale notturna della sede di Trento e di Borgo Valsugana sono stati avvisati che avrebbero dovuto coprire il turno anche sul territorio di Pergine Valsugana per sopperire all'assenza dei colleghi", spiega Paoli. Un'organizzazione che non convince il sindacalista. "I tre medici di Trento devono coprire per il turno notturno 20-8 tra domenica 31 dicembre e lunedì 1 gennaio il territorio comprensivo di tutto il Comune del capoluogo (1 medico di continuità assistenziale ogni 5000 abitanti), di tutto il territorio di Pergine (un medico di continuità assistenziale ogni 5000 abitanti), di tutta la zona della Vigolana e di Caldonazzo".
Questo significa, spiega Paoli, che un medico (dei tre operativi) viene chiamato a Fierozzo; in Cimirlo sopra Povo e il terzo a Centa San Niccolò, "l'intera popolazione di Trento (circa 119 mila abitanti), di Pergine Valsugana (quasi 22 mila), di Caldonazzo (4 mila abitanti), della val dei Mocheni (2.100 circa) e la Vigolana (circa 5.000 abitanti) non avranno modo di accedere alla sede di guardia di Trento o di Pergine. Inoltre non troveranno risposta dalla guardia medica telefonicamente oppure a domicilio. Qualche cittadino si lamenta del rischio di rimanere al freddo fuori dalla sede di piazzale Orsi nel capoluogo perché nessuno aprirebbe gli spazi".
Una decisione che sorprende il sindaco per i tempi e i modi. "Ricordiamo in definitiva che il nostro accordo provinciale di lavoro convenzionato non prevede il "vicariamento" di zone cosi ampie e fuori da quelle di competenza a carico di soli tre medici di guardia notturna. C'è addirittura un solo medico a Borgo Valsugana che dovrebbe coprire anche l'ex sede di Levico (dove il rapporto ottimale era a sua volta di 1 ogni 5.000 pazienti) fino a Tenna. Neppure in via eccezionale come in questo caso che non è eccezionale".
Il sindacato Smi evidenzia inoltre che "l'accordo di lavoro dei medici titolari di continuità assistenziale a tempo indeterminato di Borgo Valsugana e di Trento, liberi professionisti convenzionati, non prevede 'ordini di servizi', estranei alla zona di competenza. E segnaliamo che le attività eccedenti, che esulano dalla nostra professione, presentano criticità tanto per la copertura dalle nostre assicurazioni e tutele legali, quanto per la nostra sicurezza come previsto dalle legge 81/2008 per il fatto che i medici non conoscono minimamente le zone non di loro competenza".
La coperta sembra corta. "Al medico notturno di Borgo Valsugana, che va per urgenza a Castello Tesino il 31 dicembre, sua zona di competenza, può essere chiesto di coprire Vetriolo, di notte, durante i festeggiamenti della notte di San Silvestro. In definitiva, secondo quanto previsto dai nostri accordi, la Provincia poteva indicare, per ambiti di assistenza definiti, un diverso rapporto medico/popolazione. La variabilità di tale rapporto doveva però essere concordato nell'ambito dell'accordo provinciale. E comunque tale variabilità non poteva eccedere il 30% rispetto a quanto previsto dall'attuale rapporto deliberato a suo tempo dall'assessora Segnana. Dal 2021 si può, ma non è stato fatto fino a oggi, affidarsi a quanto previsto dalle norme e disciplinarlo nell'accordo provinciale".
Il sindacato Smi promette battaglia. "Per il momento, entro la sera del 31 dicembre, va immediatamente fatta segnalazione scritta per pec, come da accordo vigente, ai medici di guardia di Trento e Borgo di rimanere nelle loro attuali sedi di servizio e non uscire per visite domiciliari extra ambito di competenza, dovendo collaborare con i dirigenti aziendali solo secondo l'accordo contrattuale vigente. Diffidiamo l'Azienda provinciale per i servizi sanitari a prevedere disposizioni diverse. Tuteleremo i nostri iscritti in tutte le sedi opportune", conclude Paoli.


















