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| 26 apr 2023 | 17:54

"Capre e pecore in inverno vivono nei boschi. La convivenza è possibile: il territorio dove alleviamo è anche casa del lupo", storia di Barbara e Fabrizio e dei loro animali

"La presenza del lupo inizialmente ci ha colti alla sprovvista, ma ci siamo adattati creando un recinto sicuro per la custodia notturna dei nostri animali, introducendo cani da difesa del gregge: una famiglia di pastori abruzzesi, i cui capostipite arrivano dagli splendidi Monti Sibillini, che accompagnano sempre le nostre capre e pecore. Il territorio dove alleviamo è anche casa del lupo" 

ERBEZZO. Sono le protagoniste (e le principali lavoratrici) di un'attività che prende nome proprio in loro onore. "Quelle del baito" sono un'ottantina di pecore e capre, che vivono fra i boschi e gli alpeggi dei monti Lessini in stato semi-brado, libere di muoversi sia di giorno che di notte. "Io e il mio ex marito abbiamo creato tutto questo con la volontà di dare vita ad un progetto zootecnico che sia il più sostenibile possibile - anticipa Barbara Crea, titolare dell'attività, a Il Dolomiti -. Nonostante le molte difficoltà, anche date dai recenti rincari, siamo felici della nostra scelta". 

 

Da Treviglio, in provincia di Bergamo, alla Lessinia per cambiare vita. Così, è partita 15 anni fa l'avventura di Barbara e Fabrizio Maestri, che approdavano in Trentino per gestire un maso ad Ala "attraverso un progetto di fattoria sociale, ma non era andata bene - premette Barbara -. Avendo già qualche capra e pecora abbiamo pertanto deciso di metterci in gioco", cercando casa in Lessinia, "luogo di cui ci eravamo innamorati durante una gita".

 

Tutto è cominciato a Erbezzo, dove nel 2008 "è nata una società agricola con un altro ragazzo, che dopo qualche anno si è trasformata nella nostra azienda "Quelle del Baito": oggi, siamo solo io e Fabrizio". Un progetto, quello dei due, che non si è mai 'scordato' di guardare alla sostenibilità: "La nostra filosofia si basa su riflessioni fatte in quanto consumatori critici che volevano cambiare modo di fare la spesa e quindi di conseguenza anche di produrre". 

 

I circa 90 capi di bestiame di Crea e Maestri, fra capre e pecore, vivono in stato semi-brado, spostandosi dai prati e boschi a 1.000 metri di quota in inverno agli alpeggi a quota 1.500 metri in estate: "Mangiano il più possibile erba fresca - fa sapere la titolare dell'azienda agricola -. In inverno hanno invece a disposizione il fieno. Vivono principalmente in alpeggio ma anche fra prati e boschi, sempre protette da un recinto elettrizzato", con tanto di tettoia per ripararsi dalle intemperie.

 

Pecore e capre vengono munte principalmente a mano, "anche se quando si sale in alpeggio sfruttiamo l'energia disponibile in malga per utilizzare la mungitrice". Con il tempo, i corsi e l'esperienza tramandata in particolare "da un anziano del posto (e tanti esperimenti), ho imparato a fare formaggio, lavorando il latte crudo". Prodotti finiti che i due vendono poi attraverso i gruppi GAS e nei mercati contadini

 

"Il lupo è tornato a popolare i monti Lessini proprio nel periodo in cui davamo il via alla nostra azienda agricola - ricorda Crea -. La sua presenza inizialmente ci ha colti alla sprovvista, ma successivamente ci siamo adattati creando un recinto sicuro per la custodia notturna dei nostri animali e introducendo cani da difesa del gregge: una famiglia di pastori abruzzesi, i cui capostipite arrivano dagli splendidi Monti Sibillini, che accompagnano sempre le nostre capre e pecore. Il territorio dove alleviamo è anche la casa del lupo". 

 

Accanto ai problemi dati dai predatori sono sopraggiunte, in particolare negli ultimi anni, le difficoltà date dai rincari: "Su consiglio di alcuni amici abbiamo deciso di chiedere supporto attraverso una specie di adozione, (con una donazione ndr) che però non ci piace definire tale - conclude Barbara -. Preferiamo dire che chi vorrà, potrà unirsi a "Quelle del baito" attraverso un'iniziativa per contribuire alla sopravvivenza della nostra piccola realtà".

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