'No' alle atlete transgender nelle gare di ciclismo femminile: "Potranno iscriversi nella categoria 'aperta' insieme agli uomini"
Le atlete transgender, fino a poco tempo fa incluse nelle competizioni agonistiche femminili, potranno ora partecipare alle gare, al solo scopo ricreativo, solo iscrivendosi alla categoria 'open' insieme agli uomini. La federazione "British Cycling" ha giustificato la nuova regola dichiarando che si basa "sulla correttezza nei confronti dei competitor. Pertanto, nelle gare ufficiali potranno partecipare solo coloro il cui sesso biologico, quindi assegnato alla nascita, sia femminile"

LONDRA (REGNO UNITO). La notizia è stata resa nota a fine maggio dalla "British cycling", che ha stabilito le nuove regole dedicate alle atlete transgender e 'non-binary'. Secondo quanto si legge nel comunicato stampa ufficiale della federazione, è stato deciso che le donne transgender non potranno più prendere parte alle competizioni femminili. Potranno partecipare alle gare iscrivendosi ad una categoria 'open' (condivisa con gli atleti di sesso maschile ndr) creata ad hoc.
Si tratta per l'appunto di una vera e propria svolta (più o meno condivisibile) nel mondo del ciclismo britannico. Una scelta che fa seguito a quella di altre federazioni sportive del Paese, come quelle di atletica leggera, rugby o ancora nuoto, che nei mesi scorsi hanno adottato criteri analoghi. Nel caso della "British cycling", il processo di revisione e consultazione è durato oltre nove mesi.
Le atlete transgender, fino a poco tempo fa incluse nelle competizioni agonistiche femminili, saranno sospese dalle gare agonistiche e potranno partecipare solo iscrivendosi a una nuova categoria, denominata 'open' e creata ex novo, ovvero una categoria aperta insieme agli uomini e al solo scopo ricreativo. La federazione ha giustificato la nuova regola dichiarando che essa si basa "sulla correttezza nei confronti dei competitor. Pertanto, nelle gare ufficiali potranno partecipare solo coloro il cui sesso biologico, quindi assegnato alla nascita, sia femminile".
La "British Cycling" ha inoltre aggiunto che: "Nonostante ci sia un azzeramento dei livelli di testosterone, ricerche scientifiche hanno dimostrato che il cambio di genere dopo la pubertà va ad influire sulla performance, avvantaggiando l’atleta in questione. Sappiamo bene l’impatto che questa decisione possa avere sulle persone transgender e non-binary, ma l’obiettivo della federazione, da sempre a favore dell’inclusione, diversità e uguaglianza, resta sempre l’equo e il corretto svolgimento delle gare agonistiche". Il nuovo regolamento entrerà in vigore entro la fine dell'anno.














