"Sui miei figli ricadrà la mia 'colpa': essermi innamorata di una donna". La storia di due mamme: "Sono incinta di due gemelli, ma mia moglie non potrà prendersi maternità"
Ilenia e Laura, sposate dal 2016, hanno un bambino di 3 anni e Laura è al sesto mese di gravidanza. L'intervista: "Non vedo grandi speranze con il nuovo Governo. I nostri figli avranno tutti cognomi diversi e avranno meno tutele rispetto agli altri. Pratiche di adozione? Possono durare anche anni". Il sit-in di protesta delle Famiglie arcobaleno davanti al Commissariato

TRENTO. "Siamo andate in Danimarca per la fecondazione eterologa per i miei due gemelli e quella di mia moglie, da cui abbiamo avuto il nostro primo figlio, Filippo (nome di fantasia ndr) che ora ha 3 anni. Non ho mai capito perché essere lesbica avrebbe voluto dire rinunciare al mio desiderio di maternità, non può essere una colpa essermi innamorata di una donna". E' questo il racconto di due mamme trentine, Laura e Ilenia, di 38 e 40 anni, sposate dal 2016.
Un tema, quello delle famiglie arcobaleno, che è riemerso più volte negli ultimi mesi, soprattutto dopo i diversi attacchi del governo Meloni al diritto dei bambini di queste coppie di poter avere entrambi i genitori ed essere riconosciuti come qualsiasi altro bambino. Una storia analoga era stata raccontata a il Dolomiti da Giuseppe e Antonio, e il loro piccolo Lorenzo, anche lui figlio "nel limbo".
Filippo, il bimbo della coppia, sull'atto di nascita è stato registrato con entrambe le mamme, ma così non sarà per i gemelli che Laura, al sesto mese di gravidanza, sta portando in grembo. "Il problema però si porrà con loro - dice - avranno soltanto me sull'atto di nascita e al posto di mia moglie niente. Questo perché il Governo non vuole fare una legge per tutelarli e al momento non vedo grandi speranze".
Non poter riconoscere al proprio figlio entrambi i genitori (e non solo quello biologico) sul documento di nascita significa inserire i bambini in una categoria "invisibile" per cui non possono essere riconosciuti loro determinati diritti.
La legge italiana attualmente permette l'accesso alla fecondazione eterologa soltanto alle coppie eterosessuali ed esclude le coppie di lesbiche e le donne single. "I bambini, in pratica - spiega la coppia - vengono concepiti con le stesse tecniche, spesso usando seme proveniente dalle medesime banche del seme europeo, ma solo le coppie etero possono farlo negli ospedali italiani. Inoltre, mentre i figli delle coppie etero in automatico avranno riconosciuto il genitore biologico e quello intenzionale alla nascita, i figli delle coppie lesbiche solo quello biologico".
"Non possiamo nemmeno adottare - aggiunge Laura - per la legge è come se il desiderio di avere una famiglia e dei figli debba essere un'esclusiva solo delle persone eterosessuali".
Molti sono i problemi che si presenteranno dopo la nascita dei piccoli. "I gemelli legalmente avranno solo metà famiglia - prosegue - e oltre a mia moglie perdono anche nonni e zii. Se dovessero esserci complicazioni alla nascita, lei non potrebbe neanche assisterli in ospedale. Inoltre, non essendo riconosciuta come mamma, non avrà neanche diritto a richiedere il congedo parentale, un domani non potrà viaggiare con loro, né andare a prenderli a scuola senza una delega da parte mia. Se io dovessi morire i miei figli rimarrebbero orfani pur avendo nella realtà una mamma. Avranno meno tutele e meno possibilità di tutti gli altri bambini".
Tutti e tre i figli di Laura e Ilenia sono stati concepiti in Danimarca con fecondazione eterologa e seme dello stesso donatore. "Ho sempre avuto il desiderio di avere una famiglia - sostiene Laura -. Non ho mai pensato che essere lesbica sarebbe stato un problema, perché le tecniche di procreazione medicalmente assistita esistono da prima che nascessi. Sapevo che in Italia non c'era la volontà di includere le coppie lesbiche e le donne single in questi percorsi di maternità e che questo avrebbe reso il nostro progetto di famiglia più complicato, ma non avrei pensato che pur di punire noi avrebbero ostacolato in tutti i modi i diritti e la serenità dei nostri bambini".
Ora per i gemelli in arrivo la coppia dovrà fare ricorso all'adozione. "E' una forma di adozione che prevede un iter di anni, lasciando nel frattempo i bambini con metà diritti dei figli delle coppie etero. I miei figli, in pratica, si porteranno sulle spalle la mia 'colpa', quella di essermi innamorata di un'altra donna", conclude la mamma con grande amarezza.
Le Famiglie arcobaleno hanno indetto un sit-in davanti al Commissariato del Governo di Trento, il 4 maggio 2023 per manifestare per difendere il diritto dei loro bambini a essere riconosciuti proprio perché "desta profonda preoccupazione la lettera inviata dal Commissario Santarelli al sindaco Ianeselli", dichiarano l'associazione Famiglie Arcobaleno, Arcigay, Agedo e Sentinelli di Trento (Qui l'articolo).













