"Preserviamo la pecora 'tingola' fiemmese in via d'estinzione". La famiglia Mich dell'Agritur Maso Piasina: "Con la sua lana creiamo anche imbottiture per i cuscini"
La famiglia Mich per questo è stata premiata con gli Oscar Green Coldiretti 2022. L'intervista: "Sono delle pecore stanziali che presentano un mantello bianco con macchie scure più o meno diffuse nella zona della testa, soprattutto intorno agli occhi e sulla punta delle orecchie. Il filato viene lavorato da alcune artigiane donne della zona"

TESERO. Una pecora autoctona della Val di Fiemme, in via d'estinzione, viene preservata dai gestori dell'Agritur Maso Piasina, nell'omonima località a Lago di Tesero. La lana della 'tingola', questo il nome della particolare razza di ovini, viene poi venduta ai mercati locali e fatta lavorare da un gruppo di donne artigiane della zona. Nel suo agriturismo la famiglia Mich non si occupa soltanto della gestione delle camere, ma anche dell'azienda agricola e soprattutto del suo bestiame.
"Innanzitutto con il latte delle nostre capre - spiegano i titolari Alice e Andrea a il Dolomiti - della razza Camosciata delle Alpi e Grigia della Val di Fiemme, che si adattano alle condizioni climatiche e geografiche montane, riforniamo giornalmente il caseificio sociale della Val di Fiemme".
L'allevamento della 'tingola' è sicuramente la caratteristica peculiare dell'Agritur, un tratto distintivo che ha ottenuto anche il riconoscimento da parte di Coldiretti, che ha inserito la struttura tra i vincitori degli Oscar Green 2022 per il settore "Fare Filiera". Sono infatti una 40ina le pecore "speciali": "La sua denominazione 'tingola' - proseguono -, deriva dal soprannome di uno dei suoi ultimi allevatori, 'El tingol', originario di Cavalese ma trasferitosi poi a Bellamonte. Sono delle pecore stanziali, che stanno sempre nel territorio. D'estate vengono portate in alpeggio in zona, mentre in inverno rimangono in stalla, dove c'è sia la parte coperta che spazio esterno".
Uno degli elementi da subito visibili è "il mantello bianco con macchie scure più o meno diffuse nella zona della testa, soprattutto intorno agli occhi e sulla punta delle orecchie". Una razza in via d'estinzione, che la famiglia Mich ha deciso di preservare. "Noi utilizziamo anche la loro lana, un prodotto fondamentale. Prima le tosiamo noi e mandiamo tutto in uno stabilimento a Biella. Poi ci arriva una parte in filati, quindi matasse e gomitoli che vendiamo al mercato, altre parti in fiocchi, che utilizziamo per fare imbottiture su ordinazione".
A occuparsi della lana e della sua vendita, all'interno della famiglia, è Nicoletta, mamma di Andrea: il filato viene così venduto principalmente per lavorazioni a maglia ad artigiane della zona. "E' una pecora non comune e molto ricercata. Per noi è una tradizione di famiglia allevarla ma così riusciamo anche a incentivare l'economia locale", conclude la famiglia Mich.


















