Viene riconosciuta come madre intenzionale di due bimbe dopo la morte, è il primo caso in Italia
La madre era scomparsa nel 2024 a causa di un tumore senza poter assistere al riconoscimento formale delle sue figlie

TRIESTE. Per la prima volta in Italia è stata accolta da un tribunale la richiesta di filiazione nei confronti di un genitore deceduto.
E' avvenuto a Trieste lo scorso dicembre, quando il tribunale ha riconosciuto la maternità di una donna lesbica, morta prematuramente, di due bambine, che oggi hanno 8 e 4 anni, nate tramite procreazione medicalmente assistita, che era stata effettuata all'estero dalla compagna.
Si tratta del primo caso in Italia in cui viene accolta un'azione di stato volta all'accertamento del rapporto di filiazione nei confronti di una persona defunta.
A diffondere la notizia via social è stata l'associazione di promozione sociale “Rete Lenford - Avvocatura per i diritti LGBTI+”, dalla quale si apprende la triste storia di una donna, una docente di archeologia dell'università di Trieste, era scomparsa tragicamente nel 2024 a causa di un tumore, senza aver avuto la possibilità di riconoscere formalmente le figlie, in quanto gli uffici italiani avrebbero respinto tale richiesta a fronte della normativa vigente.
Da lì a poco è partita un'azione legale che ha portato al risultato, oggi le bambine sono pienamente tutelate, godono dello status di figlie delle due madri, portano il cognome della madre intenzionale, hanno diritti successori come eredi legittime nonché le tutele previdenziali e assistenziali previste per i figli del genitore deceduto.
A fronte di una grave perdita che ha segnato la vita delle figlie, la vicenda si è tuttavia conclusa con l'affermazione giuridica del diritto di essere una famiglia.












