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Trento
18 ottobre | 13:01

Nel week end torna Fa' la cosa giusta, ma potrebbe essere l'ultima volta. Pedrotti: "Meno visitatori ed espositori e totale disinteresse da Provincia e Comune"

La 19esima edizione è in programma dal 20 al 22 ottobre a Trento Expo, in via Briamasco. "Il calo delle presenze è dovuto, in gran parte, al fatto che tanti non ci hanno "perdonato" il fatto di aver chiesto il Green Pass nel 2021, nel rispetto delle norme allora vigenti. Siamo stati criticati, ci hanno detto che avremmo dovuto non tenere la fiera e nel 2022 siamo stati boicottati". Tante le iniziative in programma da venerdì a domenica con 141 espositori presenti.

Nel week end torna Fa' la cosa giusta, ma potrebbe essere l'ultima volta

TRENTO. Fa' la cosa giusta chiude? Forse sì, per non dire probabilmente. La 19esima edizione della fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, in programma nel prossimo week end (dal 20 al 22 ottobre) presso la struttura di Trento Expo di via Briamasco, potrebbe seriamente essere l'ultima.

 

Il rischio è più che concreto: il numero di espositori è calato notevolmente (nel fine settimana saranno 141, a fronte dei 220 del passato: bisogna considerare che tanti hanno dovuto chiudere a causa della crisi), lo scorso anno il numero di visitatori è stato compreso tra i 7 e gli 8mila, contro i 12 - 13mila dell'epoca pre Covid e c'è il grosso problema legato alla struttura, visto che il complesso di Trento Expo è ora di proprietà dell'Università: i costi sono aumentati e, soprattutto, l'ateneo trentino ha in programma una decisa ristrutturazione (quando ci saranno i fondi) per poi trasformarlo in un vero e proprio polo.

 

"Ci piacerebbe festeggiare il ventennale dell'esposizione - spiega il coordinatore Dario Pedrotti - ma, in questo momento, non abbiamo la certezza che "Fa' la cosa giusta" ci sarà anche l'anno prossimo. Molto dipenderà da come andrà quest'edizione, ovviamente, ma non solo perché gli interrogativi sono tanti e abbiamo constatato che, se all'inizio di quest'avventura l'interesse da parte delle istituzioni era molto forte, adesso non è più così. E' una constatazione amara, ma non possiamo fare altre che rilevare questo. La Pat, ad esempio, ha recentemente prodotto il report “Strategia Provinciale di Mitigazione e Adattamento ai Cambiamenti Climatici” elaborata dall'agenzia provinciale per l’ambiente: beh, quale occasione migliore di questo palcoscenico per diffonderlo e promuoverlo? Nessuno ci ha pensato.

Ricordo, a malincuore, che la prima edizione era stata presentata ad una seduta della Giunta e, negli anni successivi, provincia e comune avevano mostrato tanto, tantissimo interesse ad esserci e dialogare con i cittadini. E poi c'è il problema, tutt'altro che secondario, legato alla struttura e qui non posso non parlare del comune: qualche anno fa l'assessore Stanchina, oggi candidato alle provinciali, sollecitato ad attivarsi per trovare una nuova casa per le manifestazioni espositive del capoluogo, visto che l'attuale spazio di Trento Expo è passato all'Università, rispose "non saremo mica così scemi da lasciar morire 13 manifestazioni fieristiche". Ebbene ad oggi nulla è stato fatto e del "polo espositivo di Piedicastello" non vi è traccia da nessuna parte. Appena l'Università troverà i fondi per intraprendere i lavori di ristrutturazione, a Trento non esisterà alcuna struttura per organizzare le fiere. Per la cronaca: ad oggi di quelle 13 manifestazioni ne sono rimaste solamente un paio".

 

Il futuro, dunque, appare grigio. Per non dire nero. E il lavoro di quasi vent'anni rischia di andare in fumo.

 

"Vi sono certamente anche altre cause - prosegue Pedrotti - alcune, paradossalmente, legate al successo di "Fa' la cosa giusta" a Trento, indicata da tutti, visitatori ed espositori, come la migliore in Italia in questo ambito. Se vent'anni il bio, i pannelli solari e la mobilità sostenibile erano argomenti riservati a poche persone, direi ad una nicchia, oggi invece sono sulla bocca di tutti e non sono più temi che fanno notizia. Poi, chiaramente, il calo di visitatori c'è stato e rappresenta un problema: sicuramente tante persone, in epoca post Covid, si sono dimostrate ancora restie a visitare luoghi molto affollati e poi c'è una grande fetta di ex visitatori che non ci hanno "perdonato", nel corso dell'edizione 2021 di aver chiesto il green pass per accedere alla struttura. E' così: la scelta di rispettare le regole in vigore in quel momento non è stata solamente criticata, ma "punita" con il boicottaggio, nell'edizione 2022, da parte di molte persone. Noi abbiamo scelto di esserci, rispettando le norme, per consentire ai nostri espositori, già provati dalla pandemia, di poter tornare a lavorare".

 

Per gli organizzatori è venuto, dunque, il momento di riflettere: vale la pena andare avanti? O, più semplicemente, sarà possibile farlo?

 

"Dobbiamo capire - conclude il rappresentante di Trentino Arcobaleno - se questa manifestazione ha senso ancora di esistere oppure no, magari lasciando spazio a progetti nuovi, come ad esempio l'Emporio di Comunità Edera, che aprirà a metà novembre, che permetterà l'acquisto dei prodotti durante tutto l'arco dell'anno, coinvolgendo attivamente i produttori con notevole abbattimento dei costi legati al negozio. Abbiamo sempre lavorato con grande coerenza e trasparenza, selezionando accuratamente gli espositori: non abbiamo mai venduto spazi tanto per riempirli. Anche quest'anno abbiamo rifiutato chi non era in possesso dei requisiti richiesti. E, purtroppo, forse questo non basterà per andare avanti".

 

Intanto c'è da pensare alla prossima edizione. Non mancheranno le novità, anche se la parte più importante sarà recitata, come sempre, dagli "ecoprodotti" (soprattutto abbigliamento e cosmesi) nei padiglioni interni, mentre i produttori agricoli troveranno spazio all'esterno, con tantissimi prodotti biologici locali e nazionali.

 

E, ovviamente, non mancheranno le iniziative: venerdì pomeriggio diverse classi di alcuni istituti superiori di Bergamo saranno a Trento per sperimentare in anteprima il progetto di ludodidattica a sfondo ambientale ideato dalle associazioni Ortazzo e Punto Zero, ma ci saranno anche la biblioteca vincente "Libri umani dal carcere", la "Cooking therapy" ed altri laboratori di cucina, la "chiamata a raccolto" dell'associazione Pimpinella con i suoi semi antichi e la proposta di Etika, main sponsor della fiera. I visitatori sono invitati a portare con sé una bolletta della luce per essere aiutati a leggere le voci e scoprire quali vantaggi si possono trovare sul mercato libero".

 

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